Fake News

Ho un amico curioso delle mie letture, all’inizio pensavo che fosse una sana curiosità intellettuale ed ero contenta che qualcuno condividesse le mie considerazioni poi ho scoperto che è ben altro.

Nel mio piccolo cercavo di “sponsorizzare” i libri migliori per poter parlarne insieme e quindi ho iniziato con Il cerchio di Dave Eggers (non lo trovo un capolavoro ma comunque una lettura interessante) e lui “Poca roba”, poi con i saggi di Jonathan Franzen e lui “Questi americani intellettuali, noi europei dobbiamo insegnare no loro”, Vita e opinioni di Tristam Shandy di Laurence Sterne e lui “Troppo lungo e datato”, allora sono passata La classe compiaciuta di Tyler Cowen e lui “Ah ma queste cose si sanno”, Fake News di Giuseppe Riva e lui “Uffa sempre cose trite e ritrite”.

Fake news di Giuseppe Riva sarà anche un libro che parla di cose trite e ritrite peccato che poi continuiamo a leggere le notizie sui social-network credendo che sia la verità e che alcune volte siamo i destinatari di veri e propri esperimenti sociali. Nel 1959 alcuni agenti del KGB hanno imbrattato e hanno dipinto slogan anti-ebraici sui muri della sinagoga di Colonia per poi fuggire. Gli agenti rimasero sul posto per valutare le reazione delle persone. La maggior parte delle persone furono disturbate e spaventate dalle svastiche ma allo stesso tempo la visione di tali simboli aveva risvegliato l’antisemitismo in altri e infatti autonomamente commisero atti contro gli ebrei. Questo perché? La Russia consapevole del fatto che non potesse competere con gli altri paesi né economicamente, né militarmente attuò delle vere e proprie strategie per destabilizzare un paese dall’interno e se prima usava gli agenti ora usa la rete. Ora penserete che questa cosa la fanno anche gli americani con guerre e la Cia, certo sono d’accordo con voi ma non trovate che questa metodologia può distruggere democrazie in un minor tempo? E pensate ancora che i social-network siano utili alla nostra evoluzione?

Giuseppe Riva non è l’ultimo arrivato che parla dell’argomento e sappiamo che le fake-news ci sono sempre state (nel libro si parte dall’Impero Romano) ma ora la cosa è preoccupante insomma secondo voi questo rigurgito fascista e nazista credete che sia solo nostalgia? Leggetevi il libro e capirete che non è nessuna teoria complottista e che sfortunatamente queste cose sono reali come gli influencer e le reti televisive create ad hoc per imbottirci di notizie false.

Nel libro si parla di dipendenze comportamentali (in media controlliamo lo smartphone 150 volte al giorno: una volta ogni 6 minuti) e secondo gli psichiatri l’elemento chiave è un deficit meta-cognitivo, cioè l’incapacità di fermarsi e riflettere sul senso che hanno i propri comportamenti e ditemi se questo non si riflette anche nella vita reale? Quante volte sui social-network alcuni utenti scrivono post offensivi e poi dopo due secondi il post viene cancellato o l’utente si scusa? E questo voi non lo trovate un campanello d’allarme? Non trovate che sia giusto leggere libri su quello che sta succedendo al nostro cervello?

Naturalmente nel libro ci sono i comportamenti da seguire e come salvarci ma questo l’avevo capito anch’io quando ho iniziato una ricerca personale sul mio uso di social-network e arrivai alla conclusione che non posso perdere tempo dietro ad alcuni tipi di notizie e persone.

Io sarò anche paranoica ma capisco che siamo ad un bivio dove dobbiamo decidere da che parte stare e che pensare di essere al riparo durante la tempesta non serve ad un cazzo perché cari miei la tempesta arriverà anche sotto il vostro divano.

Vedete cosa volete fare se rimanere beati e illuminati solo dalla luce del vostro smartphone oppure incominciare a leggere per illuminare qualcosa dentro al cervello.

Incontro sempre il mio amico e alla domanda “Che stai leggendo?” rispondo “Nulla, siccome sono ingrassata vado a camminare. E la sera guardo Netflix. Tu hai Netflix?” e lui “No” e io “Mi dispiace allora non possiamo parlare di niente” insomma se devo essere denigrata da uno che mette foto di sederi su Facebook posso evitare di confrontarmi o no? Ah quanto sono diventata snob.

Illuminatevi!

P.S: Non sono ingrassata ma ho iniziato a camminare 40 minuti al giorno, prevenire è meglio di curare.

 

7 pensieri su “Fake News

  1. Mia cara (permettimi il confidenziale, almeno stavolta), qui non è mica un problema di decidere da che parte stare, che chi voleva deciderlo lo ha già deciso, e noi di certo.
    La finestra etica che si è aperta alla fine dell’azzeramento sociale e morale conseguente al secondo conflitto si sta chiudendo, come era prevedibile che fosse con la dipartita dei testimoni diretti.
    La rigenerazione di una coscienza collettiva che conservi dei valori definibili come umani passa da chi è disposto a mettersi in gioco, nel proprio ambito e secondo le proprie possibilità culturali.
    Barbarie o un nuovo illuminismo. La scelta nemmeno c’è: è scontata.
    Ma tieniti un machete in un posto facilmente accessibile.

    1. Mio caro la vista del sangue manda il panico il mio cervello come ho già accennato in un mio commento preferisco il veleno e causare lesioni interne e infatti ho una bella mazza di baseball regalatami anni fa in tempo non sospetti (non ti racconto il motivo del regalo ma premetto che io non capisco un cazzo di baseball). Il mondo o meglio la storia dell’uomo ha attraversato periodi barbari e di rinascita ed ora la consapevolezza di chi siamo è una necessità non per schierarsi e creare muri ma solo per mostrare che si può vivere anche senza odio e rancore. La dipartita dei testimoni diretti fa parte del ciclo della vita e comunque la rigenerazione di una coscienza collettiva c’è e questo ci sarà sempre. Sono tempi difficili è l’unica via d’uscita è stimolare la curiosità è un nostro obbligo almeno tentarci con il mio amico del post per esempio. Siamo genitori ed abbiamo l’obbligo di educare i nostri figli a certi valori! Ora tu mi dirai che non siamo tutti uguali ma io credo che dovremmo impegnarci tutti nel sociale ognuno a modo proprio e secondo le sue inclinazioni. Ti faccio un esempio, io sono stata Scout come tanti miei amici lo sai chi dei miei amici fa volontariato o è impegnato in qualcosa di sociale? Su 10 solo due e per me questa è una sconfitta. Sinceramente non sopporto più i lamenti di chi mi circonda e la frase “Ai miei tempi” è una mega pigliata per il culo perchè il mondo è sempre stato diviso e poi io non ho ancora finito di rompere i coglioni al prossimo, chiedi a mio figlio che una volta in classe ha detto alla prof “Prof a casa mia si mangia pane e politica vuole che non conosca chi è Salvini? Mia madre quando lo sente in tv urla frasi irripetibili” ecco iniziamo a far capire a tutti da che parte stiamo. Ho scritto troppo e mi dispiace non riuscirmi a frenare.

  2. Anche io freno certe risposte che vorrei dare d’istinto sui social. Mi pongo sempre la domanda: serve a qualcosa? Se è solo per sfogarmi, mi trattengo. Se invece la mia risposta contribuirebbe costruttivamente, la scrivo. L’altro giorno, un tipo che mi aveva aggiunto su FB perché frequentiamo lo stesso gruppo su FB ha scritto un commento antipatico a una battuta che avevo pubblicato su FB (neanche mia). Un commento che non apportava niente. Così ho tolto lui e commento. Non ho bisogno di tenermi appresso la gente che non mi dà niente e, anzi, solo toglie (buon umore, tempo, allegria). Adesso sta cominciando a scrivere commenti inutili e sarcastici a tutto quello che pubblico sul gruppo in comune. Certa gente deve avere proprio una vita miserabile se è costretta a rifarsi su gente a caso su internet.

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