L’importanza di un sogghigno

Questo 2018 è iniziato un po’ lento, non è successo niente di avventuroso, divertente o esaltante insomma una noia mortale ma poi succede un evento in cui capisci che sei cambiata e pensi “Cazzo!”. Ora non vi racconterò l’episodio ma vi accenno che se fosse successo nel 1991 questa persona avrebbe rischiato la vita, avrei perso la pazienza, avrei urlato e avrebbe passato un brutto quarto d’ora invece dopo ventisette anni. Ho fatto un bel respiro, ho messo in ordine le parole nel mio cervello, ho sorriso e sono partita. La persona ha capito che è sotto controllo ma è uscita calma e tranquilla e io non ho avuto nessun mal di testa da conflitto e non mi sono sentita in colpa. Sono sempre una rompiballe ma una rompiballe meno agitata. Sogghigno di più, urlo di meno e respiro con la pancia prima di parlare.

Anche oggi ho respirato con la pancia prima di fare una croce sulla scheda elettorale, si apre un mondo respirando con la pancia, tutto sembra più chiaro e calmo. Il mare è meno agitato e più navigabile. Questa campagna elettorale, la meno divertente degli ultimi vent’anni, è finita e io non mi sono fatta nemmeno una bella risata ma ho respirato tanto di pancia per non farmi salire l’ansia o la rabbia a secondo dell’interlocutore. Anzi, ora che ricordo bene ho riso tanto quando ho letto che Grasso non voleva far pagare le tasse universitarie, parlava di Università libera e in questo periodo mi sono anche chiesta come mai in Slovacchia hanno ucciso in cinque minuti un giovane giornalista che scriveva su strani giri di soldi e invece qua Saviano scrive sceneggiature per una serie tv sulla camorra (ne sta scrivendo una su Gheddafi), mi sono chiesta perché una canzone buonista e scopiazzata vince Sanremo e va pure all’Eurovision Song 2018, mi sono chiesta se il neofascismo non sia altro che una forma di mascherata delinquenza per continuare a imporre di pensare poco come era nel passato del resto e mi chiederò come un gran bel film come L’ora più buia forse non prenderà nemmeno un Oscar e come Nicola Lagioia sia dovunque e scrive dovunque. E’ stato difficile mantenere la messa a fuoco in questi due mesi del 2018, sembra che abbiamo subito un accelerazione di notizie strane che non riesco più a collegare e forse ho capito perché io sono stata immobile, per respirare con la pancia e per mettere a fuoco.

Quando ho conosciuto il mio amico americano sette anni fa in una discussione non riusciva a trovare un aggettivo per descrivere noi italiani, io gli suggerì “Pittoreschi”, lui ha impiegato un po’ a capirlo. Destiamo interesse perché siamo insoliti, un po’ fuori le righe e creiamo scenografie nella realtà che poi non riusciamo a far rivivere nei film perché vogliamo sempre strafare e anche stavolta ne usciremo diversi perché il popolo cambia e io sinceramente non la vedo così tragica, la vedo difficile ma non tragica insomma cari miei abbiamo subito Berlusconi, credete che veramente che quattro delinquenti di neofascisti possano rovinarci quindi cari miei resistete, armatevi di un bel sogghigno (i sorrisi li nascondiamo per dopo) e andate fieri della democrazia!

Questo 2018 promette proprio bene!

P.S: In questo 2018 ho deciso che i miei capelli si sentano liberi di andare dove vogliono e di diventare bianchi quando cazzo vogliono! 

 

 

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8 pensieri su “L’importanza di un sogghigno

  1. Dopo tanti anni i rigurgiti neofascisti non dovrebbero più procurarmi angoscia.
    Ad essere onesti un pochino me ne generano, ma è perché vedo un po’ troppa gente giovane che, in crisi di identità, anziché evolversi e provare a mettersi in gioco non avendo poi così molto da perdere, preferisce collettivizzare la scusa per un disagio e scagliarsi contro qualcuno che sia abbastanza comodo da incolpare. E’ un film già visto.
    Ma questa volta i popcorn sono finiti.

    1. I popcorn non ci sono mai stati nemmeno in passato e queste sono le conseguenze di una crisi economica. L’angoscia non serve a niente, bisogna resistere!

  2. Forse perdo colpi, sarà la stanchezza, sarà il troppo cemento, sarà che il tempo mi strozza, ma respiro davvero male. Così mi prendo il tuo: “Questo 2018 promette proprio bene!”, come farebbe un asmatico che si attacca al respiratore…

    1. Attaccati pure ma prova a respirare di pancia anche il tempo si dilata (come la pancia del resto) è tutto sincronizzato e prova l’importanza di un sogghigno … dai dai

  3. Intanto, un caro saluto! E’ il primo tuo post che leggo, e trovo sia scritto bene, con le giuste citazioni. Sarà interessante seguirti. Io ho votato PAP, si sapeva già tutto prima: qual era l’onda che montava; le prospettive nere; la repubblica di Weimar. Sì, era già tutto lì e i risultati lo stanno solo a certificare; ma, non so perché, provo una tristezza infinita. Winter has come.

    1. Usciremo anche da questo pantano e grazie per essere venuto sul mio blog. Lo stordimento è comprensibile ma prendendo spunto dal film L’ora più buia non bisogna mollare e mai arrendersi, anche dopo questa batosta!!! Dai dai respira di pancia!

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