Anche i pesce palla sorridono!

* Post ad alto contenuto autorefenziale e adolescenziale

Mi guardo allo specchio della mia camera di albergo e cerco di fare vari sorrisi da sfoggiare alla cena che mi aspetta. Sono ridicola. L’unico sorriso vero che viene fuori è una specie di ghigno. Non mi piace questa città e non mi piace nemmeno il motivo per cui vengo qui. Tutto falso compresi i sorrisi. Bussano alla porta e dovrei essere pronta per una cena di lavoro dove dovrò contenere la mia voglia di scappare e il mio collega americano con le sue paranoie e fobie.  “Sei pronta?” “Non si è mai pronti per il patibolo” e guardo a terra. Seguo il mio collega in silenzio nel corridoio. Entriamo nell’ascensore. Gonfio le guance e piano piano butto l’aria fuori, è l’ultimo mio gioco. Conto quanti secondi servono per sgonfiare la faccia prima che l’ascensore arrivi a destinazione così quando le porte si aprono sembro una donna normale e non un pesce palla. Abbiamo preso un autobus in silenzio e arrivati davanti al ristorante il mio collega dice “Sorridi” “Mi sono allenata” e sfoggio il mio migliore sorriso “Questo è un ghigno non un sorriso” “Davvero? Strano a me sembrava perfetto davanti allo specchio”. Apre la porta e quasi mi spinge dentro. Saluti, bacetti e sudate strette di mano. Noto che il lampadario del ristorante non è al centro della stanza e questo mi rende nervosa. Le cose devono essere al proprio posto. Un lampadario per essere perfetto deve essere al centro di una stanza e non 10 cm fuori. Il ristorante imperfetto. Tutti seduti. Tutti pronti per fagocitare specialità di questa bella città. Si parla di un progetto su Lampedusa e di cosa cazzo volevi parlare? Io vorrei fare il gioco delle guance ma mi trattengo. Ad un certo punto sento una ragazza seduta al tavolo dietro di me dire “Indovina chi suona stasera al Cirque Royal?” e l’amico risponde “I Foals”. Io e il collega ci guardiamo. “Pesce palla l’hai visti a Milano il 25 ottobre quindi blocca il tuo cervello. Noi rimaniamo incollati qui” “Tu rimani incollato qui”. La ragazza dietro di me si alza per andare in bagno e io la seguo. Prendo tutte le informazioni che annoto sulla carta igienica. In tre minuti preparo la strategia per fuggire. Mando sms dal bagno al mio collega “Io vado al concerto. Ho informazioni. Ho chiamato un taxi. Tutto è pronto” e lui risponde “Io non vengo”. Esco dal bagno e mi avvicino ad una collega spagnola e le dico una cosa nell’orecchio. Lei mi guarda meravigliata e dice “Devi tornare in albergo anzi ti accompagno” “No non preoccuparti ho chiamato un taxi”. Saluto tutti e con faccia imbarazzata, non ho bisogno di allenamenti davanti allo specchio questo mi viene naturale, lascio il ristorante. Aspetto il taxi sul marciapiede. Mentre apro la portiera sento il mio collega dire “Pesce palla volevi rimanermi qui? Guarda che non ti alleni solo tu davanti allo specchio. Dai entra sennò facciamo tardi. Yannis non ti aspetta”. Mi spettino i capelli. Sorrido, guardo il mio collega e gonfio le guance. Cinque secondi, respiro per rilassarsi!

Siamo davanti al locale. Compriamo i biglietti e siamo dentro. “Che hai detto per andartene?” “Ma dai sono una donna cosa vuoi che dica?” “Già che domanda stupida” “E tu invece che hai detto?” “Ho fatto leggere un articolo sull’aggressione recente di una donna a Bruxelles in un taxi” “Vero?” “Sì peccato che era di due anni fa. Google ti viene sempre in aiuto” “Già Google, io pensavo invece ad Alan Bennett” “Giusto Alan Bennett. Avevo immaginato che potesse non piacerti” “Mica leggo solo pessimisti o scrittori che si suicidano? Oddio, fammi pensare bene ma io leggo solo pessimisti e scrittori che si suicidano però organizzo colpi di scena e indovina chi suona stasera a Bruxelles?” e ho sfoderato un vero sorriso “Lo sai che hai un bel sorriso, raro ma bello” “Colpo di scena! Anche i pesce palla sorridono”.

Poi è iniziato il concerto e non ho capito più niente. Diciamolo sono una splendida 42enne. Saltare per due ore in 15 giorni non è da tutte (con tutte le sigarette che fumo). Cazzo, diciamolo. Questa mattina in riunione non sono proprio presentabile. Riunioni inutili, stronzate su stronzate, si parla di cose che non hanno più soluzione se non con un po’ di napalm da un lato e dall’altro lato e io penso a Yannis ma non viene a salvarmi da questi “Salvatori” del mondo e mentre loro parlano io faccio finta di scrivere al mio tablet e termino questo post ma che volete farci? Ieri Yanis si è fatto una passeggiata (come a Milano) tra il pubblico e puf era davanti a me! Altro colpo di scena.

I colpi di scena letterali li lascio ad Alan Bennet come nel suo libro “La sovrana lettrice” e quindi ora non mi si venga a dire che leggo solo cose pessimiste perchè non è così. Anche i pesce palla alcune volte sorridono!

http://www.youtube.com/watch?v=k05blJgcAsU

Questa credo di averla ballata nel corridoio dell’albergo e poi anche la mattina sotto il tavolo della colazione e credo che la ballerò domani nel tubo che si attacca all’aereo.

http://www.youtube.com/watch?v=Bh8jCaVtTos

Se volete perdere 15 minuti! Yannis sei un grande. Mi vuoi sposare? Cazzo abbiamo anche lo stesso taglio di capelli e la stessa aria cupa!

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15 pensieri su “Anche i pesce palla sorridono!

      1. L’unico motivo per cui io non rifiuto MAI una trasferta a Bruxelles e’ la birra. La citta’ e’ un caos continuo di lavori e traffico assurdo, ma per la birra i belgi van lasciati stare…

  1. Questa foto è bellissima.

    (Beh, comunque il Belgio è terra di scrittori interessanti, di un personaggio detestabile che sto studiando e dei super Deus, a proposito del sottofondo sonoro)

    1. I Deus giusto giusto! 🙂
      Come scrittori mi viene in mente solo Amélie Nothomb ma mai letto niente di lei e poi sul Belgio potrei dire “tabula rasa”

  2. Visto che è un post che parla di concerti e Belgio e anche un pò romantico, ascolta i Girls in Hawaii.
    Ciao.
    Wall..

    1. Caro Wall da quanto tempo non ti sentivo comunque ascolto i Girls in Hawaii mentre navigo e devo dire che dopo due canzoni li trovo malinconici, interessanti anzi molto interessanti.

      Grazie

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