L’uomo di Kiev

Mia nonna diceva “Chi porta a’ nominata e chi fa i fatti” avete bisogno di una traduzione? Non credo, è abbastanza semplice e in questi giorni nella laguna queste parole giravano nel mio cervello. Non lo sapete? Venezia si è svegliata con il sindaco arrestato e tutti lì con le loro personali reazioni. Ci sono stati anche i meravigliati, i più ridicoli,  “No non è possibile mica siamo al Sud” ma cazzo sei in Italia e quindi non immune a certe dinamiche.

E poi nel Consiglio Comunale urlano, guarda un po’ come a Napoli, però non voglio dirvelo noi siamo più scenografici (nel bene e nel male). Noi siamo più teatrali (nel bene e nel male) e quindi miei cari veneti chi porta a’ nominata (I Terroni) e chi fa i fatti (I polentoni) insomma una faccia, una razza verrebbe da dire e poi leggi i giornali locali e dopo ogni nome dell’indagato viene scritto la provenienza ma solo ai non veneziani quindi padovani, trevigiani, casertani, romani ma mai scritto VENEZIANI come il male fosse esterno alla laguna e loro poveri patrizi sono stati corrotti, hanno ceduto. Bisogna sempre trovare le colpe negli altri. La colpa è nella grandi opere pubbliche, la colpa è che girano tanti soldi, no no mi dispiace dirlo la colpa è del nostro livello di onestà, non è difficile da capire. O si è onesti o disonesti, qui non c’è la via di mezzo. Poi dopo tutto questo caos, Orsoni patteggia (quindi colpevole), torna ma poi si dimette. Amici veneziani da voi c’è solo da imparare in fondo in Italia si può fare tutto ma poi cari miei lo schifo viene sempre a galla.

Bisogna trovare sempre il capro espiatorio. Per Venezia è Mazzacurati invece nel libro di Malamud “L’uomo di Kiev” è l’ebreo. Povero Yakov Bok voleva essere solo un uomo libero e invece si ritrova in prigione per un orribile omicidio che non ha commesso solo perchè è ebreo.  I Fonomeccanica cantano “La sofferenza è un mestiere da uomo libero” e il povero Yakov quanto dovrà soffrire per capire che è un uomo libero? Tanto e alla fine sarà libero? In fondo si sa più conosci, più soffri.

E anche nella prigione il povero Yakov capirà che un uomo nella vita ha un solo scopo: imparare, è nella sua natura. Il non imparare ti porta a creare pregiudizi e superficialità che servono a “gestire” più velocemente la tua esistenza. Il non imparare nasce dall’allergia al sacrificio e ditemi un po’, chi è disposto a sacrificarsi di questi tempi?

http://www.youtube.com/watch?v=A-gVhB-N8VE

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4 pensieri su “L’uomo di Kiev

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