Sociability is hard enough for me! Part Third

Battiato cantava che viviamo “strani giorni” invece penso che viviamo “strani anni”. Leggendo gli ultimi post non credo di aver scritto una stronzata. Socializzare non è un’attività che svolgo volentieri, anzi visti i tempi cerco di ridurla. Negli ultimi anni ho sofferto di attacchi d’ acuta intolleranza durante i concerti ma il 22 febbraio 2013 a Milano credevo che il fegato non potesse reggere. Vedrò di sintetizzare in più punti (la situazione negli altri paesi è meno pesante, non ho scritto assente da notare) i motivi dell’intolleranza:

– Ai concerti si va perchè conosci la musica che vai ad ascoltare o no? E anche per controllare che quelli che suonano siano anche bravi dal vivo o no? Ai concerti si va per anche per trascorrere un paio di ore lontane da questa terra o no? E invece no! Si va per scattare foto e girare video di merda. Stanno lì con quelle manine a scattare foto mentre il cantante si sbatte, loro controllano l’opera d’arte sul cellulare e vi assicuro che queste foto fanno schifo per non parlare dei video. Sti’ imbecilli si vedono il concerto tramite il telefono, non saltano, non cantano per rovinare la loro preziosa opera d’arte. Io sono una che controlla sempre quello che dico, dopo due ore dalla fine del concerto vado  su you tube e controllo le schifezze pubblicate. Imbecilli! Solo così si possono definire, ma lo sai che ci sono i fotografi specializzati per scattare foto o girare i video del concerto? E i loro prodotti sono meglio del tuo, ma no tu devi testimoniare la presenza con delle prove schifose. Stanno sempre con questi cellulari a fotografare anche quando vanno a votare. Non si fotografa più il panorama o si cattura qualche immagine particolare ma loro abbracciati e sullo sfondo si vede qualcosa che potrebbe essere anche il giardino di casa tua. Ma si può essere così limitati? Ditemelo.

– L’abbigliamento. Ai concerti ai miei tempi si andava più “sfatti” possibili per stare comodi e anche qui è cambiato tutto. Si va al concerto per mostrare. Ragazzi come modelli e ragazze patite per il vintage con tanto di minigonne, tacchi e con quelli occhiali da nerd che vanno così di moda (poveri nerd). E poi non sanno nemmeno ballare sui tacchi perchè per saltare si sfracellano sul pavimento. Che tristezza!! Un amico mi ha chiesto perchè non mi faccio i cazzi miei invece di osservare. Non ci riesco, cazzo. All’ultimo concerto però sono arrivata attrezzata, ho tagliato un po’ di capelli, vi domanderete “cosa?”, sono cazzi miei ma comunque qualcuna la finirà di agitare il suo ultimo chignon alla moda sotto al mio naso, cazzo!

– Cibo. Mangiate e bevete a casa! Risparmiate e non rutterete durante il concerto. Evitate di spargere la birra mentre saltate. Imbecilli!

– Non si può andare al concerto se conosci solo tre canzoni e quindi perdi tempo a sbaciucchiarti con il tuo compagno ma se hai voglia di stare con lui, cazzo vai a casa, su un divano o un letto è più comodo! Togli quella testa perchè io voglio ballare e vedere il gruppo e poi, hai soldi da spendere (26,00 euro) se conosci solo tre canzoni? Io conosco tutte le canzoni, studio i testi e traduco anche e dove non capisco chiedo a qualcuno insomma mi preparo su un gruppo. Loro invece sono allergici al sacrificio, basta che ballano quelle tre canzoni ma cazzo non t’interessa cosa dice il testo? E poi quando parla il cantante quanta gente capisce quel povero essere umano? Pochi molto pochi vi assicuro!

La verità è una sola, questi che dovrebbero pagare la mia iniqua pensione sono anche definiti “analfabeti emotivi”. Sono talmente schiavi dei loro profili FB che devono sempre scrivere o mettere foto e poi vorrei aggiungere un piccolo sfogo finale. Guardate che le foto con Instangram sono tutte belle, questo è dovuto ai filtri che scegliete e non alla vostra bravura di fotografi. Sappiatelo imbecilli! Mi dispiace dirvelo ma studiate prima i grandi fotografi e poi ne riparliamo cazzo! (Sapete di chi è la foto che inizia il mio bilioso post?). Andate a vedervi qualche mostra e per favore non fotografate le foto perchè esistono i cataloghi.

Domanda finale: Possiamo dare la colpa a qualcosa che ha fatto peggiorare l’umanità? Io, nella mia ignoranza, direi Sì e darei una parte della colpa alla televisione e sulla televisione suggerirei (oltre a DFW) di leggere i racconti di George Saunders pubblicati dalla Minimum fax “Nel paese della persuasione”. Capirete tante cose e cosa più importante capirete che abbiamo bisogno di una profonda riflessione in cui stare finalmente soli. La riflessione potrebbe anche servire a trovare soluzioni e strategie per sopravvivere in questi tempi difficili. Questi piccoli racconti potrebbero farvi capire che fine faremo e come alcuni scrittori (a differenza di politici e sociologi) hanno capito già tutto. Il libro è piccolo, poco costoso e con una bella copertina.

http://www.youtube.com/watch?v=AGNhI4ArkDs

Vi lascio con qualcosa di dolce. Ho scritto troppe volte “imbecille” e “cazzo”

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6 pensieri su “Sociability is hard enough for me! Part Third

  1. Anche allo stadio ormai tutti a smanettare con il telefonino, foto, video, rispondere ai messaggi… cazzo allo stadio ci vai per tifare, incitare la tua squadra, guardare il gioco, insultare arbitri e avversari, non per pubblicare su facebook la foto della gradinata e far vedere quanto sei fiero… che amarezza l’ignoranza, specie questa smania di farsi vedere, condividere tutto…

      1. superficialità? Fanno tutti così e faccio pure io? Mancanza di sacrificio? Pensare? Uniformarsi perchè così mi sento accettato e faccio parte di un gruppo? E naturalmente anche un po’ d’ignoranza

  2. Ad un concerto dei Mogwai bruciai con un accendino un pezzetto di giacca ad un ragazzo che con gli amici credeva di essere al bar del paese: birra e chiacchere e vaffanculo ai 35 euri del biglietto.
    Poi mi pentii.
    Avrei dovuto almeno spiegargli il perchè, ma temevo non capissero. Come sono certo che non capirono nulla di quel concerto.
    Ciao.

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