Forza Simba!

“Ragazzi, questa settimana cade l’anniversario della morte di quello scrittore strano americano … mi sfugge il nome, cazzo, quello con la bandana” “Ma chi? David Foster Wallace” “Bravo, lui. Hai letto qualcosa?” “No” “Non è importante, Google c’aiuta sempre, scrivete a qualche scrittore nostro collaboratore e fategli scrivere qualche stronzata su questo qua, ho da riempire degli spazi vuoti. E tu scrivi qualcosa” “Ma io non so niente” “Vai su qualche sito americano e traduci, non sei laureato in lingue? Cazzo! Devo dirti sempre io cosa devi fare, pensa a qualche parente morto e scrivi. Non hai qualche amico che si è suicidato?” “No, fortunatamente!” “E non frequenti bene, mi dispiace per te. Gli sfigati sono il futuro, dai, dai vai a lavorare”.

E così va a finire che il 12 settembre leggi dovunque che sono 10 anni dalla morte di Wallace ma poi quando leggi gli articoli inizi a notare che le cose non sono lineari e ti sorge un terribile dubbio: Ma qualcuno di questi ha letto almeno tre cose di David? Ricordo ancora quando la famosa Pivano scrisse che David Foster Wallace aveva dei problemi e che Infinite Jest era un libro sulle dipendenze. Ma cazzo, Fernanda, lo sapevano anche le pietre! Nemmeno Franzen parla più del suo amico e solo i giornalisti italiani continuano a chiedere “Come si sta senza l’amico David?” (poi dicono che Franzen non sorride). Primo, stare affianco ad un persona con dei problemi psicologici non è facile e secondo, avete un po’ rotto, così dovrebbe rispondere Franzen! Ma lui è educato e con un sorriso sornione cerca qualcosa da dire.

Ora vi dico io un paio di cosette, che lo scrittore in questione non stesse bene con la testa e che avrebbe fatto una brutta fine si sapeva già. Uno che ha letto tutto Wallace lo sapeva già, aspettava solo il momento, sperando il più tardi possibile. Il racconto “Caro vecchio neon”  anticipa tutto ma proprio tutto!

In Italia si parla sempre e solo di un discorso tenuto in America davanti a dei diplomati e cazzo, si parla solo dei due pesci che nuotano quando poi lo scritto, sulla fine, dice cose molto più interessanti ma più complicate ma perché leggere fino alla fine e farsi delle domande? Arriviamo ai due pesci carini e giovani e stop! Ah si parla sempre anche di quello sulla Crociera. Sono i più semplici del resto. Quelli più ricercati parlano su quello del tennis ma Wallace non scriveva sempre dei capolavori, sia chiaro! Ma si sa il tennis è più figo delle crociere.

In Italia non si parla mai dei libri classici che consigliava David ma sì sono classici quindi scritti da morti, bisogna pubblicizzare i vivi, cazzo, il marketing è per i vivi mica per i morti!

“Potremmo scrivere su un pezzo sugli scrittori che Wallace ha letto” “E dove hai letto questa cosa?” “Su Wikipedia. C’è scritto che leggeva Pynchon” “Ma chi quello che si nasconde. Eh no! Solo la Ferrante, prima gli italiani. Ma questo sfigato non aveva amici?” “Sì, sì. Franzen e sono stati anche in Italia, precisamente a Capri” “E tu lo dici così? Telefona ad A. e digli che mi deve scrivere un episodio a Capri e se non ricordasse niente che lo inventi pure sennò con il cazzo che gli pubblicizzò il prossimo libro cazzata che scrive” “Ma capo questo è un ricatto?” “Ragazzo, vuoi che ti mando affanculo adesso o dopo che gli ha telefonato? Muovitiiiiii”

In Italia si parla e sempre solo dei suoi amici e si dice che Jennifer Egan sia l’unica ad avvicinarsi al suo stile (del resto è donna e in questo periodo è figo). A me Jennifer Egan (donna o non donna) fa cagare, trovo che sia la classica scrittrice che sperimenta e niente di più. Ho letto che anche Colson Whitehead sia come David e qui arriva la mia certezza che in Italia si utilizza il copia e incolla perché cazzo, mi cadono veramente le braccia! Ma forse ci sta per farti comprare altri libri ma io voglio dire che se anche trovassi uno come David Foster Wallace lo manderei a cagare (come ho fatto per David Means). Io non cerco David perché è morto, non parla più e i morti non resuscitano (anche se qualcuno è convinto il contrario) stanno sotto terra o dove cazzo decidono di essere messi.  A me hanno insegnato che tutti noi siamo unici, famosi o non famosi, quindi mettetevelo bene in testa, non dovete scrivere che uno scrittore assomiglia a David perché così ammazzate l’unicità di uno scrittore.

E vorrei aggiungere che come ben sapete ad Agosto c’è stata la morte del senatore americano John McCain, ecco, dovete sapere che David Foster Wallace era stato dietro al senatore durante la campagna elettorale per le presidenziali contro George W. Bush scrivendo poi un bellissimo pezzo di quasi 100 pagine. Io così ho conosciuto Simba (così lo chiamava nel pezzo David) e quando il senatore ha comunicato di avere un tumore, in quel momento ho pensato “Chissà cosa avrebbe detto David?” ed è qui che ci mancano i morti, scrittori e non, ci mancano nel futuro e qui che si esprime la loro unicità. E secondo voi, quanti hanno scritto di questo fatto? O meglio chi ha scritto di McCain partendo da un altro morto? Un paio! Cazzo, però il 12 settembre sembrava che tutti gli scrittori italiani avessero letto tutto David Foster Wallace. Bugiardi e schiavi!

L’unicità di David Foster Wallace sta nel fatto che raccontava come lui si sentiva in mezzo alle cose. Cose che lui ha deciso di non voler più vivere! Stronzo! Perché chi si toglie la vita è stronzo, diciamolo, causa un dolore infinito. Facciamo un esempio, una persona a cui voi siete molto legata ha un tumore e voi fate di tutto per farlo stare meglio, alla fine muore ma voi avete la coscienza apposto o no? E’ la stessa cosa con un depresso, voi fate di tutto e poi quando pensate che sia fuori dal tunnel lui che fa? Si uccide! Lo so che ha il mal di vivere, so tutto e comprendo anche, ma alla fine un po’ stronzo non lo è, scusatemi? David Foster Wallace era uno stronzo.

Scusatemi se sono stata un po’ variopinta nella mia dialettica e c’è qualche errore ma è stato scritto dopo aver letto cose abominevoli su David! E lasciatelo in pace!

Ah sono tornata!

 

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6 pensieri su “Forza Simba!

  1. Ti dirò che DFW (concedimi la sigla: ha un cazzo di nome lunghissimo…) non è per tutti.
    Per esempio mi sono reso conto che non è per me. Ci ho provato a leggere qualcosa, forse non avrei dovuto mettermi subito davanti Infinite Jest, ma credo, e non faccio il falso modesto, che sia fuori dalla mia portata.
    Ammetto che mi hai fatto venire voglia di riprovarci, con il tuo pezzo. Penso che mi richiederà uno sforzo notevole.

    1. Eppure ti vedo come un lettore di DFW (dai va meglio così?). Ti sei messo tra le mani subito Infinite Jest? Coraggioso sei! Io ci sono arrivata piano, leggendo altro (non tutto bellissimo, però). Io ho iniziato con la Crociera o meglio Una cosa divertente che non farò mai più poi Considera l’Aragosta (che trovo strepitoso) e poi Oblio (una serie di racconti) dove c’è anche Caro vecchio neon. Poi ho continuato con altro fino ad arrivare a Infinite Jest. Dai, non è obbligatorio leggerlo. Anche se qui in Italia ti vogliono far credere il contrario ma lo fanno solo per farti sentire ignorante perché fa figo leggere Infinte Jest. Io non mi sento figa dopo averlo letto anzi mi sento peggio, certo più consapevole ma non tanto bene!!! E poi cazzo DFW è difficile e come Pynchon.

  2. Sono assolutamente d’accordo: lasciatelo in pace massa di stupidi stronzi /e . E’ stato un grande, anzi grandissimo. So perfettamente che per voi stupidi stronzi / e i veri grandi scrittori sono gli italiani e basta. Le altre lingue ? Novelle, romanzetti rosa o cronache al massimo. La prima cosa che ho letto di Wallace è stata proprio Infinite Jest, e nella mia romantica ignoranza ho pensato a un Alessandro Manzoni degli anni 2000. Certamente sto sbagliando, ma non di molto credo, e chissà quante me ne diranno, ma ho già detto che sono un ignorante anche se romantico.

    1. Ah finalmente! Il discorso è che fanno finta di leggere e ti manipolano. Ora a qualcuno può anche non piacere Wallace e ci sta ma non puoi (da come scrivi) far passare chi non lo legge un cretino, non funziona così! La letteratura è altro o meglio era altro. Il termine “stronzi/e” è molto eloquente e appropriato per definirli!

  3. DFW ha un pregio e un difetto: ha qualcosa di tenero e di profondamente umano, ma in alcune parti è di una noia mortale con quel profluvio descrittivo che Eggers ha definito diarrea logorroica. Infinite Jest è un labirinto nel quale è facile perdersi e nel quale forse si è perso anche lui. Di certo il suo stile ha fatto scuola e dobbiamo riconoscersi il carisma del fondatore. Come tutti gli umoristi era un uomo triste e leggere alcuni suoi libri retrospettivamente dopo la sua morte nelle circostanze che sappiamo mette in brividi: parafrasando Garcia Marquez “Cronaca di una morte annunciata”.

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