La settimana bianca

Un essere umano che chiameremo James dalla mattina alla sera viene “bombardato” di notizie, informazioni e pubblicità ma soffermiamoci sulle notizie. Esempio, due notizie, una di un corpo ritrovato nella città (è successo qui a Venezia, cadavere senza testa) dove vive James e la seconda di un eruzione vulcanica dall’altra parte del mondo con migliaia di morti. Qual è delle due James  sceglierà per “socializzare” in ufficio? Io credo la prima e l’argomento andrà avanti per settimane e mesi e James la ricorderà come una cosa sua e l’eruzione? Dimenticata e forse è anche normale direi quasi “fisiologico” e quando il cadavere si conosce? Lì può anche provocare cordoglio e dispiacere e quando il cadavere è stato ucciso barbaramente e le forze dell’ordine arrestano l’assassino che si scopre essere un parente stretto di James? Cazzo la visuale cambia in peggio. James si ritrova a gestire migliaia di pensieri e sentimenti tra cui anche l’incredulità. E il vulcano? James vi risponderà “Qual è vulcano? Qui si sta consumando un dramma umano e tu mi parli di questo cazzo di vulcano?”

“La settimana bianca” di Emmanuel Carrère vi racconta James prima della notizia e lo fa anche bene perchè l’ansia vi sale e vi aspettate che qualcosa di terribile accada e la cosa terribile accade e voi dite “Oh mio Dio”. E non so perchè mi è venuto in mente James Orin Incandenza in Infinite Jest di David Foster Wallace che si toglie la vita mettendo la testa nel forno microonde. Ora non ricordo se la testa esplodesse ma sono sicura che un uovo nel microonde esplode. La lettura fa lo stesso effetto, la temperatura sale sale e puff l’uovo esplode ma non preoccupatevi non sarete voi a raccogliere i pezzi. Lo scrittore vi lascia sul più bello perchè è inutile raccontare il dopo perchè l’attesa è più vibrante non trovate? La temperatura sale, sale, sale. Lo sentite il timer del microonde? La temperatura sale e tutto bello rosso fuoco … puff …  “Oh mio Dio”.

E il vulcano? Pensate al Vesuvio che tipo di vulcano è? E’ uno stronzo di vulcano. Sta lì calmo, tranquillo, lascia dei segni ma niente di preoccupante poi puuf esplode e fa danni però poi esce Pompei che porta soldi e il British Museum il 26 marzo di quest’anno ha inaugurato anche una mostra dal titolo “Life and death in Pompeii and Hercolaneum” e per me è sempre un piacere andare al British con quella piazza interna quasi da astronave e starei qui per ore ad aspettare l’alieno e io invece cosa penso? A Emmanuel Carrère, al suo libro, al microonde in Infinite Jest e a scrivere questo post.

http://www.youtube.com/watch?v=m1h5OG4HM-M

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5 pensieri su “La settimana bianca

    1. Io volevo leggere la biografia scritta da lui su Limonov comunque lo prendo in biblioteca, non rischio, ultimamente sono molto attenta ai miei acquisti visto che nell’ultimo mi sono fatta fregare da Enauidi, stronzi!!!

  1. dicono sia molto bello questo limonov, ma io manco so chi è. ad ogni modo l’avversario è avvincente e scritto in maniera molto intelligente. Ovvero: ha cercato di evitare il triller e il mistero e si è mantenuto sul giornalistico, ma senza i fatti, proprio dal punto di vista suo, dello scrittore che viene a conoscenza di. E’ distaccato al punto giusto, e l’aspetto emotivo tiene, pur mantenendolo accennato: non è facile questo libro, è come scrivere un libro avvincente su hitler. parla di un “mostro”, e riesce a non giustificarlo, a non farti invidiare niente ( come molti libri quando parlano di criminali, o di malati terminai pieni di saggezza etc), entri nel dramma insomma, e nella follia…la settimana bianca è stato scritto con i primi appunti presi per quello che diventerà l’avversario, prima molto prima che l’autore della storia si decidesse a intrattenere con l’autore un rapporto epistolare e credo prima, o durante, il processo stesso. insomma è la storia inventata e ricorstruita della giovinezza del mostro coi suoi genitori…e che io devo ancora leggere e tu no…poi finito sto tedio di Nesbo ( una fatica immane tenersi a mente tutti questi nomi, cosa fanno etc) cerco Meno di zero, di Ellis; poi mi attacco una pietra al collo e mi butto nella vasca piena, in mare no, non mi piace, l’acqua salata mi dà fastidio agli occhi.
    Dromo

    1. Allora vieni in laguna qui l’acqua è meno salata e poi rischi che muori anche per quello che l’acqua nasconde (pantegane e mostri vari) e poi bevi un po’ d’acqua il gioco è fatto!!!

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