L’importanza di un incipit nell’Universo

Nella serie tv “Strange Things” una delle scene iniziali c’è un uomo che vive in un casa sul lago dorme su un divano e attorno a lui, birre vuote, posacenere sporchi poi si alza e va in bagno e mentre beve birra, fuma una sigaretta, prende delle pillole, si lava i denti e tu pensi “Un animale” poi indossa l’uniforme da sceriffo e pensi “Annamo’ proprio bene”. Poi lo sceriffo va alla stazione di polizia e la segreteria inizia subito a elencare le denunce arrivate e lui dice “Flo, che ti dico sempre. Le mattine sono fatte per il caffè e contemplazione” e sorridi perché lo pensi anche tu, specialmente dopo che entri un ufficio e ti rompono le palle con domandine del cazzo mentre tu stai cercando disperatamente di capire dove cazzo sei e cosa più importante ti chiedi se hai indossato i calzini uguali o diversi. La consapevolezza di chi sono e cosa faccio per le prime due ore della mia giornata è praticamente un optional. “Amico, un punto a tuo favore” e la tua percezione cambia. Dopo 10 minuti capisci che l’animale che hai visto dormire sul divano scatena la tua curiosità e questo succede anche nelle relazioni sociali. Alcuni soggetti ti stimolano, altri se li conosci o non li conosci la vita non ti cambia nemmeno un pochino anzi per niente o forse la peggiorano ma tutto è collegato in questo cazzo di Universo e quindi devi comunque capire.

Per i libri funziona lo stesso meccanismo. Alcuni li ricordi e li porti dentro, altri fai fatica anche a ricordarti il titolo, funziona così “Ah sì, letto” “E ti è piaciuto?” “Non ricordo niente. Encefalogramma piatto quindi no” e gli incipit sono importantissimi, è il biglietto di presentazione come è stato per lo sceriffo Hopper quando ha aperto bocca.

Non amo i libri scritti in prima persona e quindi gli incipit sono ancora più importanti.  Una “scrittrice” ha questo come incipit in un suo libro “Per una bambina di sette anni avere il trentasei di piede nel 1972 era come avere due teste o la barba. Oggi le giovani generazioni sfoggiano stature e misure stupefacenti, ma una volta non era così. I bambini erano bassi e le bambine più basse ancora. Poi c’ero io. La più alta della classe, sempre, irrimediabilmente fuori misura. Il consolante detto “altezza mezza bellezza” dev’essere stato coniato anni dopo, quando ormai non mi serviva più, perché quando ne avrei avuto bisogno non c’era, o, comunque, non l’avevo mai sentito. Forse mi era stato tenuto nascosto da quelle mezze cartucce invidiose delle mie compagne di scuola, sulle cui teste svettavo di dieci centimetri, anche quindici. Oggi sono molto orgogliosa del mio metro e settantacinque, ma allora ero una creatura che avrebbe fatto la sua figura solo nel bar di Guerre Stellari, se all’epoca fosse già arrivato sugli schermi”  oppure questo “Deb, direbbe Silvia. Ho iniziato a lavorare in un call center. Quei lavori disperati che ti vergogni a dire agli amici – Cosa fai? – E tu – Be’, mi occupo di promozione pubblicitaria”. Palpitazione e sudorazione iniziano all’unisono mentre leggo. Nel secondo incipit ci sono due abbreviazioni (Deb e be’) ora ditemi chi cazzo abbrevia Debora con Deb? Io se mi chiamassi Debora e qualcuno si azzardasse a chiamarmi Deb minimo, minimo lo mando affanculo se non è giornata e se invece fossi calma spalancherei gli occhi e direi “Io mi chiamo Debora. Ti pregherei di chiamarmi così”.

E così vi elenco 3 incipit di libri e un racconto scritti in prima persona, per me i migliori:

  1. Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori”. Favoloso direi, un uomo malato e cattivo allo stesso tempo, bisogna approfondire.
  2. Per tutta la vita sono stato un impostore. E non esagero. Ho praticato tutto il mio tempo a creare un’immagine di me da offrire agli altri”. Alzi la mano chi non ha mai modificato se stesso per essere amato, in due righe di libro c’è un mondo anzi un’esistenza intera, dalla nascita alla morte.
  3. “Questa è la storia più triste che io abbia mai sentito” e allora raccontamela.
  4. “Vorrei che mio padre e mia madre, o, meglio, tutti e due, come era loro dovere, avessero pensato a quello che facevano, allorché mi misero al mondo”. Questo lo penso anch’io, onde celebrali sulla stessa lunghezza e allora leggiamo.

Il terzo incipit è di un libro che può mandarvi leggermente in crisi. Uno dei personaggi è talmente stronza che vi ricorderà la protagonista di “Il ritratto di signora” di Henry James. Una storia triste e patetica che non può mancare nel vostro cervello, anche perché è un libro da classifica nei libri da leggere.

Il quarto incipit è di un libro che forse se non fosse stato scritto non avremmo Thomas Pynchon o la struttura di Comma 22 e non puoi nemmeno distrarti perché lo scrittore ti chiede di giudicare il suo pensiero spesso e volentieri insomma scritto a metà del 1700 questo libro opera una vera e propria rivoluzione nella narrativa e vi assicuro che vi farete delle belle risate. Altro che Deb e be’.

Il primo incipit è talmente famoso che non ho niente da aggiungere alle migliaia di pagine che sono state scritte e per il secondo posso dirvi che è un racconto di cui sono fissata e che ogni tanto vado a rileggere per sentirmi meno sola.

Sono libri abbastanza famosi e chi indovina (senza andare su google) vince un aperitivo a Venezia in compagnia del mio collega dai capelli rossi e me e se Venezia non vi piacesse, in vostro onore io e il mio collega dai capelli rossi andremo a Venezia a bere un aperitivo e vi manderemo le foto! Chi ne indovina tre riceverà in regalo “La ferrovia sotterranea”! Ah se indovinate gli incipit delle scrittrici non vincete niente, anzi siete pregati di cancellarmi come sito seguito qui su WordPress, ricordate la storia dell’Universo, ecco siete pregati di non essere collegati a me.

Anche per la musica le prime note sono importanti: Intro HQ le note aprono un mondo!

 

Annunci

10 pensieri su “L’importanza di un incipit nell’Universo

    1. Secondo me il quarto libro ti piacerebbe molto, non so perché ma ne sono convinta (forse già l’hai letto). Incipit o non incipit un aperitivo non si nega a nessuno. Roma come città la temo, i romani sono sempre stati sempre tipi coraggiosi e vivere in questa città è una chiara dimostrazione dell’Impero, io soccomberei dopo tre ore o forse due! Poi pubblico i titoli dei libri e comunque se vieni a Venezia sai chi cercare!!!

  1. Il quarto direi che è Tristram Shandy. Il terzo ero curiosa e sono andata a vedere quindi non lo dico. E’ uno scrittore di cui conosco solo il nome. Gli altri non mi dicono niente, o non li ho letti, o li ho dimenticati. (Leggi leggi, alla fine hai sempre letto poco…). Aspetto la soluzione!

      1. Allora sarò onesta, avevo un’ipotesi: un russo. Dopo il tuo incoraggiamento ho digitato nome dell’autore (presunto), nome dell’opera, (presunta), più la parola “incipit”, e mi è uscito. Però non l’ho letto, solo mi sembrava che l’autore potesse essere quello, mi suonava da lui, e da un’opera di lui che non conoscevo. Se semini sassolini bianchi, pian piano la gente ci arriva (magari con qualche dichiarato sotterfugio…)

      2. I sassolini bianchi servono per stimolare la curiosità e “far arrivare la gente” è un mio obiettivo 😉 vedi hai conosciuto un’opera di un autore russo che non conoscevi,

  2. Capitano voglio scendere dalla nave, ho mal di mare…..ho capito solo che vivi a Venezia, che mi piace leggermi. Nella mia giuliva ignoranza di incipit libri…film…..e voglio offrire io qualcosa all amico dai capelli rossi, basta che non si riveli essere mio cugino.
    Saluti da un punto indefinito della conca di fronte un isola a forma di donna incinta distesa sulla acqua… Tie voglio vedere se la sai….

    1. L’unica isola che conosco a forma di donna incinta è Capri … guarda cara che io vivo in Veneto ma sono campana ma non guardavo il mare ma le montagne anzi colline famose per il vino … verrimmo’ se indovini tu mo’? 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...