Colazione da Tiffany

Povero Truman Capote! Capisco solo ora perché voleva la Monroe nell’interpretare la sua Holly Golightly e non la Hepburn. Premessa, non ho niente contro la Hepburn, ma lei non c’entra proprio niente con la protagonista del libro “Colazione da Tiffany”. Il film e il libro sono due cose diverse e anche opposte. La Monroe e la Holly avevano in comune qualcosa di strano, e se vedi la fine che ha fatto la Monroe capite cosa voglio dire.

La bellezza di questo libro è proprio lei, Holly, che è una personcina che farebbe gola a psicologi e al mio dottor Kambublus. Holly è affascinante e energica ma di un cinismo unico, poi quando parla la maggior parte delle volte dice sempre cose bizzarre ed è estremamente tenera, insomma un soggetto altamente psichiatrico. Il personaggio di lui nel libro è quasi secondario, serve solo per presentare lei.

Io no. Non mi abituo mai a niente, io. Chi si abitua a tutto tanto vale che muoia” ecco una che dice così potrebbe diventare la mia migliore amica (visto le quarantenni in giro) e mi ha fatto venire in mente una cosa che ho letto sull’Espresso. La giornalista scrive “Statisticamente, succede intorno ai 40 anni … eppure i sintomi non potrebbero essere più evidenti: inquietudine, ansia, attacchi di panico persino. E un senso di blocco che permea tutto: perché gli obiettivi inseguiti per anni d’improvviso non contano più nulla. Lo stile di vita, di colpo, sembra quello di un estraneo. Voglia di cambiare. Di voltare pagina” cazzo ora vi dico una Verità … La Terra è tonda … applauso prego … clap, clap, clap, io faccio l’inchino e vi guardo sorridendo. Ci siete arrivati al mio ragionamento? È una cosa vecchia come il mondo, c’è gente che si abitua e chi no! Ma cari miei ora i cambiamenti o le personalità particolari, che ci sono sempre stati nell’essere umano e nella storia si chiamano “fenomeni sociali” o “soggetti psichiatrici” e si studiano. I fenomeni sociali la maggior parte delle volte s’impongono anche, sennò come si venderebbero cose invendibili, ma anche i soggetti altamente psichiatrici possono essere “sfruttati” da questo mondo. Holly fu presentata al mondo la prima volta nel 1958 e aveva le paturnie (ansia e attacchi di panico non sono le mestruazioni) ma non aveva 40 anni. Holly è solo un soggetto d’amare, ma di quell’Amore vero che non chiede niente in cambio insomma quell’Amore che non esiste, infatti nel libro lei se ne va e nel film si bacia con il soggetto insignificante. Il mondo di oggi, ma anche del 1958, ha trasformato Holly da un soggetto altamente psichiatrico in un soggetto “vendibile”  e simpatico, ma non esistono i soggetti psichiatrici così.

Una volta una persona mi confidò di essere convinto di avere qualche patologia psichiatrica e che il suo modo di reagire al mondo non fosse normale, alla mia domanda “Hai l’angoscia?” lui rispose “No” “Panico?” “No” “E allora stai bene”. Cazzo è il mondo in cui viviamo che non è normale, come puoi abituarti a certe dinamiche e a certe procedure di pensiero, come puoi abituarti a parlare di cani, figli, vacanze o pranzi, come fai? Quando provi ansia e panico sono solo sintomi che sei ancora vivo, se non senti niente sei già morto. Il numero più alto dei morti dentro è proprio verso i 40 anni, ma poi cazzo ci sono quelli che non si abituano a niente, nemmeno a se stessi e sono quelli che voltano pagina, ma non è nessun fenomeno sociale del cacchio, è semplicemente vita (si vede che la giornalista non conosceva Holly e forse avrà visto solo il film che è così chic da far venire quasi il vomito con quella fissa di Tiffany e i gioielli).

C’era una canzone dei Blur “Country House” che diceva più o meno così …  puoi andare a vivere in campagna per rilassarti e potrai anche leggere Balzac ma il Prozac lo continuerai a prendere, non si scappa da questa mondo e da se stessi … insomma puoi darti alle pillole, puoi andare dallo psicologo, puoi fumarti mariuana o darti all’alcool ma hai sempre solo due vie d’uscite o farla finita o fare come Holly e cioè non abituarti ma poi c’è il rovescio della medaglia, vieni definito “soggetto altamente psichiatrico”, a voi la scelta! Io? Ho il dottore Kambublus che mi cura con i libri, le paturnie, non faccio uso di sostanze chimiche ma naturali (omeopatia intendiamoci),  fisse varie e, cosa più importante, ho quasi 40 anni e fatemi controllare … cazzo sono ancora viva … alleluia … alleluia! Miracolo … cantate con me … “la nostra festa non deve finire e non finirà … “

E dedico questa canzone a tutti i soggetti altamente psichiatrici ma reali non quelli simpatici e “vendibili” ripeto questi non esistono ma l’inventano … però sono bravi, cazzo!

http://www.youtube.com/watch?v=NUTGr5t3MoY

 

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4 pensieri su “Colazione da Tiffany

  1. Come in molti casi, però, finisce che sovrapponi l’immagine dell’odiosa e vezzosa Hepburn a una storiella che alla fin fine t’era pure piaciuta ai tempi della lettura (anche se not too much).
    Poi ovviamente un personaggio femminile disturbato e vagamente bisessuale nella trasposizione cinematografica diventerà “carino e un po’ eccentrico”… e be’… Stati Uniti anni ’60, alla fine si può anche capire.

    (… e invece no!)

    Ps dovuto: ho letto, riletto e apprezzato tantissimo Undici solitudini… grazie del consiglio

  2. Sono contenta che hai letto Undici solitudini e naturalmente che ti sia piaciuto! Per vendere si può capire tutto ma non capisco che non legge il libro e vede solo il film …

  3. Per quanto adori Audrey Hepburn in quel film (o sono i vestiti che mi piacciono tanto?), poco ha a che fare con il libro, molto piu’ dark e decisamente meno roseo… e’ piuttosto chiaro nelle pagine che Holly era una prostituta mentre nel film si parla genericamente di “mance”….comunque sia, il guardaroba creato da Givenchy mi spinge a guardare e riguardare il film….vanity, you know

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