La classe compiaciuta e i ribelli!

Tyler Cowen è uno degli economisti più influenti al mondo” così afferma sicuro  l’Economist. Io non lo so ma il suo blog Marginal Revolution è molto interessante e ancora più interessante è stata la lettura del suo libro “La classe compiaciuta”. Quando termini il libro analizzi la storia del mondo negli ultimi trent’anni e dici “Cacchio!” e la stessa parola la ripeti quando termini alcuni capitoli perché comprendi che quello scritto è fottutamente vero.

Ma andiamo con calma, sono passati un po’ di mesi dall’insediamento di questo governo che si definisce “Governo del cambiamento”, va bene, cambiamo! Io amo i cambiamenti, sono andata nei Balcani, mi sono trasferita dal Sud al Nord (e non per lavoro ma per dare una scossa ad una vita noiosa). Vediamo questi cambiamenti e osservando, osservando non ho visto niente di sconvolgente anzi una cosa si è modificata ed è la dialettica o meglio di come il governo si esprime (mi cade sempre la fronte sulla scrivania). Vediamo perché? Parlano con formule rapide anzi come dice Gardini “il loro modello linguistico è il modello da compilare o la crocetta nella casellina” ed è vero e se la parola è un segno, siamo messi proprio male!  “È inutile tirare a campare come governo, io non sono uno di quelli che porterà questo governo a tirare a campare” frase sentita con le mie orecchie detta da Di Maio e pensi Ma che cazzo hai detto? O meglio Ma come ti esprimi? Io quando li ascolto mi sembra alcune volta di sentire l’anziana signora che si lamenta in bus oppure qualcuno dice “Via i politici con tutti quei paroloni”. Paroloni? Ma non è che tu sia un po’ ignorante? Parolone già di sé per sé è una parola orrenda. E che tu sia uno zotico la colpa di chi è? No, no dimmi, con calma io ti ascolto. Va bene, la colpa non è mai da una parte, trasformiamo la domanda, qual è il tuo grado di responsabilità nell’essere diventato zotico? Qual è il tuo grado di responsabilità nel tuo disimpegno politico? Dimmi! Nel libro si parla del disimpegno politico e di quel rischio che già nel 1835 con un volume e poi nel 1840 nel secondo volume veniva anticipato da  Alexis de Tocqueville  in La democrazia in America.

E qui arriviamo al libro di Cowen che consiglio vivamente di leggere, non è un saggio complicato ma quello che leggerete vi aprirà una visione dei tempi che viviamo e vi servirà per affrontare i non cambiamenti! Cowen parla anche di musica, letteratura (c’è un pezzo su come prima si scrivevano libri di gente che si muove e ora si scrivono libri sulle famiglie americane chiusi in dinamiche malate a New York) e di queste bellissime e utilissime app nei nostri cellulari e di come tutto è finalizzato al non cambiamento, a cercare solo chi è come noi (stessi gusti musicali, stesso livello di reddito) e cosa più grave allo rimanere immobili fisicamente e mentalmente.

L’elezione di Trump, la Brexit e il nostro governo Conte (su questo nome si potrebbe aprire un mondo di non cambiamento ma lasciamo stare) sono i risultati di una classe né di destra e né di sinistra, né ricca e né media, né vecchia e né giovane ma trasversale che non vuole cambiare niente e dove “i nuovi” vengono visti come qualcosa che attaccano lo status conquistato e in questa logica “prima gli italiani” è lo slogan perfetto di un modello linguistico chiaro ma che sa di stantio. Ah quel referendum del 4 dicembre!

Dai fateci caso come parlano i nostri politici? Parlano al passato, parlano di cose già fatte (la riforma della scuola, i vaccini, la legge Fornero, le domeniche chiuse, le concessioni, le industrie in Italia e non all’estero) e di come si debba rompere tutto e per non parlare dell’immigrazione (ora lo scrivo, se fra cinque anni o di meno ci sarà un movimento degli immigrati che farà tremare il paese, ricordatevi il decreto che ha fatto il governo del cambiamento).

Non ci sarà nessun cambiamento e nessun passo avanti!

Leggetevi sto’ cazzo di libro, fatemi questo piacere!

I ribelli

7 pensieri su “La classe compiaciuta e i ribelli!

  1. Il cambiamento costa fatica e comporta sacrifici (due parole per le quali molti sembrano provare una strana forma di allergia) oltre alla messa in discussione di diversi aspetti che si considerano intoccabili in tutto e per tutto. Leggerò il libro di Cowen, mi hai veramente incuriosito!

  2. Dopo averne parlato ieri sera mi sono letta pure la recensione. Ne valeva la pena. Mi fai morire 😀 .. mo lo compro. Baci

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