Paranoia: che bella parola!

Negli ultimi tempi sono migliorata su molti aspetti, specialmente sulla socializzazione. Partecipo a eventi dove ci sono più di dieci persone e sono più sorridente e ho diminuito la mia voglia di “prendere a calci in culo” l’umanità ma la mia paranoia quella non è diminuita .

L’altra sera, per esempio, con una signora parlavamo dei palazzi di Mestre e lei diceva con convinzione che un grattacielo in Corso del Popolo pendeva a sinistra. Il mio amico dai capelli rossi, che ha altre fisse come i germi, le ha risposto che non è vero. Io invece sono partita per l’autostrada paranoia anche perché sotto quel palazzo vado in palestra (eh sì vado anche in palestra) e quando siamo tornati mi sono fermata sotto il palazzo per controllare. Mi sono posizionata per guardare il palazzo da varie prospettive e ho anche attraversato la strada per osservare meglio. Secondo me pende, secondo il mio amico no e nella discussione ho anche coinvolto due signori anziani che mi hanno dato ragione. Il mio amico ha affermato che i paranoici sono convincenti e carismatici, non ho capito se fosse un complimento o no.

Il mio amico è convinto che è colpa di alcuni scrittori che leggo ossessivamente, afferma che alimento la mia paranoia con libri e musica ma io mi sono difesa affermando che i Radiohead sono già stati eliminati da anni. “Questa è una cosa buona giusta ma non hai eliminato DeLillo e Pynchon, fortuna che David Foster Wallace si è ucciso”. L’ultima cosa su DFW l’ho trovata di cattivo gusto ma non ho detto niente.

I libri che hanno alimentato la mia paranoia:

  • “Infinite Jest” di David Foster Wallace
  • “Rumore bianco” di Don DeLillo
  • “L’arcobaleno della gravità” di Thomas Pynchon
  • “Il Cerchio” di Dave Eggers
  • “1984” di George Orwell
  • Confessioni di un artista di merda” di Philip K. Dick
  • “Ghiaccio nove” di Kurt Vonnegut

Io non credo di essere così grave ma è anche vero che alcuni tratti dei paranoici mi appartengono come dare più importanza al linguaggio non verbale delle persone, faccio un enorme fatica “a pulire” le frasi delle persone e sono una sospettosa su tutto ma lotto ogni istante contro la mia paranoia e vi assicuro che costa fatica.

State of things

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6 pensieri su “Paranoia: che bella parola!

    1. Lui afferma che Hitler e Stalin fossero paranoici ma nello stesso tempo carismatici ed è proprio per questo che hanno fatto quello che hanno fatto!!! Ma Hitler e Stalin se tu non fossi stato d’accordo ti eliminavano 😉

    1. Forse la voglia di paura, una sensazione forte, quindi una fuga da una vita tranquilla e la ricerca di mondi e situazioni paralleli ma questa è un analisi di una paranoica quindi altamente sconsigliata 😉

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