I russi sono matti

Molti sono convinti che leggere narrativa non serva a conoscere il mondo e l’umanità, invece no! Leggere serve proprio a questo poi dipende dalla qualità di cosa leggi.

Nel lontano 2011 lessi un piccolo e interessante libro di Jonathan Littell dal titolo Cecenia Anno III (cercare Guerra tra le categorie) perché al mondo della povera Cecenia non gliene fregava proprio niente, il discorso sulla manipolazione potrebbe rientrarci ma non è questo il punto che voglio affrontare.

Il punto che voglio affrontare è che leggere SERVE per conoscere le società, i paesi, le famiglie, le guerre, le mode e cosa più importante DA DOVE VENIAMO!

Paolo Nori (é quello che doveva parlare dell’infinito Dostoevskij alla Bicocca) ha scritto un libro “I russi sono matti” che io ho letto per trovare altri scrittori russi. Alla fine della lettura ho realmente pensato che i russi fossero matti. Ottimo libro per chi vuole avvicinarsi alla letteratura russa utilizzando una bussola (io devo approfondire la conoscenza di Iosif Brodskij).

Il lieto fine nei libri russi non esiste e se esiste è molto sofferto (in un solo libro c’è un matrimonio conquistato) ma prima c’è tanta di quell’angoscia che I promessi sposi di Manzoni sembra un libro della collezione Harmony a confronto.

La letteratura russa è piena di personaggi angosciati e non equilibrati che combattono per la patria Russa con tutta la sofferenza possibile e se non combattono stanno sul divano, svengono, pregano Dio sempre con tutta la sofferenza possibile.

Nella letteratura russa c’è l’angoscia del mondo e la felicità non è proprio contemplata. Prendiamo per esempio qualche tragedia avvenuta in Russia, notate delle sottili differenze? Le donne quando piangono nascondono gli occhi con quei fazzoletti bianchi o a fiorellini (noi non li usiamo da circa quaranta anni insomma sono vintage). Gli uomini sono sempre curvi come sentissero il peso del mondo e non hanno gli occhi pieni di paura ma sono rassegnati “Eh così va il mondo, amico”. I russi non urlano e se lo fanno, arriva qualcuno in tre secondi che li porta via oppure iniettano qualche sostanza per calmarli (ricordate quella madre disperata che aveva perso il figlio nella tragedia del sottomarino Kursk?). I russi quando stanno per morire scrivono frasi antiche.

Una parte dei russi c’ha imbottito il cervello sistematicamente con le loro fake news per mangiare le nostre democrazie (leggete Fake news di Giuseppe Riva poi ne riparliamo), c’ha comprato con i loro soldi corrotti (leggi Cecenia anno III per capire lo stile). Una parte di russi ha ucciso giornalisti, avvelenato un po’ di gente, messo bombe dando la colpa ai terroristi ceceni e ora? Affermiamo che quella parte di russi sono dei mostri, peccato che loro sfortunatamente non si sono mai nascosti, è scritto nei libri.

I russi non sono matti, i russi sono tanti e fatti di tanta storia, povertà e sofferenza e a me hanno sempre fatto tenerezza. I russi non hanno il centro, o sono poveri vivendo in piccoli appartamenti. o sono ricchi, cafoni e ridicoli. Io direi che i russi non sono felici, forse nemmeno noi italiani però noi siamo pittoreschi.

Nascondere sempre la polvere sotto il tappetto non fa bene ai polmoni, dopo un po’, sarà sempre la povera gente a pagare e il “divide et impera” non dovrebbe essere ancora attuale.

Ero convinta che il mondo sarebbe cambiato questa primavera ma io credevo in una chiusura del rubinetto del gas eh no! Ecco a voi la guerra, con Mentana e amici sempre più infervorati alla caccia di nuovi opinionisti. I poveri virologi sono senza tv, ritorneranno nei loro laboratori e qui avevo scritto l’avvertimento ai poveri illusi. L’opinione pubblica ha nuovi argomenti con frasi del tipo: “Bombardano gli ospedali e la gente”, “Sono dei mostri” ma è la guerra, si è sempre fatta così! Non vorrei farvi l’elenco delle stragi all’interno delle guerre compresa quella povera Cecenia rasa al suolo con scene di bambini disperati (i bimbi ceceni sono mussulmani e per questo motivo che non li sentite quando piangono?).

L’unica pietà che non ho provato è per Salvini in Polonia (speravo in un drone russo preciso che uccidesse solo lui, lo ammetto). Dopo aver visto l’allegro siparietto con mio marito, mi sono fatta una bella e sana risata, ho aperto una bottiglia di Fiano e ballato con le note di questa canzone (ballo uguale a The Weeknd). In questa sana angoscia, un momento di sana euforia lo pretendo!

11 pensieri su “I russi sono matti

  1. Ogni tanto mi convinco di essere un grand’uomo, uno di quei cinquantenni dai capelli ricci e brizzolati che dispensano saggezza dal loro podio fatto di cultura (studiare ho studiato in effetti) e che non si accontentano di parlare delle loro conoscenze predilette e specifiche (nel mio caso il cinema e la televisione, forte di una passione coltivata anche in anni di visioni in solitaria, nel cinema della vera città più vicina, lontano dal borgo selvaggio dove il massimo dei film proposti dal cinema del mio paese era la saga di Pierino per rincoglioniti e giovani onanisti che si eccitavano alle scosciature di Michela Miti) ma che pensano di poter spaziare in lungo ed in largo, dissertando di geopolitica internazionale nemmeno avessi avuto Henry Kissinger come tutore privato di Geografia, ma anche di fisica quantistica con la scioltezza e lo sguardo sardonico di chi ha perfettamente capito se sia vivo o morto il gatto di Schrödinger e pensa di aver compreso il vero significato del tempo solo per aver guardato un paio di video su YouTube con Carlo Rovelli ed i suoi sandali da frate…
    Si, insomma, certe volte mi sembra di essere non il coglione qualsiasi che in realtà sono, ma una specie di mix tra Federico Rampini e Alessandro Baricco e poi leggo post come questo fantastico che hai scritto e scendo dal però, ma non lentamente, no, no, scendo con il botto, saltando un paio di pioli e poi con il culo per terra, a pensare quanto deve essere bello poter scrivere con naturalezza come hai fatto tu, per un post della giusta lunghezza (i miei non scendono sotto l’estenuante o il simpaticamente logorroico), dalla prosa frizzante ed il pensiero lucido, anzi lucidissimo!
    Mi è piaciuto davvero tanto ciò che hai scritto che mi sono persino dimenticato di far lucidare la mia Rolls e non ho nemmeno telefonato a Musk per congratularmi con lui per i nuovi Raptor… Ah, no, non è vero, sono solo un coglione, mi ero dimenticato ed avevo ripreso a sognare.
    Ad ogni modo volevo solo dirti: bravissima!

    1. Ho un serio problema e potrei rovinare tutto ma la domanda é, mi stai prendendo in giro? Forse non sono abituata ai complimenti. Non mi offendo neanche un po’ se nel caso rispondi Si

      1. Sei fantastica!
        Ma non mi permetterei mai di prenderti in giro, anzi scusa se ci ho impiegato un’ora a risponderti per chiarirti il dubbio, ma stavo finendo di vedere un film (tra l’altro davvero bello): ho letto il tuo ultimo post tutto di un fiato e mi sono sentito come quel vecchio cieco che viene accompagnato in fretta da Amelie alla fermata della metro e siccome non può vedere riesce ugualmente a percepire i colori e le forme solo grazie alla descrizione che gli fa Amelie di ogni cosa che incontrano lungo la strada… E così è capitato a me leggendoti ed è stato liberatorio, in questo periodo di tuttologi che riempiono i programmi della tv generalista con le loro chiacchiere e che parlando di guerra sembrano sempre cascare dal pero (crimini di guerra, stupri, ospedali bombardati, tutte cose terribili, atroci, disumane, questo è certo, ma ahimè anche terribilmente ovvie e sempre, sempre presenti comprese le operazioni di – risata- peace keeping).
        Insomma per me sei stata bravissima e questo è il post perfetto per un blog, come ritmo, come prosa e come lunghezza e vorrei poterlo aver scritto io!
        Tutto qui.
        Bye

      2. Caro Kasabake il tuo commento è bellissimo e non so come hai fatto ad incastrare anche Musk. GRAZIE! abbraccio tutte le tue parole e le ammiro solo un po’… solo un po’ sennò divento autoreferenziale

      3. Grazie per l’abbraccio (mi sono intrufolati in mezzo alle parole, così mi sono fatto abbracciare anch’io di nascosto!) e, come si dice nei film, ci si vede in giro!

      4. Dipende, io guardo solo il lunedì Presa Diretta. Mio marito guarda il telegiornale della sera su raitre. Ah guardo anche, quando posso, il sabato pomeriggio Tvtalk sempre su raitre

  2. Hai sollevato una serie di questioni sulle quali mi sono soffermato a pensare anche io qualche volta, e sono contento di non sentirmi un demente visto che non sono l’unico.
    Vivere in un Paese così spaventosamente grande e flagellato dalla Storia produce disgregazioni collettive ed individuali in ampia misura. Questo ricorrente deflagrare, non solo loro prerogativa, qualcuno ha provato ad inquadrarlo in un contesto socio-geografico (https://it.wikipedia.org/wiki/Determinismo_geografico).
    Non so quanto attendibile e centrato possa essere, ma l’attualità ne rincorre i fondamenti.

  3. Alle volte mi accade all’improvviso di credere in dio, raccolgo tutto me stesso in qualcosa che non so e comincio a pregarlo: – quando, quando libererai questo pianeta dal malvagio dominio del popolo americano. Quando brucerai in un fuoco purificatore le loro armi, la loro finta democrazia, la loro perversa voracità. Quando ?

    1. Come ti capisco, io non prego Dio ma li maledico sempre quando leggo notizie. Credo che abbia iniziato durante la guerra fredda. I loro missili nucleari che se li mettessero …

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