La mia estate alternativa

 

Ritrovarsi in un letto di ospedale in un paese straniero durante le vacanze non è proprio una bella cosa. In passato per il mio lavoro ho visitato tanti ospedali e manicomi nei Balcani ma starci dentro è un’altra cosa. Ho ricordi terrificanti solo dell’Albania e Macedonia (ma parliamo di venti anni fa) e di un manicomio in Kosovo che qualche volta ritorna nei miei incubi. Scrivo adesso perché prima sarei stata patetica e non voglio esserlo, ho una mia dignità.

Alla fine ho letto tre libri in una settimana, parlavo un buon croato, avevo bevuto non so quante bottiglie di acqua con la lemonska trava (ho scoperto dopo che era la citronella), avevo fatto lezioni di lingua italiana con tutte le pazienti che volevano spolverare il loro italiano un po’ arrugginito, ho spento definitivamente il cellulare, ho parlato di politica con Antonio tanto che le infermiere hanno detto che il loro voto era sicuro nel caso di una nostra candidatura, ho suggerito al primario di aprire una biblioteca all’interno della struttura (a Pola all’interno dell’ospedale c’è una bellissima salumeria che vende di tutto pure le uova), ho visto un pipistrello nel corridoio dell’ospedale inseguito da una squadra di inservienti SWAT e ho pregato per lui affinché si salvasse, mi sono “innamorata” del mio dottore che era gentilissimo e biondissimo, ho fatto una lezione di domenica mattina di tai-chi in ospedale e mi sono commossa, ho creduto fino alla fine che il tecnico radiologo fosse un serial-killer che uccidesse i pazienti ormai spacciati, ho aiutato le pazienti anziane del mio reparto (ero la più giovane e pure italiana, particolare importante) a pettinarsi e sistemarsi quando era l’ora delle visite, ho avuto gli occhi umidi sia per le risate ma anche per le storie tristi che ascoltavo e alla fine quando il mio dottore mi ha detto “Domani torna a casa” mi sono anche un po’ dispiaciuta “E’ contenta?” e io rispondo “Non tanto, siete sicuro che sono guarita?”. Il primario non ha sorriso, il mio dottore sì. “Domani” ha ripetuto il primario. Non ho detto niente anche se potevo inventarmi altri dolori ma il solo pensiero del serial-killer nello scantinato mi ha fatto cambiare subito idea.

Non sono caduta dalla bicicletta, voglio essere chiara. Non ho subito nessun intervento e non ho avuto niente di grave. Potremmo dire che ho trascorso una vacanza alternativa e dove, nonostante il panico iniziale, sono stata bene.

Quando sono andata via il giorno dopo non so quanti abbracci e baci ho dato (strano per me) e poi una signora mi ha detto “Buona fortuna” e mentre tornavo a Rovigno su una strada piena di sole con mio marito ho pensato a questa frase. Noi usiamo sempre “Auguri” o quel cazzo di “In bocca al lupo” ma “Buona fortuna” no, sembra arcaico ma è così bello e pieno. Non è vero? Mio marito ha detto che spreco tempo sul suono delle parole e sul loro significato ma io non riesco a non pensarci e come dare un peso specifico alle parole o no?

L’anno prossimo festeggeremo i miei dieci anni di vacanza in Istria e dove ogni anno aggiungo amicizie e incontri, certo quest’anno ho avuto un aumento esponenziale di inviti a cena, numeri telefonici (l’unico che volevo era quel del dottore che non ho avuto, peccato!) e tanti abbracci ma in questo schifo di blog si parla di libri e quindi passo ad elencare le mie letture nell’accogliente ospedale di Pola:

  • Fake news di Giuseppe Riva
  • Roma capitale malamata di Vittorio Emiliani
  • Lo stile italiano di Romano Benini

Ogni libro è stato argomento di discussione con Antonio, specialmente quello di Romano Benini ma questi libri hanno bisogno di spazio, parole e quindi ne parlerò nei miei prossimi post ma dovevo darvi il contesto sennò avreste fatto troppe domande e non prestavate attenzione ai libri.

Sono tutti saggi dove devi fare collegamenti e studiare, la narrativa non va bene in un letto di ospedale.

People help the people

11 pensieri su “La mia estate alternativa

  1. ….è cosi bello il suono delle parole. Sono uno dei pochi ,forse, che dico “buona fortuna” e non “In bocca al lupo” …. tanto meno : “In culo alla balena” 😀

    1. Indenne fisicamente …. mentalmente non tanto e che ho dovuto un lungo lavoro di eliminare la rabbia e fare tanta meditazione ma l’importante è tornare a casa. Ora sinceramente sto organizzando una vacanza a novembre di 10 giorni visto che ho ancora giorni di ferie da poter sfruttare 😜

  2. Ho sempre qualche titubanza nell’augurare buona fortuna, perché la maggior parte della gente è inconsciamente scaramantica e crede nella sfiga e in chi gliela tira.
    Dovrei inventarmi una qualche nuova formula che fosse inattaccabile. Pensavo a qualche frase in greco antico, di quelle a cui non puoi replicare, in modo da avere il tempo di girare i tacchi e andarmene.

    1. Il greco antico? Io ti inseguirei per tutta la città e con il fiato e “Che hai detto?” e vaffanculo agli scaramantici che si complicano la vita senza un valido motivo.

  3. Alle persone che voglio bene auguro di incontrare una poesia, a tutti gli altri soltanto ciao.
    Ecco, così vorrei che nel giorno in cui leggerai questo appunto tu incontrassi una bella poesia: HENRIK NORDBRANDT

    Caffè all’aperto.

    pioviggina un pò
    ma non abbastanza perché si possa proprio
    chiamarla pioggia

    e noi lentamente ci bagniamo
    ma non abbastanza perché valga proprio
    la pena di parlarne

    e un po’ ci innamoriamo
    ma non abbastanza perché si possa proprio
    chiamarlo amore

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