Senza uscita

Chi legge il mio blog è consapevole che osservo il mondo in maniera analitica. Parto da una domanda, osservo, raccolgo dati e arrivo alle conclusioni, insomma il metodo scientifico, nulla di più.

Negli ultimi anni ho notato cose “strane”: diminuzione di libri nei bus o vaporetti, l’uso smisurato in un discorso “Come si chiama quella cosa? Non mi viene la parola”, l’utilizzo di parole semplici nei discorsi, il piegamento perenne in avanti dell’essere umano con lo smartphone tra le mani (l’osso Atlante – la prima vertebra del collo – tra venti anni si modificherà, non cammineremmo più dritti ma con la testa pesante), i social-network fanno male e sono stati creati da gente che ha fatto della psicologia comportamentale la regola per fare soldi sulle nostre spalle (credete voi al sogno americano), il numero di incidenti stradali per distrazione è aumentato e anche quelli dei pedoni, la difficoltà a sviluppare l’autocontrollo e il suicidio dell’autoironia insomma tutti segnali e poi? Guardo l’ultima puntata di Presa diretta e cari miei hanno fatto dei veri e propri esperimenti dove la conclusione è: gli smartphone modificano il cervello (questa massa di neuroni, sinapsi e lobi è plastica, si modifica sempre nel tempo insomma dipende sempre ad ogni età cosa gli diamo da mangiare) e che abbiamo la soglia di attenzione di un pesce rosso. Mi sono alzata dal divano dicendo “Grazie Iacona, non sono paranoica” (Riccardo Iacona è un giornalista che sa fare il suo lavoro) ho fatto un inchino al televisore mentre marito e figlio ridevano. Non voglio avere ragione (anche se provo una grande e immensa soddisfazione personale), voglio uscire dal tunnel. Avevo già iniziato con qualche piccola azione di autocontrollo ma devo continuare, non voglio regredire sennò mi fottono e io non voglio soccombere agli stronzi. E’ stato pubblicato anche un libro di Baricco “The Game” che stanno pompando alla grande sull’argomento ma io ho paura di comprarlo. E sono sicura che il nostro cervello imbottito di psicosocial-network non ci rende consapevoli di come parlano i nostri politici! Siamo intontiti!

Una via d’uscita c’è sempre come nel libro pubblicato da poco da Nottetempo di Charles Dickens insieme al suo amico Wilkie Collins. Un libro dove i due scrittori si divisero le parti da scrivere. Se non sapete chi è Wilkie Collins, fate una ricerca su Wikipedia e scoprirete un mondo. Il libro è una storia vittoriana, non aspettatevi il capolavoro, non volete leggere niente di complicato ma scritto bene? Ecco questo è il libro che fa per voi! La qualità esiste.

Mentre leggevo Senza uscita ho sentito le note degli Smashing Pumpkins, ora non state a chiedermi i motivi, Dickens e gli Smashing non hanno in niente in comune a prima vista e poi il legame c’è ed è pure forte.

All’improvviso mentre i protagonisti del libro erano in una tempesta di neve sulle Alpi Svizzere e tutto sembrava perduto, succede qualcosa e nelle mie orecchie risuonano le note del ritornello di The Everlasting Gaze On the way of your desire. You always find a way and through it all. Into us all, you move e sono investita da un ricordo sulla piana di Castelluccio mentre pioveva a dirotto con lo zaino sulle spalle e cantavo questa canzone a squarciagola e imitando i movimenti di Billy Corgan nel video (beata adolescenza)

La canzone inizia con la frase You know I’m not dead e si lega benissimo con la puntata di Presa Diretta, il libro, la condizione del mio cervello e la situazione politica-sociale che viviamo.

Resistiamo e date da mangiare cose buone al vostro cervello plastico!

P.S: Hai capito Intorno?

 

 

 

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14 pensieri su “Senza uscita

      1. Me lo auguro! Grazie del consiglio, comunque. E per quanto riguarda The game (e Baricco, in generale) si può evitare, avendolo letto: molto meglio Realismo capitalista. Un saluto!

  1. La verità è che vogliamo essere cercati, sempre.
    Abbiamo una sorta di sindrome collettiva dell’abbandono. Le persone hanno paura a rimanere da sole con loro stesse, perché non conoscono loro stesse, e quello che non si conosce ci hanno insegnato che deve farci una paura fottuta (come se invece tutto quello che si conosce andasse bene…)
    E questo spiegherebbe un sacco di cose brutte che stanno emergendo tutt’intorno a noi.

    1. Io mi conosco e per questo preferisco stare da sola, lo faccio per il vostro bene! Franzen ha scritto un libro sul Come stare soli.
      Io ho una paura fottuta solo della morte (anche dei virus) e dell’aereo che poi potrebbe essere un mezzo che mi porterebbe alla morte. Pensandoci bene bene, rimanendo da soli senza distrazioni, il cervello pensa e nei pensieri si nasconde l’oscuro e l’oscuro fa paura, mi sa che hai ragione ma a me piace l’oscurità (odio la luce) ma poi penso una cosa che ogni tanto ritorna nel mio cervello. Io mi ritrovo sempre con le persone che hanno subito grandi sofferenze e grandi sfighe come se la sofferenza fosse stata un coltello che abbia eliminato la superficialità della carne e sia arrivata direttamente all’osso e guardando l’osso ci siamo resi conto che tutto quello che ci sta intorno (comprese le persone) non servono ad un cazzo e che tutto sia falso insomma un po’ costruito e artefatto e quindi è meglio l’osso perché cazzo alla fine moriremo tutti!!! Io sono già sola! Oddio hai scoperchiato il mio lato gotico, mannaggia a te!

  2. Proprio ieri risentivo gli smashing pumpkins “filologicamente”, cercando di capire cosa fosse il gruppo a prescindere da Corgan, Perche’ Billy e’ una parte importante, ma basso, batteria e chitarra “non lead” lo sono altrettanto,
    C’entra con gli smartphone?
    Boh, credo un po’ si, nel senso che anche qua sotto la superficie c’e’ di piu’. Come con la tecnologia, che si puo’ fruire a diversi livelli. Il piu’ facile non e’ detto che sia quello piu’ completo. Anzi.

  3. Il più facile non e’ detto che sia quello più completo… Esatto! E mio figlio quando ha ascoltato e visto gli Smashing ha detto “E poi dici a me che mi piacciono le cose creepy? Questi sono inquietanti solo a vederli ma anche a sentirli. Ho capito da chi ho preso” e forse ha pure ragione! Ora gli faccio vedere i Cure e avrà la conferma

  4. Capito. Devo leggere di più. Senza cellulare riesco a vivere. Ho fatto prove concrete e le ho superate tutte. Non sopporto le dipendenze.
    Sto leggendo Purity ma faccio fatica. Franzen si arrampica sugli specchi per mettere su una storia. Sono a pagina 100 spero si rifaccia dopo 🙂

    1. Non ho detto che devi leggere ma decidere cosa dare da mangiare al tuo cervello. Potrebbe essere anche una conversazione con chi consideri interessante. Un film, una musica anche un puzzle, questo lo devi capire da te… Io inizierei a vedermi la puntata di Presa Diretta 😊 il cervello é plastico ed é una bellissima cosa da sapere.

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