Venezia è un pesce

I turisti arrivano con le navi da crociera e attraversano il Canale della Giudecca e i vaporetti passano vicino alle grandi navi. I turisti salutano arrivando nella città più bella del mondo e io, invece, vado a lavorare nella città più bella del mondo. Loro salutano e mi viene la voglia di salutarli alzando il dito medio. I turisti scendono dalle navi e invadono le calli con infradito, macchine fotografiche e mappe enormi. I turisti hanno sempre la bocca aperta per lo stupore. Piazza San Marco, bocca aperta, Rialto, bocca aperta, giro in gondola, bocca aperta. Ha ragione il mio amico americano quando dice che i suoi connazionali arrivando a Venezia si rincoglioniscono perché vogliono capire come si può vivere sull’acqua e cosa più importante, come cazzo si vive in un museo a cielo aperto.

Ah Venezia! Quanti scrittori hai accolto tra le tue calli? Quanti turisti accogli ogni giorno per sopravvivere? Tanti forse troppi! Io e il mio amico americano abbiamo deciso di fotografarli. Ci sono i romantici,  gli sportivi, i bifolchi e ci sono anche quelli che vanno in giro in costume oppure donne con tacchi vertiginosi (in linea di massima sono russe) e poi non mancano ondate di hipster. Il mondo che va a spasso nelle calli di Venezia e fotografiamo per farci quattro risate (guarda quella e quell’altro … guarda i romantici che si baciano sul ponte … guarda quello che mangia per terra … guarda quello che fa yoga sul materassino … guarda la sposa cinese). Non mancano naturalmente i turisti con le infradito da mare, poveretti, dopo due ore  cercano di riparare i danni della loro imbecillità con i cerotti!

Marcel Proust cercava di giorno qualche campo che scopriva di notte ma era difficilissimo e così quando qualcuno mi chiede come faccio ad orientarmi in questo magico labirinto non rispondo, ho il mio segreto. I turisti hanno vere tabelle di marcia, ho visto taccuini e fogli! Lunedì: Piazza San Marco, Palazzo Ducale e Basilica. Martedì: Accademia, Museo Correr. Mercoledì e via dicendo. È da un po’ che non faccio la turista e sinceramente mi sono rotta le palle anche di questo. Arrivare con l’aereo in un posto, vedere tutto e non capire un cazzo di come si vive. Torni a casa e ti sembra di aver vissuto in un’altra dimensione e forse la colpa è anche di quel cazzo di aereo. Giro per le città europee con la scusa del lavoro e siccome il mio lavoro non a che fare con posti chic o fashion mi ritrovo spesso con carcerati, donne o famiglie disagiate così quando torno a casa non ho la sensazione di aver vissuto un sogno anzi mi accorgo che è la stessa vita dovunque tu vai, cambia solo la lingua. Ho sentito colleghi tedeschi lamentarsi delle tasse e spagnoli lamentarsi della burocrazia. Cazzo, ma vuoi vedere che abbiamo qualche problema in comune?

Molti amici mi chiedono consigli e cose da vedere a Venezia ma io non dico niente a nessuno e un po’ quello che fa Tiziano  Scarpa nel libro “Venezia è un pesce”. Questo libro non possiede niente delle guide classiche, non vi dice nessun posto da visitare e nessun nome di ristoranti “carini”. Niente consigli per turisti. Racconta l’essenza di una città unica al mondo. Racconta come una città vi possa cambiare l’esistenza e ora vi starete chiedendo come possa farlo. Uscite una mattina da casa, vi sentite intolleranti e vorreste prendere a mazzate tutto e tutti. Salite sul vaporetto 5.2 scendete alla fermata Giardini-Biennale, appena scesi, svoltate a sinistra, vi fermate e guardate il panorama che si apre davanti. Vi aggrappate a quel panorama disperatamente, sorridete e nasce un pensiero “Il mondo è proprio un bel posto” e vi accendete una sigaretta. Questa città mi salva l’esistenza e cazzo non voglio fare più la turista con l’aereo!

This is the life      

http://www.youtube.com/watch?v=paHH9udAmAg&feature=related

  … capelli rossi!

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5 pensieri su “Venezia è un pesce

  1. La turista non vuoi farla più perchè il mondo lo vedi e lo studi tutti i giorni tra le calli veneziane. Tu e il tuo compagno di merende 🙂

  2. il grande limite del turismo è proprio quello di non capire come si vive nel posto visitato, spesso quello che si vede fa parte di un mondo isolato, irreale, rispetto alla città prescelta…

    1. Eh già … ma la cosa bella quando tornano (la maggior parte dei turisti) dicono “Che paese, andrei a viverci!!!” bene bene vieni a vivere a Venezia e poi con il cacchio che lo dici oppure vai a vivere a Parigi o Londra oppure in Bretagna con la nebbia e con quel clima del cacchio 🙂 oppure gli americani che vogliono andare a vivere a Roma … ma tu lo vedi un americano nel traffico di Roma … madonna mia quello esplode

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