La parola è un segno

Immagine: Astrobobi by NoirChoen

La scelta della musica che inserisco nelle mie considerazioni in questo misero blog non è fatta a caso, mentre leggo i libri c’è un momento particolare in cui vengo attirata da una parola (tipo l’odore della lavanda in Le perizie di William Gaddis – che ritorna nell’L’amante di Wittgenstein o la nebbia in Partenza in gruppo di Henry Green) quindi parte la ricerca di un brano che soddisfa la parola.

Il mio amico dai capelli rossi infatti ascolta la musica mentre legge il post, ha detto che in media la musica e le parole sono legate tra di loro. Altre volte invece succede diversamente, mentre leggo un libro, una melodia entra nel mio cervello. Non so se è normale ma succede e mentre leggo sembra che il mondo fisico intorno a me non esiste più (qualcuno dice che è una forma di meditazione), è colpa della musica o di quello che leggo? Non lo so però piace.

Quest’anno, oltre all’aver finito di leggere Guerra e Pace (e mi applaudo da sola ogni volta che lo dico) durante le vacanze, ho letto altri due libri:

  • Le 10 parole latine di Nicola Gardini
  • Il Professore e il pazzo di Simon Winchester

Nicola Gardini insegna Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford e in questo libro ha scelto dieci parole latine che hanno formato e tuttora formano il nostro tempo e la nostra civiltà. Il libro di Gardini inizia con la parola latina Ars che poi si scopre che l’etimo resta incerto (alcuni grammatici antichi vedevano un nesso dal vocabolo greco areté “virtù”, altri proponevano parentela con il verbo arto “comprimo” “collego” e l’aggettivo artus “stretto”, intendendo così ars un procedimento che compatta le parti di un tutto). Ottimo libro per un ignorante come me.

E coincidenza vuole che il dott. W.C. Minor (protagonista del secondo libro che ho letto) inizia il suo lavoro con la stessa parola Art. Ora vi starete chiedendo, ma chi è Minor?

Il professore e il pazzo è il libro che racconta la storia vera della redazione dell’Oxford English Dictionary (notate la seconda coincidenza?) durante l’era vittoriana in Inghilterra. Protagonisti della storia vera sono: il professore James Murray e il dott. W.C. Minor. Dopo anni di lavoro al dizionario il professore Murray si accorse che la maggior parte dei lemmi (Voce registrata in un dizionario o in un’enciclopedia) venivano in gran parte dal dott. W.C Minor e decise così un bel giorno di andarlo a ringraziarlo di persona e cosa scopre? Il suo più prezioso collaboratore era rinchiuso in un manicomio perché ritenuto pericoloso per la società, insomma grazie ad un pazzo gli inglesi ebbero il loro dizionario, non la trovate una coincidenza ironica ma allo stesso tempo crudele? Le coincidenze non esistono perché come dice Dirk Gently “Nell’universo tutto è collegato”. Non conoscete Dirk Gently? Digitate su Wikipedia e si aprirà un mondo e se non siete curiosi, fottetevi! E’ la curiosità che fa girare il mondo e quella frase che si dice sempre “La curiosità uccise il gatto” è un proverbio inglese ma noi in Italia usiamo solo la prima parte, in realtà il proverbio dice “La curiosità uccise il gatto ma la soddisfazione lo riportò in vita” e questo ci fa capire di come siamo progressisti in Italia. Il libro è scritto molto bene e vi divertirà tanto.

Nel libro di Gardini ho anche scoperto da dove arriva una delle mie parole preferite “evolvere” e di come lo studio del latino sia la scienza delle parole e come la parola sia un segno e conoscere le parole è una condizione dell’autonomia di giudizio e della capacità critica ma questo concetto si ricollega ad un altro libro che ho letto e quindi tutto questo per dire che la curiosità non ha mai ucciso il gatto e che collegare l’Universo è uno dei giochi più divertenti della vita!!!

E questa era la musica, alzate il volume e godetevi questa canzone Georgia

Il cantante Tiggs Da Author è originario della Tanzania, ma si è trasferito da bambino in Inghilterra. La sua educazione musicale si è formata con l’African jazz ed il soul della Motown in Tanzania, terra alla quale è molto attaccato e nella quale ha appreso il ritmo e la passione per la musica, ma crescendo a Londra è poi stata contaminata dal grime, con il quale ha imparato a rappare. Ne è nato uno stile personale, che mischia i diversi generi in uno solo, proprio come si sente in “Georgia”, il suo singolo di debutto da oggi in radio. Ecco, vedete! Dal movimento nasce un nuovo stile, voi continuate a pensare che le contaminazioni fanno male e che prima gli italiani sia un ottimo slogan che andrà tutto bene!

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6 pensieri su “La parola è un segno

  1. Pare non si debbano scrivere commenti, tipo: “Grazie!” “Post bellissimo!” “Ciao!” “Questi consigli me li segno!” “Urca!”. Ecco, allora non li scrivo.

    1. 🙂 ma smettila!!! “Urca” mi piace da l’idea di un movimento nel cervello e comunque non scrivo per far comprare i libri ma solo per far nascere la curiosità poi i libri si possono sempre regalare e con questi due fai un figurone!!! Ma poi perché non si può scrivere Grazie, Post bellissimo? Dimmi quale sega mentale si fa la gente??

      1. Tipo, questo, di un blog stupendo e di una psicologa che apprezzo, tra l’altro, e che pensavo fosse un po’ la netiquette di qualsiasi blog… “NOTA IMPORTANTE PER I POST LUNGHI E SERI. Per esempio i post psichici, o post che parlano di filosofia o di letteratura. Sono post lunghi, difficili, e che modestia a parte sono scritti con competenza e attenzione. Costano molto tempo e certamente possono essere noiosissimi. Non mi interessa sapere che non avete tempo di leggerli, non mi importa che passiate solo a farmi un saluto. Questo tipo di messaggi sono spesso dei gesti carini, e fatti in totale buona fede – forse senza pensare al tempo che costa un noiosissimo post di undicimila battute, ma la risultante è molto meno gentile di quello che lo scrivente ritiene. Perché io mi sono fatta un mazzo tanto – a gratis – e desidero che se vieni a commentare lo fai per dire delle cose serie – Se i post seri ti annoiano, hai sbagliato a perderci tempo. Non è una questione che mi riguarda né mi interessa. Non scrivo per vendere o per piacere a tutti. Se no aspetta i post leggeri che ce ne è a bizzeffe. O se no vai su un altro blog.”

  2. Ah ecco! Ma pure tu però Felice, che vuoi aspettarti da una psicologa? E’ gente complicata o meglio ha una visione della mente umana diversa dalla tua o mia. Sono ottime persone anzi andare dallo psicologo fa sempre bene ma lei, in particolare, è stata chiara e la trasparenza è una grande dote ed è pure divertente (mi faccio un mazzo tanto, mi piace). Lei vola alto e pretende che anche gli altri lo facciano, posizione discutibile visto i tempi che viviamo ma è la sua posizione e quindi non la mia. Tu continua a leggere il suo blog che ti fa bene e forse leggendolo non dirai più Grazie ma un bel Vaffanculo che le fa cadere tutto il palco gratis! Ahahahahahah scherzo!!! Ripeto che questo è un blog di un ignorante

  3. Cara, non è il blog di un ignorante (semmai di un’ignorante: vedi che siamo attenti?).
    A me personalmente piace il becchime culturale che lanci a noi colombi antropomorfi, e io trotterello felice e ondeggiante sulle zampine per accaparrarmelo. Lo facesse un critico letterario, molto meno umilmente di te, lo tratterei come ben sanno fare i colombi.

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