We crave the fiction when we need the truth

foto di Hans Stolpe – Malmo

Il ponte che collega la Danimarca e la Svezia è una delle opere dell’uomo più spettacolari da vedere e da provare. Bisogna attraversarlo nei due modi possibili (treno e auto) perché la visuale cambia e nonostante i km. 4 in galleria (dove ho chiuso gli occhi ascoltando musica a volume alto e muovendomi senza vergogna) i restanti chilometri sono pieni di spazio e luce (la luce la vedi anche con le palpebre chiuse e poi apri gli occhi e boom! Il mare e le onde sono davanti a te). Un ponte che è stato realizzato grazie anche alla tecnologia, oltre alla bravura degli architetti e ingegneri (non sempre ci riescono, per esempio guardate il ponte di Calatrava qui a Venezia) chissà che ne penserebbe Karl Kraus di questa meraviglia?

Sono venuta a conoscenza di Karl Kraus in una trasmissione di Rai 5 su Vienna, mentre spiegavano chi fosse, io cercavo di ricordare dove avevo già sentito questo nome. “Kraus… Kraus… Kraus… dove ti ho visto?” E poi è arrivata l’immagine di una copertina di un libro di Jonathan Franzen “Il progetto Kraus”. Una copertina gialla con nuvole e una fiaccola. Il cervello, che meraviglia! E naturalmente che cosa ho fatto? Il giorno dopo iniziavo a leggere l’ultimo libro di Franzen che mancava alla mia vita di lettrice (quest’ultima frase è un po’ autoreferenziale, farò una borsa con questa notizia per esaltare il mio ego).

Jonathan Franzen ha studiato a Berlino per due anni con una borsa di studio e qui è entrato a contatto con gli scritti di Karl Kraus e che succede? Jonathan rimane folgorato dagli scritti di Kraus conosciuto come il Grande Odiatore, censore della banalità e della manipolazione. Il ventenne Franzen inizia a provare verso Kraus una vicinanza, riconosce la rabbia che muove il viennese come la stessa che prova lui in quel periodo (chi si trova bene ad avere vent’anni ha qualche problema) e dopo tanti anni lo scrittore americano che cosa fa? Riscopre gli scritti di Kraus e li vomita nel consumismo tecnologico attuale quasi dicendo “Ecco, la mediocrità a cui aspirate viene da lontano e non sono io a dirlo ma è Karl Kraus che aveva capito tutto”. Il burbero Franzen che non sopporta il mondo tecnologico e ha trovato in Kraus la spada per distruggere Twitter, Facebook, Apple, Amazon in maniera pulita e lo fa egregiamente in fondo lo sappiamo tutti noi lettori di Franzen che è un moralista che non sopporta il genere umano banale e mediocre (non fa niente per nasconderlo nei dialoghi dei suoi libri).

Nel saggio Apocalisse del 1908 Kraus scriveva “La cultura non riesce a prendere fiato, e alla fine ci ritroviamo con un’umanità morta e distesa accanto alle sue opere, che sono costate così tanta intelligenza per inventarle che non ce n’è rimasta più per utilizzarle. Siamo stati abbastanza complicati da costruire la macchina e siamo così primitivi per farci servire da essa. Le nostre comunicazioni internazionali vanno su binari celebrali a scartamento ridotto” e Franzen rincara la dose con esempi con la conquista scientifica dello smartphone che fa vedere dei tizi che buttano Mentos nella Coca-Cola e urlano WOW! Per poi rispondere ai tecnoidealisti che vogliono convincerci che Twitter ha contribuito alla primavera araba e Franzen scrive “A sentir loro, sembra inconcepibile che l’Europa dell’Est si sia liberata dai sovietici senza l’aiuto dei cellulari, o che un manipolo di americani si sia liberato agli inglesi e abbia prodotto la costituzione degli Stati Uniti senza una copertura 4G”.

E quando Twitter accusa Franzen di essere un luddista (Anche Pynchon parla dei luddisti) lui risponde deciso “Non mi dispiace la tecnologia come serva; però mi dispiace quando diventa padrona” e qui torniamo al ponte. Il ponte di Øresund ha portato dei cambiamenti sociali e culturali nella vita dei danesi e svedesi, tutti positivi a sentir loro quindi la tecnologia ha reso possibile dare vita ad una cosa reale che vi assicuro è strepitosa (l’idea di un ponte inizia a prendere forma nel 1950) ma noi preferiamo rinchiuderci nelle nostre pagine Facebook, immagini in Instagram, pochi caratteri in Twitter per esaltare il nostro piccolo e mediocre mondo in fondo “Noi desideriamo ardentemente la finzione quando abbiamo bisogno delle verità” e come dice Franzen “Tentare una dura critica del sistema elettronico che rende così soporiferi gli scrittori significa rischiare di venire etichettati nell’opinione comune come un odiatore, un solitario, non uno di noi” e quando parla di noi intende: l’alfabetizzazione e l’espressione di sé sono cose buone, l’intolleranza è cattiva, i lavoratori sono il sale della terra, l’amore è più importante dei soldi, la tecnologia è divertente, l’imborghesimento delle città è un grave problema, gli animali provano sentimenti, i bambini sono meno corrotti degli adulti, e così via.

Franzen è un solitario che ha bisogno della verità e la finzione che crea nei suoi libri sono il modo per lottare davanti al dilagare della banalità.

Spatial movements are butterflies

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20 pensieri su “We crave the fiction when we need the truth

    1. Io non capisco perché ogni volta che parlo di luoghi, tu esci fuori con questa rassegnazione. Le cause potrebbero essere molteplici (soldi, tempo, mancanza di compagni di viaggio, famiglia invadente e tante altre) ma ti assicuro che potresti farlo in giornata. Arrivi a Copenaghen, prendi il treno e vai a Malmo, affitti una macchina, ritorni all’aeroporto di Copenaghen e prendi l’aereo. Potresti anche non mangiare!!! Io ho fatto un concerto a Londra in giornata ma anche a Monaco insomma si può fare! Se vuoi andiamo insieme però devi venire a Venezia, lo faccio perché non sopporto la rassegnazione (ormai ci conosciamo da anni)

  1. Bel post (e bel posto!). Bella penna. Però i rassegnati mi fanno simpatia: la mancanza di soldi non è da sottovalutare. Lo diceva anche il compianto Baumann che la globalizzazione è in realtà la possibilità di spostarsi per i pochi e per il capitale. Agli altri rimane l’impossibilità di muoversi e l’illusione di poterlo fare. Un giorno o l’altro.

    1. I rassegnati fanno simpatia quando non si lamentano. Non mi piace tanto viaggiare senza un motivo valido, del tipo, andiamo a Londra perché manca nella mia lista, io sono quella che dice, andiamo a Londra perché c’è un concerto insomma viaggiare senza uno scopo e solo per mettere un paese nella lista non mi piace e non mi piace viaggiare quando tutti viaggiano (poi viaggiare in aereo inquina quindi cerco di essere molto attenta a queste cose). Il ponte è stato uno sfizio invernale infatti poi tutto l’anno non ho viaggiato in aereo. Insomma ai miei pochi soldi cerco di stare attenta come tutti del resto! Grazie per il “bella penna” 🙂

  2. Non sapevo nemmeno che ci fosse un ponte, con Franzen mi sono arenata, anche se mi piace, in Italia hanno cambiato due volte la copertina di purity non so se lui è d accordo, ma ha perso tanto. Io ho LR correzioni, quel bimbo deve aver resistito nove secondi nella posa non tutta la cena

    1. Ecco, ora lo sai! E’ stato inaugurato nel 2000 e naturalmente si paga un pedaggio (che non paghi con il treno). Non so che dirti sulle copertine, sinceramente non le guardo mai e forse è un male. Quella di Purity, mi piaceva quella più americana. La foto è più sfocata e quando finisci il libro capisci anche il perché. L’altra copertina Le correzioni anche quella americana è diversa. Non sono mai riuscita a capire perché le cambiano da paese e paese, dovremmo domandare a qualcuno che lavora nel settore.

      1. O il complotto o è l autore che vuole così, io guardo tutto quasi me lo leggo per metà, mio figlio annusa, io quando arrivo alla cassa devo fare clap clap con i piedini, amore puro. Tra un po esce il mio libro……..te l ho scritto ? Ho la tremarella….

      2. Cioè sono contenta per il tuo libro e non perché hai la tremarella! Anzi la tremarella non è una cosa buona, se vuoi puoi prendere dei rimedi omeopatici contro l’ansia. 🙂 io sono una drogata di erbe naturali poi quando arrivo ai 70 anni (se arrivo) mi do alle droghe, tanto i neuroni sono giù bruciati

      3. son tutta orecchie, io mi sono presa antibiotici e fluidificanti della farmacia per la tosse, e raffreddore e mi stavano facendo secca, ora uso gli alberi, e ho il naso coì libero che sento gli odori, la gola non mi fa più male e sembravo maria antonietta prima, gli alberi hanno risolto anche mio figlio che gli colava il nasino, e tossiva come un anziano, e anche mia madre con la tosse secca che si era procurata una pericardite a tossire, ora con gli alberi stiamo tutti bene, respiriamo ci facciamo la doccia, usciamo col freddo, sudiamo e non abbiamo più sintomi da raffreddamento.
        scusa se l’ ho fatta lunga, ma è la mia ode alla natura, per l’ ansia ho porvato tiglio, camomilla, e ho letto del biancospino, ma se hai qualcosa di più fammi sapere te ne prego, perchè i farmaci ……della farmacia mi spaventano.

      4. Biancospino, tiglio e camomilla servono per dormire! Devi andare da un buon omeopata e lui a secondo della tua ansia ti da i globuli. Io ho l’ansia per gli aerei e ho dei globuli!

      5. bene mai sentiti, se non quelli rossi, i tuoi di che sono fatti ? mio figlio non può fare sport ma ha l’ animo irrequieto. e io mi agito a verdergli fare le piroette per casa, che ansia è ?

  3. Quando sono andato in vacanza a Copenaghen avevo accarezzato l’idea di percorrerlo, solo per il gusto di farlo, arrivare in Svezia e tornare indietro: deve essere uno spettacolo!
    P.S. La serie è The Bridge (versione originale).

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