Waiting

Sono rimasta fuori da casa. Ho dimenticato le chiavi. Mi siedo sulle scale e aspetto. Guardo la luce entrare dalla finestra del pianerottolo e metto gli occhiali da sole. Appoggio la testa alla ringhiera e inizio a pensare come poter ottimizzare questo tempo da sola. Ieri notte ho fatto un sogno, potrei ragionare su questo? Il sogno era con un mio ex-fidanzato a cui tagliavo la sua camicia con la forbice molto lentamente e nella mia testa la parola “Resisti” era ripetuta ossessivamente. Sorrido, non sprecherò il tempo impantanandomi in teorie freudiane. E il mio pensiero viene risucchiato da un’immagine. Il barbone giovane che s’aggira negli ultimi giorni nel quartiere che nonostante il caldo indossa un giubbino invernale. Lo vedo sempre appoggiato al muretto del supermercato. Ha lo sguardo vitreo e fisso in avanti. La gente gli passa davanti e lui guarda oltre. Lo guarderei per ore per catturare un leggero movimento del viso. Immobile davanti al movimento del quartiere. Solo gli anziani e i bambini lo guardano. I bambini sono curiosi del mondo. Gli anziani sono stanchi del mondo. Ha ragione il mio amico dai capelli rossi quando dice che quando mi fermo, mi arrivano immagini del mondo di sotto e sorrido anche questa volta. Impongo al mio cervello dei pensieri leggeri e quindi ricordo che dovrei scrivere qualcosa su dei libri a tema fantasia, più leggero di questo non so che cercare nei miei neuroni.

Ecco, farò questo, prendo il mio portatile. Mi ha incastrato lui e non perché mi ha nominato ma il motivo è un altro. Ha parlato di un libro a cui sono molto affezionata Le tredici vite e mezzo del capitano Orso Blu e quindi cari miei devo scrivere due libri fantasia perché il terzo è uguale al coraggioso blogger Amulius (coraggioso perché ha avuto la faccia tosta di nominarmi, ammiro gli intrepidi).

Il primo libro è Il Signore degli Anelli, letto a 16 anni, riletto a 18 perché giocavo a Dungeon & Dragons, riletto a 24 anni e innamorata persa di Aragorn. Non c’è bisogno che aggiungo altro, niente al mondo nei libri fantasy riesce ad essere alla sua altezza.

Il secondo libro è Guida galattica per autostoppisti, (è sci-fi quindi ci sta) della serie, quando un libro ti cambia la vita. Inizi a festeggiare il Towel day, quando senti il numero 42 sorridi, vedi un delfino in tv e inizi a cantare “Addio e grazie per tutto il pesce”, conosci perché il traduttore più importante si chiama Babelfish, sai anche a chi è dedicata la canzone dei Radiohead “Paranoic Android”, hai una borsa con scritto sopra Don’t Panic e conosci tutto il film a memoria! Conosci Douglas Adams meglio delle tue tasche e credi che Dirk Gently (serie tv) sia una delle cose più strepitose che ti abbia fatto esaltare l’esistenza insieme al Doctor Who, naturalmente!

Ho terminato e finalmente arriva mio marito, apre la porta dell’ascensore e io sorrido mostrando tutti i denti “Ma che fai con gli occhiali da sole?” “La luce mi da fastidio” “Che hai fatto per perdere tempo?” “Ah, ho aggiornato l’agenda con tutti gli appuntamenti familiari”, lui ama l’organizzazione. Mentre apre la porta, si blocca e si volta “Dimmi un po’, da quanto tempo ti conosco?” “Per la precisione, 21 anni il 10 settembre di quest’anno” “Ecco, vedi di non prendermi per il culo. Che hai scritto?” “Va bene, preparo il tè e tu leggi ma sappi che non ho ceduto” “A cosa non hai ceduto?”. Mi infilo subito in casa in casa e chiedo “Karkadè o tè?” e lui insiste “A cosa non hai ceduto?” “Non ho ceduto a Freud ma ho ceduto a Guida Galattica per autostoppisti. Cazzo, tra poco è il Towel day lo sai? Certo che lo sai, mi conosci da vent’anni, ventuno a settembre, per essere precisi. La borsa, dov’è la borsa Don’t Panic? Quest’anno prendo l’asciugamano giallo. E’ figo il giallo che poi sta bene con la giacca nera. Ultimamente vesto troppo di nero. Credi che sia depressa? Il nero potrebbe essere un indicatore di malessere, lo sai?” “Smettila, non farmi entrare nel tuo caos. Fammi leggere e non chiederò più niente. Non sorridere mostrandomi i denti, cos’è la tua ultima fissa? E cazzo non saltare mentre accendi il portatile dalla gioia perché non ti farò più domande!”. Io lancio un pugno in alto in senso di vittoria mentre lui si volta.

Il marito non conosce l’ultima aggiunta al post.

P.S: Amulius il link è tutto per te. Naturalmente tu festeggi il Towel Day, giusto?

Dirk Gently 

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10 pensieri su “Waiting

  1. Basterebbe la foto di copertina di questo articolo per far scattare l’applauso ma il contenuto non è da meno.
    Ebbene sì, sono colpevole di averti invischiato in tale tag (anzi, la colpa è di Walter Moers, a pensarci bene). Il Signore degli Anelli è stato la Bibbia della mia adolescenza (letto tra l’altro grazie al regalo di un cugino pochi mesi prima della uscita nelle sale della Compagnia dell’Anello) e non potrò mai dimenticarmi lo stupore di ritrovarmi a leggere nelle prime pagine di quel Bilbo di cui avevo letto nello Hobbit le incredibili avventure con i nani e Smaug (acquistato per caso durante una vacanza estiva). Per quanto riguarda Adams, rischio il linciaggio se confesso di non aver ancora letto la Guida Galattica per Autostoppisti? In un modo o nell’altro ho sempre rimandato (pur avendo visto il film) e spero davvero di colmare questa grave lacuna (passabile delle pene più severe per chi intende annoverarsi – almeno in linea di massima – nel macro-cosmo nerd), confidando nella tua clemenza.
    E se anche Monti, nel tentare di mettere ordine ai conti, avesse scoperto che la risposta a tutti i nostri problemi economici non può che essere…42?
    Alla prossima e grazie per esserti fatta coinvolgere dal tag!
    P.S. Finirò Dirk Gently prossimamente.

    1. Non fare come tutti gli italiani che quando sbagliano hanno la capacità di trovare un altro colpevole che se da un lato è sintomo di creatività dall’altro, sa di un po’ di codardia 🙂 Qui le colpe sono a metà, va bene così? E sul fatto che non hai letto la Guida ehehehe non va tanto bene ma ti perdoniamo (io e la mia parte nerd) perché sei ancora un giovincello e quindi hai tempo (poco comunque) per risolvere questa cosa e aspetto il post su Dirk Gently.
      P.s: Quando ho ricordato questa foto di Monti sulle scale ho fatto un piccolo applauso a me stessa… alcune volte ripesco immagini che pensavo di aver perso … i misteri del cervello!

  2. Tu sei una influencer, che ti piaccia o no.
    Fa cagare il termine “influencer”, me ne rendo conto, però sei una delle pochissime (sono tutte donne, guardacaso) che scrive cose che mi istigano (ecco, questo è il termine adeguato) a cercare.

    1. Quando sento la parola influencer (concordo con te che fa cagare) però io penso subito all’influenza penso alla malattia e devo resettarmi in tre secondi per focalizzare il verbo! Scrivi “Tu sei un influencer” e penso subito a fazzoletti bagnati, termometro sul comodino e che quindi ammalo le persone e che se continuassimo nel ragionamento potremmo arrivare alla conclusione che gli influencer ammalano le persone… che forse ci sta pure o no? Il termine istigatrice invece lo amo, sono la strega di Biancaneve con la mela che la porge ai poveri malcapitati che arrivano qui … bello eh? Ok, bello per me naturalmente comunque credo che tu mi abbia fatto un complimento (ho delle difficoltà a capirli) quindi grazie!

    1. Oddio sta subendo una modificazione genetica dici?… Devo metterlo sotto stretta osservazione! 🙂 Non ti preoccupare sui libri! Ognuno è alieno a modo suo

      1. Ahhhh ma che mi combini non ti sarai mica accaparrata un sudista come noi.
        Per i libri ritengo alieno chi non ha letto i figli del capitano grant, ognuno ha la sua isoletta magica nel cuore.
        Mi fai un favore visto che abbiamo la stessa memoria sulle chiavi, e contepliamo i portoni, andiamo a bussare al citofono di Progetto Felice …..mi manca.
        Bussa prima tu.

      2. Eh già … un terrone innamorato della Germania (ha studiato pure lì, pensa te) Ho citofonato a Progetto Felice 🙂 poi ti faccio sapere

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