Non è un paese per vecchi

Sull’Internazionale di giugno c’era un trafiletto del The Week (rivista britannica) dove si affermava che uno studio recente su 350mila persone aveva evidenziato che gli uomini nel pieno delle rapide turbolente della loro vita – i 20, i 30 e i 40 – sono spesso abbastanza infelici. Sono stressati, confusi e dubitano sempre di sé stessi. Quando invece si raggiungono le acque calme dei 50, dei 60 e dei 70 anni gli uomini sono più rilassati e più soddisfatti insomma più felici. Non dite questo allo sceriffo Bell, personaggio che troviamo nel bellissimo “Non è un paese per vecchi” di Cormac McCarthy, non sarebbe d’accordo.

Questo è un libro che dà molti problemi a noi lettori perché si basa su due cose abbastanza angoscianti: l’avanzare dell’età e i tempi che cambiano, ecco questi due elementi si racchiudono nello sceriffo Bell che è vicino alla pensione e capisce che il suo tempo è scaduto sia dal lato professionale ed esistenziale. Oltre allo sceriffo Bell abbiamo nel libro Anton Chigurh, un assassino psicopatico che incarna la violenza e il male dei nostri tempi e poi c’è Llewelyn Moss che crede di aver cambiato vita ma invece si ritrova in una situazione troppo grande per lui.

Bellissimo libro questo che vi butterà in faccia la crudele realtà e cioè che la nostra società è al capolinea. Infatti McCarthy scrive che quando non si dice più “grazie” o “per piacere” significa che la fine è vicina e forse è meglio togliere il disturbo come farà lo sceriffo Bell.

Nel libro la storia va avanti ma viene interrotta ogni tanto dai pensieri e dalle considerazioni dello sceriffo, si differenziano perché sono in corsivo e credo che queste siano le pagine che fanno di questo libro una lettura obbligatoria e che ne fanno un capolavoro della letteratura contemporanea, e come se McCarthy attraverso il personaggio dello sceriffo faccia uscire fuori i pensieri di un’interà umanità e scusatemi non è poco.

Andate in libreria e prendete questo libro, leggete la prima pagina in corsivo e capirete che quelle righe non vi faranno dormire sonni tranquilli ma che in fondo i tempi sono cambiati cce ne siamo accorti un po’ tutti e chi dice di no credo sia pericoloso. Facciamo esempi banali. Primo, i bambini sono destinatari di vere e proprie strategie per farli crescere in fretta, non so voi ma mio figlio di 4 anni e mezzo dovrebbe partecipare in media a 2 feste di compleanno al mese ma non a casa dell’amichetto ma no, le feste si fanno nelle ludoteche con gonfiabili e musica per bambini deficienti. Cazzo, ha più vita sociale lui che io! Ma si sa, tale madre tale figlio, quindi lui è allergico alle feste e già viene visto come “diverso”. Secondo, si fanno i figli e si fanno crescere dai nonni. Terzo, ieri sera mio nipote mi urlava per telefono cose incomprensibili poi ho capito che stava parlando come se io fossi il suo videogioco preferito.

Ora vi chiederete cazzo c’entra questo con i tempi che stanno cambiando, e qui l’errore lo state facendo voi. I tempi cambiano perché stiamo rovinando già il presente, non ci vuole un genio per capirlo. Ma come scrive McCarthy al giorno d’oggi se ti metti a fare discorsi su cos’è giusto e cos’è sbagliato la gente spesso e volentieri si mette a ridere ed è quello che capita a me e aggiungono che non si può fare niente ed è qua che si sbagliano, si può sempre fare qualcosa, si potrebbe iniziare semplicemente a togliere quel cazzo di videogioco dalle mani dei bambini oppure non metterli davanti a Facebook a fare quei giochetti per ritardati mentali che anzi forse i ritardati non li farebbero neanche quei giochetti.

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3 pensieri su “Non è un paese per vecchi

  1. 2 anni fa trovai in libreria il volume “Tutti i racconti western” di Elmore Leonard. Fu una rivelazione: da allora cominciai ad informarmi sulla narrativa western (della quale McCarthy é uno degli ultimi autori viventi), e ad acquistare molti romanzi appartenenti a questo genere. Sono ancor oggi trovabilissimi su ebay a prezzi stracciati. Praticamente te li regalano, perché non hanno mercato. Per me, invece, non hanno prezzo.
    Ho visto che hai letto i western di McCarthy, e che ti sono piaciuti: ti consiglio allora di cercare anche i libri di:

    Clay Fisher
    Norman Fox
    Clair Huffaker
    Theodore V. Olsen
    Lewis B. Patten

    Spero che questo mio post ti dia degli ulteriori spunti per delle letture “non western”: http://wwayne.wordpress.com/2013/04/27/la-fine-di-un-era/. : )

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