Il critico e il comico

Catalogare mi rende stabile e preparata in certe situazioni, certo è un’operazione superficiale e sbrigativa ma nasce da un’attenta osservazione con tanto di quadernino per annotare la situazione rilevata per poi dare una percentuale alla statistica (che non è sempre il 100% sia chiaro).

Questi sono semplici esempi di catalogazione degli esseri umani qui a Venezia:

  1. Le donne slave nei bus o  vaporetti che spingono di più per accaparrarsi il posto migliore e non guardano in faccia a nessuno specialmente se sono in coppia, si trasformano in un carro armato pronto a far fuori tutto quello che trovano lungo il cammino da pendolare. E quando si siedono sorridono in segno di vittoria. Penserete che questo sia un pregiudizio ma vi dico che staticamente è così, ma sono anche le donne che quando non chiudono le porte del vaporetto si alzano con movimenti decisi, le chiudono e poi ritornano al loro posto con questo sorriso “Cazzo, ci voglio sempre io”. Donne toste le slave! Quindi quando entrate in un bus e le vedete arrivare, spostatevi, potrebbero travolgervi! (70%).
  2. Gli italiani nei mezzi dei trasporti si lamentano sempre del lavoro e di quando sia stronzo il loro capo (poi quando è donna oltre ad essere stronza è una donna di facili costumi) e di come sia un incapace totale a portare avanti la baracca (statisticamente il loro capo è un traditore seriale al 70% questo lo dicono loro, io non lo so, anche la moglie del capo è una traditrice seriale ma lei è giustificata perché è insieme ad uno stronzo che lavora sempre e rompe le palle a loro … insomma “è tutto collegato” in questo mondo di lavoratori stronzi) (60%).
  3. Gli albanesi e gli albanesi kosovari (la maggior parte sono operai edili). Vi starete chiedendo come capisco la nazionalità? Primo, ho vissuto 5 anni nei Balcani e cazzo, parlavo l’albanese e secondo, da alcune caratteristiche fisiche che non dico. Loro per iniziare la giornata raccontano sempre episodi divertenti e ridono, qualche volta prendono in giro anche noi italiani ma non sono arrabbiati semplicemente non capiscono certe nostre “fisse” e forse hanno ragione. Io cerco di non ridere alle loro battute sennò capiscono che io so! (60%).
  4. I turisti con valigie enormi sono i latino-americani che uniti al fatto che sono anche quelli più rumorosi si trasformano in una bomba ad orologeria che naviga sul Canal Grande! Quando li vedo, preferisco andare a piedi oppure aspetto il prossimo vaporetto. I tedeschi sono quelli più educati e rispettosi, gli altri dipende dalla loro “casta sociale” e dalla loro età (questo vale anche per gli italiani). Ah i francesi sono quelli che nella statistica chiedono meno informazioni, loro pure nel perdersi hanno stile! Gli spagnoli sono quelli che senza ritegno chiedono sempre aiuto e dopo ti stringono pure la mano, non ho capito ancora perché. Rimangono con quella mano a mezz’aria, la prima volta ho pensato che mi stessero dando la mancia ma poi ho visto che era vuota e quindi ho stretto la mano. La prossima volta me ne vado e mi volto per vedere che faccia hanno con la loro mano a mezz’aria. Bye-bye!! Cazzo, lo sapete che il mondo è pieno di batteri inferociti e cattivissimi? Con il cacchio che ti do la mano. (80%).

Catalogare possiede alla base l’osservazione, lo studio e poi dare un giudizio insomma è la stessa operazione che svolge un critico. Chi osserva la società potremmo chiamarlo anche comico, dipende sempre dallo stile con cui esprime le sue considerazioni (c’è Aziz Ansari che trovo meraviglioso, lo conoscete?) ma chi osserva e studia l’arte, il cinema o la letteratura viene definito critico e qualcuno è pure famoso come Harold Bloom per la letteratura.

I critici come i comici qualche volta vengono odiati e loro stessi vengono criticati ma i comici fanno spallucce, godono e vanno avanti. I critici no, s’incazzano seriamente, scrivono e parlano di più pur di difendere la loro posizione, loro hanno l’arma giusta tra le mani, la loro penna e la usano come una vera propria spada (ora usano la tastiera ma io li voglio immaginare con la penna, la tastiera non è proprio consona ad un combattimento, non vi pare? La tastiera si può lanciare ma finisce lì, no, no, non va proprio bene).

Vicino al mio letto, ho due libri. Uno è Il Circolo di Pickwick di Dickens e l’altro è Il genio di Harold Bloom poi nella libreria ho anche Come si legge un libro (e perché) sempre di Bloom. Ora se volete conoscere di cosa parla Il genio leggetevi questo post (scritto bene) ma io voglio parlare di altro. Scusatemi!

Harold Bloom apprezza molto Roth, DeLillo, Pynchon e McCarthy (scrivendo che Meridiano di sangue è quasi al livello di Moby Dick) ma definisce David Foster Wallace, Jonathan Franzen e Stephen King, solo spazzatura (scrivendo che Libertà è un Pynchon annacquato). Oh my God! Franzen è andato all’attacco di Bloom. Ecco come Jonathan risponde a Harold: “Bloom mi ricorda Norman Mailer: entrambi non possono ammettere che qualcosa di buono è venuto dopo la loro generazione. I critici come Bloom tendono ad ammirare gli autori che essi stessi hanno aiutato ad emergere. Io ho portato i miei lavori direttamente ai lettori senza bisogno del suo aiuto e non mi sorprende se ciò lo ha irritato”.

Insomma Harold non scrivevi che i grandi scrittori sono come dei figli ribelli che vanno contro i loro padri vincendo l’ansia dell’influenza? I critici dovrebbero prendere esempio dai comici che osservano la società uscendo dalle loro case ma quando si diventa anziani non si esce più e cosa dicono gli anziani “Ai miei tempi si stava meglio” e grazie, eri giovane e ai tuoi tempi eri ancora pieno di forze fisiche e mentali! E il nostro grande critico letterario non sfugge da questo semplice cambiamento! Ma non è il solo, anche il grande Umberto Eco negli ultimi tempi aveva questo “vizietto”, con questo non voglio dire di non ascoltarli ma di tenere conto che superando una certa età non sono sempre affidabili e quindi come dei figli dobbiamo bonariamente sorridergli, rispettarli e dire “sì” con la testa ma nascondendogli le medicine nel cibo!

Non tutti gli anziani si trasformano nella sindrome “ai miei tempi” ma la statistica è alta e questo succede perché quel gran bastardo del tempo viene visto da tutti noi come passato, presente e futuro e quindi come una grande linea retta con un bel punto d’inizio e un bel punto di fine ma non è così, il tempo è circolare, non c’è passato, presente e futuro ma c’è solo il “qui ed ora”. E quindi anche tutte le teorie politiche di rottura delle nuove elezioni sono cazzate, ah ho anche letto che la Lega e il Movimento 5Stelle sono la nuova DC! Oh my God! Ci risiamo il passato ritorna e “ai miei tempi” sembra l’unica soluzione all’instabilità percepita ma non è così perché “il qui ed ora” di vent’anni prima è l’opposto al “qui ed ora” di adesso e in tutto questo caos vengono in nostro aiuto i comici che loro ci campano con il “qui ed ora” dell’osservazione poi ci sono sempre le trasformazioni dei comici ma fortunatamente la statistica è bassa!

Harold Bloom anche se reputi Jonathan Franzen e David Foster Wallace non all’altezza dei grandi maestri non preoccuparti, il tuo libro Il genio per me rimane sempre una bussola nel mare della letteratura. Chissà che ne pensi di chi scrive solo racconti? No, no, non voglio saperlo. Scusami se mi tappo le orecchie e inizio a dondolare da destra a sinistra cantando “Take on me” degli A-ha.

Il critico e il comico sembrano due perfetti estranei nel mondo e invece secondo me hanno punti molto in comune ma alla fine è sempre una questione di stile!

Strangers

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19 pensieri su “Il critico e il comico

    1. Guarda che quando ti urtano la morbidezza va a quel paese, loro usano le borse come armi 🙂 sinceramente tra tutti questi soggetti trovo molto interessanti gli italiani che parlano di lavoro! Ti assicuro che sono molto istruttivi dal lato emotivo

  1. Grazie per i tuoi spunti mai banali.
    Non conoscevo Bloom, e mi hai fatto venir voglie di leggerlo.
    Sai, anche a Torino la mobilità è diventata il non-luogo d’elezione per lo studio delle dinamiche sociali: solo al mattino presto su un bus di tratta periferica puoi avere l’esatta percezione di quello che accadrà di qui a un po’.

    1. Il genio è un librone ma costa poco! Da leggere quando vuoi scoprire un autore nel profondo meglio di tanti altri in giro in libreria. Torino è una gran bella città forse anche meglio di Venezia per studiare le dinamiche sociali. Venezia è né terraferma e né mare quindi un micro-cosmo tutto particolare dove la caratteristica principale che ha la capacità di estraniarti in 5 secondi e nessuna città ci riesce. A New York rimani impotente davanti a tanta città, tanta altezza e tanta grandezza. Venezia ti trasporta in un non-luogo. Torino è la realtà. Ora mi fermo potrei scrivere per ore delle città e dei non-luoghi. E scopri Bloom, puoi anche leggere su Google ma basta che leggi 🙂

  2. Però che importa se anche si rendono conto che parli l’albanese? Aggiungi una battuta e lasciali di stucco! Aziz Ansari lo conosco per la sua serie su Netflix.

    1. E ti piace Ansari? Ora capisco anche perché gli americani quando arrivano in Italia si rincoglioniscono del tutto e non mi faccio scoprire che parlo l’albanese, gioco a fare la spia 🙂 non posso più giocare svelando il mio segreto

      1. Avevo trovato carino Master of None, ma quando ha iniziato a tirare dentro quell’attrice italiana (mi sembra si chiami Alessandra Mastronardi) è diventata la solita macchietta italiana: noi facciamo ancora la pasta a mano nel borgo e ci sposiamo il compagno delle elementari, arriviamo in America e siamo sorpresi dalla varietà dei farmaci nel Duane Reade, pensiamo solo a mangiare e a bere, ECC. Poi c’era stato quel mezzo scandalo con una con cui è uscito una sera… sono dalla parte di lui, ma sfortunatamente ho letto quello che ha scritto lei e comunque non lo vedo più con gli stessi occhi. Come dicono gli americani: TMI (too much information).

      2. Su Master of None sono d’accordo con te ma avendo conosciuto molti americani (il mio amico dai capelli rossi è uno di loro) credo che sia una forma d’amore nei nostri confronti. Loro veramente ci amano, amano il cibo e la nostra aria. Credo che anche noi abbiamo dei pregiudizi nei loro confronti ed poi è vero che noi italiani rimaniamo colpiti dalla loro grandezza e farmacie (io aggiungerei anche i supermercati… dai l’olio che si spruzza dove lo vedi mai, il mio amico una sera si è azzardato a spruzzarlo in una mia padella, grande errore ha fatto)…. ma i pregiudizi sono fatti per essere rotti e quindi io ci vado giù duro quando gli parlo…. poi sul fatto di Azari, lo sapevo anch’io ma è un errore che commettiamo e cioè quello di non scindere il loro lavoro dalla loro vita quotidiana. Per esempio, vedi Kevin Spacey o tanti scrittori che nella loro vita erano degli stronzi insomma sono esseri umani con le loro debolezze e schifezze, io devo solo guardare un film o leggere oppure nel caso di Aziz farmi 4 risate per il resto c’è il giudice e quindi un processo. Non so se ho reso bene l’idea 😉

      3. Vuoi dirmi che in Italia non c’è ancora il fritolí?! Io lo uso, ma forse tu parli del l’olio da spruzzare sull’insalata, mentre il fritolí si usa come antiaderente nelle padelle, nelle teglie e negli stampi da torta.

        Secondo me Azari non ha fatto niente di male, la tipa voleva to like and be liked da un tipo famoso, e poi si è pentita. Lui tra l’altro l’ha anche presa bene (almeno in pubblico), ha scritto un messaggio di scuse. Ma intanto la sua reputazione è stata intaccata da questo brutto episodio, e lo trovo spiacevole.

      4. Riguardo alla vastità della scelta in usa, oggi ho imparato il termine analysis paralysis e ho scoperto come si chiama quello di cui soffro. 😂

  3. Esilarante l’elenco di personaggi e rispettive nazionalità. Quanto alla chiusura nel passato, é vero che è quasi naturale per chi raggiunge una certa età ma nel caso in cui si tratti di qualcuno che di mestiere deve osservare e respirare l’aria che tira in società questa chiusura mentale é ancora più deleteria.

    1. Si chiama vecchiaia ma loro non se ne rendono conto che devono lasciare prima del definitivo sfascio celebrale, non tutti cedono lo scettro!!! Potrei scrivere per ore delle varie nazionalità e di come reagiscono alla bellezza italiana.

  4. Anche io mi diverto a guardare, giorni fa mi sono trovata a Sorrento e osservavo le coppie di svedesi tedeschi danesi nordici algidi giovani con figli e anziani.
    Le coppie giovani si vede che hanno feeling, e dirigono i figli con maestria, mai un urletto una ramanzina.
    Le coppie anziane perennemente in honey moon non capisco…stavo per fermarne una e chiedere ” i vostri uomini sono tutti cosi amabili ?”
    Le coppie italiane in viaggio, si tirano i bagagli, stressano i figli, si guardano con odio, in cima a tutti i bresciani, persino le guide li scansano o li lasciano a piedi.
    Pace pacetta dopo Alberto Angela non ce l hai con me vero ?

  5. Se dovessi avercela con tutte le persone che hanno un opinione diversa dalla mia, il mio fegato non esisterebbe piú 😊. Gli italiani gridano anche ma di meno dei latino-americani. Osservare fa bene, diciamo che rilassa. Osservare senza giudicare.

    1. Meno male perché due tre blogger leggo e non mi va di litigare, a giudicare…… Noooo non giudico se non peccati mortali…..
      Vedo che hai dato un nuovo aspetto al blog anche io e me ne vado a zonzo loggando bene adesso so soddisfazioni, la fibra fa miracoli

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