Don’t Panic

Mai dire “in trappola”
Solo “in circostanze inconvenienti”

Avete mai sentito parlare del Towel’s Day? Conoscete un robot di nome Marvin? Se la vostra risposta è No, allora leggendo queste righe conoscerete altre cose. Se la vostra risposta è SI, allora a voi dirò “benvenuti nel vostro mondo”. Attenzione questo post è altamente SCI FI (parla di fantascienza) quindi siete stati avvertiti del rischio che correte e inoltre vi avverto ulteriormente che sono alquanto fissata per la fantascienza umoristica amando telefilm come il Doctor Who, do you know the Doctor? No, mi dispiace per voi.

Sono cresciuta con alieni e spazi temporali che ormai fanno parte del mio arredo mentale. Ho iniziato semplicemente con “Mork e Mindy” per arrivare a telefilm più impegnativi come “Lost”, ma la mia passione rimane sempre il Dottore con il suo T.A.R.D.I.S (Time And Relative Dimension In Space)di cui sono follemente “fissata” e forse dedicherò un post solo per lui (curiosità: lo stesso Douglas Adams curò alcuni copioni per la serie). Ma adesso scriverò di “Guida Galattica per gli autostoppisti” di Douglas Adams.

“Guida Galattica per gli autostoppisti” iniziò nel 1978 come una serie radiofonica a puntate della BBC (anche il Doctor Who è prodotto dalla stessa BBC) ed ebbe un notevole successo tanto che Adams si decise a rielaborarle per dare vita ad una serie di romanzi. I romanzi sono cinque:

  • Guida Galattica per gli autostoppisti
  • Ristorante al termine dell’Universo
  • La vita, l’universo e tutto quanto
  • Addio e grazie per tutto il pesce
  • Praticamente innocuo

Io li ho letti tutti perché quando si conosce Arthur Dent e Ford Prefect non si riesce a uscirne facilmente. Brevemente vi riassumo la storia.

Un bel giorno la Terra viene distrutta da un’enorme astronave gialla per far posto ad un’autostrada e Arthur Dent è l’unico essere umano a salvarsi e si ritrova con il suo amico Ford, che è poi in realtà si scoprirà essere un alieno, a girare per l’universo con solo un asciugamano e una Guida sull’Universo dove la prima pagina dice “Non fatevi prendere dal panico” (è la stessa frase scritta davanti alla mia scrivania, serve nel mio ambiente e i miei colleghi restano calmi). Incontreranno vari personaggi tra cui Marvin, l’androide depresso, c’è una canzone dei Radiohead dedicata a Marvin, il titolo è “Paranoid Android” e incontreranno tanti ma tanti alieni con ognuno le sue caratteristiche fisiche, morali e sociali che alla fine capisci che il pianeta Terra è un posto altamente insignificante infatti viene liquidato dalla Guida con due parole “Praticamente innocuo”. Seguirete questi folli in lungo e in largo per l’Universo e tutto condito con battute esilaranti, avventure rocambolesche, universi paralleli che non avrete un attimo per riposarvi nemmeno un po’ e proverete per Arthur Dent una tenerezza infinita. Povero essere umano catapultato nell’Universo! Che casino vivere

Divertente, esilarante, avventuroso, imprevedibile, sbalorditivo, affascinante, folle è il mondo che vi presenta Douglas Adams e come poterlo rifiutare? Io non ci sono riuscita. Amo la fantascienza umoristica perché in fondo mi presenta, senza mezzi termini, che nulla è come sembra.

E vi renderete conto come questa serie di libri è entrata nella nostra vita quotidiana e come cantanti o internet pescano da anni nel mondo di Douglas, faccio alcuni esempi. L’idea alla base della Guida galattica è considerata come il prototipo della stessa Wikipedia. Il traduttore online più conosciuto “Babelfish” prende il nome da un’idea di Douglas Adams, nel primo libro viene presentato un pesciolino che se introdotto nell’orecchio diventa un traduttore simultaneo per tutte le lingue dell’Universo. E poi c’è il Towel’s Day che si festeggia il 25 maggio (giorno della morte dello scrittore) e dove tutti gli ammiratori di Douglas portano con sé un asciugamano perché cazzo serve sempre un asciugamano quando si ritrova a girare l’Universo  insomma se solo ora vi hanno detto che dovete essere folli e affamati embè cari esseri umani voglio dirvi un’ultima cosa, questa è un frase vecchia e obsoleta per chi ama Douglas Adams. I folli non inventano frasi “cool”, i folli si divertono alle vostre spalle e cosa più importante si nascondono perché non hanno nessuna voglia di entrare nei vostri giri “cool”.

Vi lascio tre link
il primo http://www.youtube.com/watch?v=EI6POlmsaaEsul senso della vita di un capodoglio tratto dal libro, il secondo c’è una breve presentazione di Marvin http://www.youtube.com/watch?v=cIULEEhIfy4&feature=relatedda notare l’asciugamano e poi l’ultimo link vi presento l’11 Dottore (il mio preferito perché tanto ma tanto nerd) http://www.youtube.com/watch?v=cdQts5kvvq0anticipa quello che vi aspetta!!

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