Grandi speranze

“Nessuno ti chiede di essere il migliore detective della Storia ma solo il miglior detective che puoi essere quindi non preoccuparti se commetti degli errori. Tutti sbagliamo a volte, solo mollare è sbagliato”

Alcuni miei amici mi hanno fatto notare che da un po’ di tempo ho cambiato look, dicono che vado in giro vestita da signorina perbene londinese con un punta di vintage. Rispondo che è colpa della letteratura vittoriana, della musica e di tutti i telefilm inglesi. Sono una spugna. Leggo, ascolto e vedo tutto quello che mi piace. Lo prendo, lo trasformo adattandolo a me e alla mia mente. Mi annoio ad essere sempre la stessa, naturalmente evolvono anche le mie fisse e paranoie e poi grazie agli esseri umani scopri sempre cose nuove negative o positive. Niente più mi sconvolge. Leggendo tanto scopro personaggi subdoli che quando li ritrovo nella vita reale l’unica cosa da fare è sorridere e prenderli per il culo. Lo ammetto sono paranoica e questo è confermato anche dal mio dott. Kambublus ma giuro che qui c’è gente in giro che legge il mio blog per capire i miei cambiamenti oppure per scoprire che cazzo di fine abbia fatto, ora questa gente non è subdola? Vi starete chiedendo come faccio a essere sicura di questa stronzata? Sono paranoica e quindi, come dice qualcuno in giro, ho più probabilità di sopravvivere a questa giungla che mi circonda quindi lasciatemi stare. Vi starete chiedendo qual’è il libro che mi ha fatto scatenare l’ultima paranoia? Il libro è Grandi speranze di Charles Dickens.

Non amare Dickens è un peccato mortale e questa mia affermazione vale anche per Londra. Ho iniziato a leggere Dickens molto presto e quindi di conseguenza iniziai a incuriosirmi a Londra. La città porta alla mente anche altri illustri scrittori ma io non riuscivo a togliermi dalla testa l’unione Dickens-Londra. Lo ricordo ancora il mio primo giorno nella capitale inglese. La maggiorparte dei turisti il primo giorno visita la città istituzionale o qualche importante museo. Io no, costrinsi il mio compagno ad andare a Whitechapel un po’ perchè fissata per Jack The Ripper e un po’ per il film Elephant Man e un po’ per Dickens. WhiteChapel che quartiere! Che storie! Nell’Ottocento questo quartiere era il luogo prediletto per attività illecite e dove la miseria abbondava. Luogo di perdizione, nel 1888 il quartiere contava 1.200 prostitute e questo mi fa pensare a Romain Gary e al suo “La vita davanti a sé“. In questi luoghi abbandonati da ogni morale si trova il vero splendore dell’essere umano. Si trovano gioielli di storie fatte di semplicità e verità. Niente di costruito come i quartieri abitati da ricchi, niente di falso e mai visti nelle miei visite londinesi. E Dickens? Dickens aveva la capacità di raccontare queste storie. Raccontava la miseria e lo splendore dell’essere umano con una costruzione della frase così raffinata da far perdere la testa. Personaggi immersi nella miseria ma che con le loro parole e fatti mostravano lo splendore dell’essere umano.

Grandi speranze è un capolavoro dove succede di tutto. Personaggi che vanno e che tornano. Personaggi che si svelano in un attimo e altri si svelano con un po’ più di tempo. Colpi di scena continui e al centro il nostro Pip che si ritrova a Londra con una grande somma di denaro donatagli da un benefattore sconosciuto. Romanzo uscito a puntate e questa cosa mi fa sorridere. Pensate alla Mazzantini che scrive un libro a puntate. Oh Madonnina salvaci tu! Pip si sente solo fortunato e non è per niente paranoico. Ma la vita di Pip cambierà? Da garzone di un fabbro diventerà un uomo di successo? O sarà una delusione? Pip nato in una palude che fa un incontro una notte senza stelle che cambierà la sua vita. Pip che dimostrerà di essere un puro. Pip che dimostrerà di non dimenticarsi mai da chi è nato e da dove viene ma che poi sarà capace di fare pace con se stesso?

Cambia lo stile ma la letteratura racconta sempre l’uomo immerso nei suoi tempi e mi viene in mente un parallelo tra Dickens e DeLillo forse è un po’ azzardato e come avvicinare Capote a Balzac e penso invece che i nostri scrittori contemporanei italiani siano, diciamo, un po’ scollati dalla realtà come i politici del resto. E penso che anche nascere in un posto che invece in un altro trasformi il nostro modo di essere e di vedere il mondo e anche perchè in certi posti del mondo avvengono determinati omicidi con determinate pratiche e in altri no. Chissà perchè quando parlo di queste cose mi viene sempre in mente l’Olocausto. Perchè avvenne in Germania? Un motivo c’è sempre.

Quindi cari miei andate a Londra e visitate WhiteChapel. Rivoltate questo quartiere come un calzino e capirete tante cose perchè Jack the Ripper uccideva in quel posto e non in un altro e poi guardatevi la fiction “WhiteChapel” (oltre che Rupert Penry-Jones è un bel guardare) e poi leggete Dickens, collegate tutto e vedete un filo rosso che parte da lontano e che arriva fino ai tempi nostri. Cambia l’architettura, cambiano le mode, cambiano le persone ma la miseria e lo splendore rimangono immutabili, sempre lì per essere pronti ad essere raccontati.

Vi aiuto un po’. Nel libro di Dickens c’è il tutore Jaggers di Pip che si lava sempre le mani ogni volta che torna dal tribunale oppure dopo che abbia parlato con un suo assistito e nella fiction “WhiteChapel” l’ispettore Chandler si lava sempre le mani e si cambia la camicia ogni volta che torna da una scena dove è avvenuto un crimine. Lo vedete il filo rosso? Qualcuno potrebbe dire che l’ispettore abbia queste “fisse” per colpa dei nostri tempi io credo di no. La miseria, lo splendore e le azioni ossessive-compulsive ci sono sempre state e ci sarà sempre qualcuno capace di raccontarle con grande bravura altri invece, come la Mazzantini, faranno solo finta e vi illuderanno che la vita può essere vissuta superficialmente e che non sia importate guardarsi dietro e dentro.

 http://www.youtube.com/watch?v=UPBzUsTfny0 

Charles Dickens incontra un uomo del futuro in un fiction della BBC

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8 pensieri su “Grandi speranze

  1. Folia pura questo post. Tu e Chandler quante cose uguali. Vuoi la lista? E il link su Dickens e il Dottore? Follia pura ripeto

  2. Smettere di sconvolgersi per le cose e le persone che ti circondano lo ritengo un assuefarsi , una mancanza di sensibilità, un appiattirsi, una cosa negativa insomma. Fermo restando che la scelta di sorridere e prenderli per il culo è una cosa molto, molto saggia.

    Sono contento che non ti dedichi alla letteratura erotica e quindi eviti di impregnarti di cose poco gestibili.

    1. No no ma io rimango affascinata da chi è fuori dalla mischia ma gli esseri umani mi sembrano tutti uguali ultimamente.
      La letteratura erotica letta e “studiata” quando avevo 18 anni (Kamasutra, de Sade, Anais Inn, Henry Miller per finire con Nabokov credi che siano abbastanza?)
      e messa anche in pratica ma ora sono saggia e quindi decido e “gestisco” bene poi bisogna fare un distinguo tra letteratura erotica e pornografica e di questo ho anche scritto in un mio post “Questo sesso non mi eccita” dove naturalmente parlo anche del mio DFW (tanto per cambiare) e di Uwe Timm.

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