Sociability is hard enough for me! Part Second

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Post del 24 giugno 2011

Davanti a Downing Street ci sono donne e bambini che protestano, indossano magliette bianche con un grande cuore rosa e in mano hanno dei palloncini dello stesso colore. Cantano qualcosa. C’è David Cameron con i suo figli davanti alla sua casetta e le donne quindi cantano più forte. Continuo a camminare verso Westmister e ritrovo le tende sul marciapiede, c’erano anche 5 anni fa, contro la guerra in Iraq e un po’ più giù c’è della gente che urla anche davanti al parlamento. Al Glanstobury Festival hanno protestato contro gli U2. Il motivo è semplice, in questo periodo non facile gli U2 hanno deciso di spostare i loro soldi dall’Irlanda all’Olanda dove la pressione fiscale è minore e lo trovo un pensiero giusto nella logica dei ricchi, andare dove si paga meno tasse. La prossima settimana l’Inghilterra si fermerà per 48 ore e a protestare ci sarà anche il più grande sindacato dei dirigenti scolastici che non scendeva in piazza da 127 anni, mi hanno detto. E se aggiungessimo qualche altra protesta nel mondo non è difficile intuire che il sistema è esploso. Prima di partire una dipendente del Settore Sociale del Comune di Venezia si lamentava perché alcuni utenti andavano da lei a protestare quotidianamente perché gli aiuti economici erano diminuiti ma cazzo è lo stesso motivo perché protesta mezza Europa, se un essere umano si abitua ad avere 100 e poi qualcuno dice “Non puoi più avere 100 ma 70” ecco che scende in piazza a difendere i propri diritti forse si doveva protestare perché si sprecava denaro o si rubava ma non lo si faceva e quindi forse rubavamo un po’ tutti o forse sprecavamo un po’ tutti o no?

Sono venuta a Londra per l’Hard Rock Calling perché questo è uno dei regali per i miei 40 anni. Guardo l’orologio, manca un’ora all’apertura dei cancelli all’Hyde Park e forse è il caso di andare e non pensare sempre all’andamento mondiale. Non fa caldo ma c’è il sole e nonostante il caos Londra mi sembra più bella del solito o forse solo io che ne avevo bisogno. Lascio Westminster e più tardi attraverso il Sant James Park dove ritrovo i soliti scoiattoli, almeno quelli ci sono ancora e per adesso non protestano. Arrivo davanti ai cancelli e aspetto.

All’apertura dei cancelli il mio solo pensiero è trovare una posizione ottima per guardarmi il concerto. La trovo e tiro fuori il mio asciugamano. Mi stendo e aspetto come tutti gli altri. Sono stata già in mezzo ad un gran concerto in Inghilterra e quindi non rimango sconvolta di quello che gli inglesi ingurgitano mentre aspettano. La mia amica continua a chiedere “Ma quello cos’è?”, “Oddio guarda questo che sta portando”.  Davanti a noi passano ad un ritmo esagerato: fish and chips enormi, hot-dog da cm 20, noodles, pizza, spaghetti di soia, una cosa che non abbiamo capito cosa fosse e birra in bicchieri di carta. Sono stesa e vedo l’arrivo di un aereo che atterra sicuramente a Heathrow e mentre l’aereo sulla mia destra scende verso la pista noto alla mia sinistra l’arrivo di un altro aeroplano. Riesco a cronometrare e quindi ogni 10 minuti atterra un aereo a Heathrow. Sono andata avanti così per quasi 4 ore e calcolando una media di 120 passeggeri per aereo, alla fine ho fatto i miei calcoli. All’aeroporto Heathrow in 4 ore sono atterrati 2.880 persone e stiamo parlando solo di un aeroporto. E grazie al cazzo che poi si protesterà se decidessero un giorno di limitare i voli perché inquinano il pianeta. L’abitudine è una brutta bestia da debellare.

Gli inglesi iniziano a esaltarsi quando esce a cantare la James band di cui non ne sapevo nemmeno l’esistenza ma siamo costretti ad alzarci e non avrò più la possibilità di contare gli aerei per la gioia della mia amica. Alle 18 inizia a piovere. La pioggia inglese cambia il colore dei panorami, non ha peso e sembra quasi che non ci sia ma l’umidità quella sì che la senti.

Durante il concerto della James band inizio a guardarmi un po’ intorno. E ci sono bambini di 4 anni con le loro cuffiette per difenderli dal volume troppo alto della musica fino ad arrivare ad aziani con tanto di maglietta con stampato sopra “THE KILLERS”. E finalmente mi sento una persona che va all’Hyde Park ad ascoltare della buona musica in mezzo a tanta gente tranquilla, sorridente e forse leggermente ubriaca. Io non ci vedo niente di male a saltare un po’ ed a esaltarsi, la gente si droga, beve, scrive cazzate per dimenticare cose che non possono essere dimenticate e perché io non dovrei saltare per non guardare più il mondo e sentirmi stranamente a mio agio? Insomma se una 40enne dice di andare ad un concerto dei The Killers ad un inglese ti verrà risposto “It’s a fine”, lo dici ad un italiano ti viene detto “Tu sei pazza” ecco la differenza è semplicemente questa, dall’altra parte della Manica sei una delle tante, in Italia sei un’eccezione e su questa “eccezionalità”  tutta italiana nasce l’autoreferenzialità tipica di questo paese.

Nessuno mi ha spinto, nessuno passava con la birra iniziata la musica tutti ai loro posti anzi uno mi ha dato 5 penny per una sigaretta. Nessuno ha rotto le palle a nessuno. Giuro!

http://www.youtube.com/watch?v=xwX8NDE79bA

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