Thomas Hardy, Joseph Conrad e la Croazia

“Passo le notti nero e cristallo a sceglier le carte che giocherai
a maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai”

Ogni mattina mi sveglio alle 7.00 e in bicicletta vado a prendere il pane ma prima mi fermo in un bar sulla spiaggia a bere un caffè. Sono quattro anni che bevo il mio caffè a quest’ora per 15 giorni all’anno e così faccio pratica anche del mio incerto croato.

Guardo il panorama, bevo il mio caffè e mi fumo le mie due sigarette. Mi alzo, pago, saluto con il mio incerto croato e aggiungo sempre un “Ci vediamo domani” quando non lo dico il propretario capisce che sono finite le mie vacanze. Vado sempre da sola al mio bar per guardarmi il panorama in silenzio.

Sono innamorata della Croazia forse perchè non c’è sabbia sulla spiaggia e poi per la sua natura poco “toccata” dall’uomo, pochi alberghi sulla costa, poche strade poi tutto molto libero (ricordiamoci che la Croazia era la patria dei naturisti e questo si respira nell’aria) ma il motivo fondamentale è che gli italiani che ci sono si disperdono lungo la costa e alcune giornate puoi ritrovarti in mezzo a tedeschi silenziosi continuando a leggere senza che nessuno ti rompa. Silenziosa Croazia dove ho letto Anna Karenina e Alla ricerca del tempo perduto.

Stamattina guardo l’orizzonte, ci sono nuvole nere e in mente mi viene “Tifone” di Joseph Conrad e della sua capacità di descrivere la forza della natura. La stessa capacità di Thomas Hardy di descrivere la campagna inglese. Certo, direte voi, chissà che noia a descrivere la nebbia e la monotonia delle campagne inglesi. Sfido chiunque a descrivere fino a coinvolgervi emotivamente la campagna inglese e i covoni. Noi comuni mortali useremo sempre gli stessi aggettivi e forse, per essere più all’avanguardia, potremmo usare aggettivi che non c’entrano un cazzo con la natura. Hardy e Conrad sono maestri in questo ma sono maestri anche nel raccontare come il destino gioca brutta scherzi agli esseri umani ma c’è una cosa, una sola cosa che li allontana l’uno dall’altro anzi sembrano uno l’opposto dell’altro, le donne sì avete capito bene, le donne o meglio i personaggi femminili e mi dispiace dirlo Hardy batte Conrad 1-0.

I personaggi femminili di Hardy sono un crescente per concludersi con Sue nel suo meraviglioso “Jude l’oscuro”. Questa Sue che mi ricorda tanto Holly Golightly  in “Colazione da Tiffany”. Thomas Hardy vide il suo libro essere bruciato perchè andava contro il matrimonio, vedete non solo i nazisti bruciavano. Thomas Hardy che segna con il suo Jude l’oscuro un balzo in avanti della letteratura di come i tempi cambiano o meglio come cambia quello che vuole l’uomo e di come questo si  scontra con il mondo esterno. La storia è molto semplice. Un uomo e una donna si amano ma non vogliono sposarsi e non vi dico cosa si scatena contro questi due dalla società ma anche all’interno della coppia e in ognuno di loro insomma come il nostro volere non coincide con quello esterno e allora cosa si fa? Pensiamo solo un attimo ai nostri tempi (esempio: caso Barilla). Io scrivo che le coppie omosessuali non devono sposarsi e non adottare un figlio che succede? Vengo dichiarata omofoba anzi sono arretrata e additata come bigotta ecco ad Hardy un libro fu bruciato e vi sentite anche fortunati di vivere in questo millenio perchè ognuno è libero di vivere come vuole.  Io non sono d’accordo perchè prima c’era un libro come Jude l’oscuro a far capire che i vostri bisogni stavano cambiando  e ora ci pensa la pubblicità della Findus o sterili polemiche che producono pensieri superficiali in fondo come cantavano gli Afterhours?

Io poi farei leggere Hardy a quelle femministe colte e chic che impongono alle nuove generazioni femminili libri pallossi sul sentirsi donna tipo quello “Donne che corrono con i lupi” oppure qualcosa di Alice Munro. Libri di donne scritti per donne. Io preferisco altro. Preferisco Hardy. Preferisco uomini che parlano di donne e viceversa sennò come cazzo si evolve? Come posso migliorare se la prospettiva è sempre la stessa. Un uomo possiede una prospettiva diversa, ora che sia giusta o no questo è un altro discorso, sicuramente è diversa. Io non ho bisogno dei libri che mi spiegano cos’è una donna, cazzo so’ donna da 42 anni vuoi che non lo sappia?

Ho terminato la mia seconda sigaretta e le nuvole nere sono più vicine. Oggi niente mare, non è importante, non ho bisogno dell’abbronzatura per sentirmi figa tanto figa non lo sarò mai.

https://www.youtube.com/watch?v=7HqSRYs0TZI

 

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4 pensieri su “Thomas Hardy, Joseph Conrad e la Croazia

  1. L’ultima volta che sono andato in vacanza per due intere settimane lontano da casa eravamo nel XX secolo.

    C’è da capire se un uomo che scrive di donne si immedesima, interpreta o mascolinizza i pensieri femminili, è una cosa che mi son sempre chiesto.

  2. Non fa niente di quello che hai detto tu, guarda con gli occhi di una donna e quindi non mascolizza fa quello che fanno i grandi scrittori “immagina” una donna in una situazione nuova e quindi diversifica le prospettive e Hardy è bravissimo e le sue eroine sono donne forti ma che hanno sempre una certà femminilità.
    Io vado per due settimane non tanto lontano da casa!!!

  3. Sono stato in Croazia in tre vacanze diverse, la prima volta una sola giornata a Rovigno, la seconda dieci giorni in Dalmazia, in un paese minuscolo, con diverse gite (parchi, Zagabria…), la terza una settimana a Pola. Posti davvero incantevoli, non saprei trovare altra definizione.

    E tranquilli, anche in Agosto (certo, se non si va in alcune zone dove vai solo per fare casino).

    Però il croato mi pare osticissimo, a parte buongiorno e poche altre parole…

    1. Il croato non è lingua facile ma secondo te io so’ tipa da cose facili? Ogni anno prometto di riprendere il libro di grammatica croata ma non serve a niente! Quando stavo in mezzo a loro ero diventata anche bravina ma poi ho perso tutto… capisco ma parlo pochissimo.

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