La ferrovia sotterranea

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La ferrovia sotterranea è un libro che ha vinto sia il National Book Award (novembre 2016) e il Premio Pulitzer nel 2017 e quindi l’umile lettore crede che sia un capolavoro o meglio che si avvicini almeno un pochino ad esserlo oppure che lo faccia riflettere su nuove prospettive oppure che gli faccia vedere qualcosa che non conosca, ecco cosa pensa l’umile lettore in fondo Giorni selvaggi (vincitore del Premio Pulitzer 2016) non è un capolavoro ma cazzo l’umile lettore ora conosce tutti i posti dove poter fare surf e anzi vede i surfisti con occhi diversi o no? In fondo non sono tutti dei coglioni biondi quelli che corrono verso onde altissime anche loro hanno una filosofia.

La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead non è niente di tutto ciò! Non è un capolavoro! Non si scopre niente di nuovo! E cosa più grave, non aggiunge niente all’argomento storico dello schiavismo in America. Anzi c’è una cosa in più inutile, lo scrittore aggiunge un elemento fantastico all’argomento (la ferrovia sotterranea creata dai bianchi americani per far fuggire gli schiavi dagli stati del sud al nord e così iniziare una nuova vita).

L’umile lettore poi inizia a pensare … novembre 2016 … America … elezioni 8 novembre … premio Pulitzer 16 novembre e infine Trump, il gioco è fatto! Vince due premi perché è il suo momento storico, ha vinto due premi solo perché la questione bianchi-neri in America è sempre una ferita aperta, ha vinto due premi perché c’era Trump, ha vinto due premi perché Oprah Winfrey ha scritto “Mi ha tenuto sveglia la notte, con il cuore in gola, quasi spaventata al pensiero di voltare pagina. Comprate questo libro, una copia per voi e una per una persona che conoscete perché vorrete assolutamente parlarne con qualcuno, quando avrete letto l’ultima pagina, che vi darà un colpo al cuore” e una domanda nasce spontanea Ma che cazzo hai letto tu umile lettore? Io sbadigliavo e arrivata all’ultima pagina ho pensato “Povero Gabriel Garcia Marquez” e il cuore in gola, umile lettore non hai sentito il cuore in gola? No e lo spavento di voltare pagina? No, anzi per me era una liberazione anzi avevo anche poteri di chiaroveggenza insomma tanto poi la protagonista Cora (il nome è anche scopiazzato da un altro libro sullo stesso argomento) andava nella magica ferrovia e scappava, dopo un po’ il giochetto rende bene.

Insomma la genialità di Cent’anni di solitudine è una cosa, l’espediente letterario è un’altra. La creatività scientifica trasbordante nella rivisitazione storica di Pynchon è una cosa, le trovatine storiche del cazzo sono altre.

E poi l’umile lettore arriva ai ringraziamenti e legge che per questo libro bisogna ringraziare anche David Bowie e Prince (casualmente morti anche loro nel 2016) insomma non George Michael e Leonard Cohen e perché? Ma dai umile lettore, non vuoi proprio capire, George Michael è per la massa, David Bowie è per l’elite, Leonard Cohen era fuori dal mondo dello spettacolo, lui faceva solo della musica e Prince (oltre ad essere di colore) lo ricordi in quella vasca da bagno che ammiccava? Leonard Cohen non l’avrebbe mai fatto, insomma Prince faceva spettacolo e poi lo devi mettere per forza un cantante afroamericano che muore lo stesso anno che pubblichi un libro. Che culo!

Leggetevi Radici di Alex Haley sull’argomento oppure se vi piace il fantasy leggetevi Il Signore degli Anelli ma raccontare la Storia e aggiungere il fantasy, ecco questo mi mancava nella mia vita da ignorante lettrice che non capisce un cazzo delle trovatine politiche del momento! E come aggiungere il binocolo magico non funzionante alla disfatta di Caporetto. Il mondo è pieno di storie da raccontare, la differenza è come la racconti al mondo che rende un libro “eterno” e non aggiungendo stronzate e fantasy. La Storia rimane sempre quella nel bene e nel male. E pensare che Henry Festival scritto sempre da Colson Whitehead mi era anche piaciuto, però ora che ci penso bene anche lì c’era un po’ di fantasy ma non era usato come “elemento importante” del libro. Cazzo! Lo scrittore è cresciuto, il prossimo libro che s’inventerà? La storia di Oprah che si candida alla presidenza con la parrucca magica che la fa diventare bianca ogni volta che vuole!

E poi la mazzata finale sapete qual è? Paragonarlo ad un altro libro Il buio oltre la  siepe per la grandezza, ma fatemi il piacere! Bisogna stare attenti da chi ti vuole spacciare capolavori solo per cavalcare l’onda e avere un posto nei talk show che contano, certo l’umile lettore è consapevole che sono i soldi e la fama gli obiettivi dei mediocri ma può sempre mandarvi a quel paese o no?

Honey Sweet

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10 pensieri su “La ferrovia sotterranea

  1. Non smetto di ridere al solo pensiero di Leonard Cohen nella vasca come Prince. Il binocolo e la parrucca? E’ colpa di Strange Things sono sicuro e la tua incazzatura adolescenziale è colpa di The End of the f*** world. Io cosa ti avevo detto?

  2. Ho un forte pregiudizio su questo libro, non mi va di leggerlo e mi dispiace (e ho sempre sensi di colpa quando ho i pregiudizi). Ora ho un pregiudizio e una recensione negativa…

    1. Come dice il protagonista di Tra le nuvole “I pregiudizi qualche volta ti salvano la vita” piú o meno suona cosí … Ottima scelta!! Questo libro era un regalo di Natale… Non si sono ancora arresi a regalarmi i buoni!!!

  3. Non l’ho letto, e a questo punto ne evinco che potrò anche fare a meno di farlo senza rimpianti.
    Però mi viene da fare questa considerazione: i meccanismi comunicativi tipici di altri contesti, nella fattispecie le serie tv, stanno rifluendo fin dentro i libri.
    Le vicende vengono instradate per cunicoli spaziotemporali, che funzionalmente all’avidità delle produzioni fagocitano le verità storiche o cronistiche ricollocandole, dilatandole, restringendole a piacimento, monitorate sul feedback di chi ne fruisce, e così facendo possono essere teoricamente continuate all’infinito (“plot on demand”).
    Se questa è la piega che un certo tipo di narrativa sta prendendo, siamo fottuti. O forse invece, sapendone fuggire, siamo salvi.

    1. Ecco siamo fottuti!!! Parlando almeno per la narrativa ma anche per le serie tv, non basta aggiungere qualcuno con poteri speciali oppure leggermente autistico e cunicoli spazio temporali per creare una bella serie e poi un altra cosa è l’avidità dell’essere umano che vale in tutti campi: arte, letteratura, cinema, tv …. ecco quando la vedo, non capisco più niente in fondo è manipolazione ma se la fa un morto di fame e no, non va bene ma se la fa Oprah va bene anzi fa bene!
      L’importante è vederla e se qualche volta ci facciamo “fottere” almeno cazzo sono consapevole e fuggo!
      E’ normale avere l’eritema con Grey’s Anatomy, mi ha sempre annoiato e non ho mai capito il motivo di tanto successo o forse l’ho capito e non mi piace per niente. Invece io dopo orfana di The End of the F*** World (che trovo semplicemente e fottutamente vera) mi dedico a Dirk Gently almeno con Douglas Adams mi faccio quattro risate e non penso a malattie e scenari apocalittici con autistici, bipolari e serial killer che portano avanti la baracca delle serie tv

  4. (perdonate questa mia disperata digressione, ma mia figlia è cinque giorni che ha monopolizzato il decoder sul canale dedicato a tutte le serie di Grey’s Anatomy, e io ho perso il senso della realtà e del tempo, e ho anche sviluppato un eritema da serie tv: con qualcuno mi devo sfogare…)

  5. Il problema è che la narrativa è un mass media e come tale sta diventando uno strumento di Potere, ossia di manipolazione collettiva. Come diceva Pasolini parlando di Pavese un narratore dove porre domande e sollevare problemi, se non lo fa non ha nulla da dire e se non ha nulla da dire è perchè ciò che dice è già stato ripetuto all’infinito dal media system. Mi vengono in mente molti esempi: dallo stesso Pavese a Sciascia ieri, come da Saviano o Wu Ming oggi. La letteratura odierna crede di poter cavalcare il conformismo senza rendersi conto di esserne cavalcata.

    1. Uno storico (di cui ora non ricordo il nome)parlando della politica contemporanea ha detto che nei tempi passati erano i politici che dettavano i pensieri e le politiche del futuro ora invece sentono la pancia della massa e dicono cosa il popolo vuole (quando dico questo mi viene in mente Churchill contro il nazismo), ecco questo potrebbe essere traslato in tutti i campi e prendendo spunto dalle tue parole mi verrebbe da dire che la letteratura odierna come la politica del resto parte dagli istinti dell’uomo, nessuno ci mostra qualcosa di alternativo o meglio un pensiero alternativo, non giusto ma almeno per poter discutere Encefalogramma piatto! E questo libro sembra il frutto di questo pensiero.

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