Furore

“ The Internet will kill everything you love. But by the time it dies, you won’t even care. ”

Siamo tutti sotto controllo attraverso internet o meglio “memorizzano” le nostre ricerche su googlee e così facendo entriamo in statistiche. Chiedono i nostri recapiti telefonici, pretendono i nostri indirizzi e tutto questo per vendere qualcosa o per far nascere bisogni perfetti al nostro stile di vita. Viaggi per alternativi, cibi per vegetariani in fondo la rete scopre tutto. Dovremmo tornare a fare ricerche alla “vecchia maniera” ma così ci vorrebbe troppa fatica e quindi si va su google e si scrive la prima cazzata che ti viene in mente e poi la cazzata torna indietro sotto forma di pubblicità. All’inizio non ci fai caso ma poi noti una specie di tormentone davanti agli occhi e quindi punti il mouse e click ti hanno preso. La cosa più deleteria è che rientriamo in statistiche su tutto e diventiamo numeri divisi anche per sesso. Mettere tutti quei “Mi piace” e quei click creano stili di pensiero e oplà il gioco è fatto. Io faccio credere che mi piacciono i viaggi avventurosi e la rete mi propone cose che nemmeno per l’anticamera del cervello farei.

Ora vi chiederete dove cazzo voglia arrivare, calma. La crisi economica ha accentuato ancora di più le statitistiche, studi sulle aziende che muoiono, statistiche sui suicidi, statistiche sulle donne che ogni giorno vengono uccise insomma la notizia non è più solo “informazione dell’accaduto”. Fateci caso, città, evento, morti e voilà statistica per esempio “E’ la ventunesima vittima dall’inizio dell’anno” ditemi che non è così? Questo avviene su tutto, fino a tre anni fa erano i morti sul lavoro ma ora sono le donne, le aziende e i suicidi per la crisi. Il nostro stile di vita è diventato una statistica ma anche quello che avviene intorno viene messo in una statistica anche le condizioni meteo o i fenomeni naturali insomma  ma come cazzo facevano prima? Mica pensano che mettendo tutto in una statistica la cosa sembra più grande di quella che è? Potrebbe però essere così o no? E l’ansia sale e il panico dilaga.

Quando nel 1929 in America ci fu la grande crisi come cacchio contavano i morti, i suicidi, le aziende? Semplicemente non lo facevano e scrivevano grandi libri come Furore di Steinbeck. Scrivevano un libro partendo da quello che vivevano e non perchè l’argomento “tirava” o per secondi fini. Scrivevano perchè era l’unico modo per sopravvivere al decadimento che avevano visto. L’anno scorso ho avuto una discussione con una persona perchè io dicevo che la crisi  del 1929 fu peggio per una serie di motivi e lui per tutta risposta mi ha detto “Non abbiamo numeri per dirlo” ma cazzo dici! Hai bisogno di numeri per saperlo. Leggi Furore e poi ne riparliamo.

Ora di Furore tutti si ricordano la scena finale che sinceramente possiede qualcosa di estremamente toccante ma è tutto il libro che ti rimane dentro forse perchè lo trovi di un’attualità sconvolgente e forse perchè hai sentito un tuo collega greco raccontare certe cose sui bambini e ti si stringe il cuore. L’uomo davanti alla Storia ha chiuso sempre gli occhi ritenendo che le cose non possano più tornare e che i tempi cambiano ma non è così. La guerra in fondo è sempre guerra. La crisi è sempre crisi. E purtroppo i bambini e le donne sono sempre i più deboli e non ci vuole uno schifo di statistica per capirlo. La Storia è sempre lì dietro di noi. I libri sono sempre lì sugli scaffali. No, no meglio google si fa meno fatica e perdo meno tempo.

Sono tempi difficili ma lo sono sempre stati e che abbiamo vissuto con l’illusione di poter vivere sopra le nostre possibilità. Finalmente siete svegli, benevenuti nella realtà miei cari!

http://www.youtube.com/watch?v=QRR_pvZcu-o

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2 pensieri su “Furore

  1. l’uomo si illude che il progresso sia una linea retta in salita. ma ci sono tratti in discesa.
    e poi il protagonista (l’uomo) fondamentalmente è sempre lo stesso, continua a massacrare, uccidere, rubare, violentare, ubriacarsi come ha sempre fatto dalla notte dei tempi.
    ma anche ridere, ballare 🙂

    a me piacciono le statistiche, fotografie di gruppo dove non si distingue il singolo. singolo che è diverso da tutti gli altri. e quindi sono dati da prendere con le docute precauzioni. come i medicinali.

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