Leggere non è peccato

Siamo in estate e finalmente anch’io partirò per le vacanze ma prima di eclissarmi dal mondo volevo partecipare a questa iniziativa. Leggere non è peccato  Ora chi legge questo blog da molto tempo sa che sono leggermente asociale e non amo partecipare a premi o catene Sant’Antonio ma siccome ultimamente mi sto aprendo con il contagocce (questo deve essere sia chiaro) ho deciso di partecipare.

L’iniziativa consiste nel rispondere a queste tre domande che vedete nel post. Colgo l’occasione di salutarvi (socializzare significa anche un po’ addolcirsi). In vacanza con me estate 2016 Truman Capote “Dove comincia il mondo”, Jonathan Franzen “Più lontano ancora” e William Finnegan “Giorni Selvaggi” questo è sul surf ma voglio sottolineare che io non faccio surf!

E ora partiamo con le tre domande:

Quali sono i 3 motivi che ti spingono a leggere?

Quando si legge un libro alcune cose succedono nel cervello. Facciamo un esempio. Leggendo “Il senso di una fine” di Julian Barnes ad un certo punto l’ex moglie del protagonista afferma che ci sono due tipi di donne sulla terra (non sto a dirvi i due tipi perchè non rendo la vita facile a nessuno) e zac! Inizi a chiederti che tipo di donna sei, insomma inizi a fare una ricerca e alla fine come scriveva Marcel Proust ”Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore e’ soltanto una specie di strumento ottico che e’ offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso”. Ecco, ho reso bene l’idea? Potrei andare avanti con molti libri che diventano una specie di strumento ottico ma manca qualcosa, è riduttivo pensare  siano solo questo. Certo, i libri servono per conoscere altri paesi, posti dimenticati da Dio o no? Vediamo Musica rock da Vittula. Vittula dove cacchio è? Oppure ricette e tradizioni di altri continenti. Per esempio, il menù della festa del Ringraziamento negli Stati Uniti d’America dove volete che io l’abbia saputo? Dai libri, naturalmente. Insomma numerose sono le pagine che fanno scoprire una miriade di cose del passato, presente e qualche volta anche del futuro (quelli di Don DeLillo si dice in giro che sono profetici). Pensate solo alla letteratura vittoriana. Non vi dico che piacere provo quando leggo un Trollope o un Dickens oppure Anna Karenina potrebbe insegnare molte più cose sui matrimoni che tutti i corsi pre-matrimoniali messi insieme. Eppure secondo me c’è molto di più. Ho sempre sostenuto che i libri servono per conoscere anche le persone oppure riesci a capire meglio le situazioni ma era una mia tesi non sostenuta da nessuna ricerca scientifica. Non vi succede mai di avere una vostra teoria ma, giustamente, non supportata da ricerca scientifica risulta agli occhi degli altri “un’emerita stupidaggine”? Io, tante volte.

E quindi, rullo di tamburi, la mia emerita stupidaggine è supportata da una ricerca scientifica: la letteratura e quindi leggere potrebbe aiutarvi a sviluppare alcune abilità sociali, come capire lo stato d’animo altrui. Limitarne lo studio a scuola potrebbe quindi avere conseguenze negative, scrive Science, per lo sviluppo dell’individuo e il suo inserimento nella società. La ricerca ha preso in considerazione gli effetti a breve termine della lettura di testi di saggistica o di letteratura. Tra i testi di finction non sono stati inseriti best seller o lettura “facili”, ma libri come The Runner di Don DeLillo o, classici, come Il camaleonte di Cechov. Un gruppo di volontari non leggeva nulla e passava direttamente alla fase successiva del test, in cui veniva chiesto di guardare una serie di foto di occhi e di ipotizzare le emozioni che esprimevano. Chi aveva letto i brani letterari otteneva un punteggio superiore rispetto ai volontari degli altri due gruppi. Per ora l’ipotesi è che mostrando la complessa vita di altre persone, seppur immaginarie, e considerando più punti di vista, la letteratura potrebbe aiutare a sviluppare la teoria della mente e la corretta attribuzione di stati mentali degli altri insomma i libri potrebbero aiutarvi a capire il mondo che vi circonda e sviluppare l’empatia. Avete capire bene? Vi sembra poco? A me sembra un grande inizio per comprendere anche il cervello e i nostri comportamenti quindi leggere serve ad evolvere e allego una bella canzone per poter festeggiare tale scoperta scientifica che rende noi lettori delle persone con dei super poteri!

I can talk – Posso parlare

You won’t believe what I tell you –

http://www.youtube.com/watch?v=GAzZfzMk7dE

Quali sono i 3 libri che consiglieresti a chi non legge?

Consigliare dei libri sembrerebbe facile ma non lo è. Bisogna tener conto di molti fattori, il più importante sono le preferenze di chi vuole essere consigliato. Per esempio, a chi non piace la fantascienza non consiglierei mai “Guida Galattica per autostoppisti” oppure Asimov. Nella mie esperienza di “spacciatrice” di libri questi tre risultano i più amati da tutti e quindi:

  1. Una banda di idioti di John Kennedy Toole. Il suo personaggio Ignatius Reilly e le situazioni surreali vi faranno divertire.
  2. Vacanze matte di Richard Powell. Una famiglia “anarchica” americana che sconvolgerà la vita in una piccola città americana.
  3. Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace. Autore non facile, dicono, ma leggendo questo libro vi vergognerete di andare in crociera e riderete della nostra società del divertimento, insomma della serie “non prendiamoci troppo sul serio”.

Quali sono le 3 azioni che identifichi con il peccato?

  1. Il lamento. Lamentarsi è vergognoso. Oddio un po’ di lamento sì ma non fare del lamento una modalità di comunicazione. Le situazioni pesanti che viviamo ogni giorno possono essere modificate mettendo in campo azioni nuove e dove non è possibile si può sempre cambiare atteggiamento o no? Quando invece una persona, esempio, si lamenta del proprio lavoro sempre e non fa niente per cambiare quella situazione (cercando semplicemente un altro lavoro) ecco lì è vergognoso. E’ il peccato lo fa verso se stesso e verso gli altri.
  2. Vivere con gli stereotipi. In una scena del film “Tra le nuvole” con G. Clooney, questa è la scena  Gli stereotipi  Divertente? Molto e nel contesto del film anche giusta ma c’è gente in giro che vive di stereotipi. Le donne devono essere mamme sennò non sono donne. Gli uomini devono portare il pane a casa ma tutto questo dove sta scritto? Ma la cosa sconvolgente e che alcune volte li vediamo gli stereotipi e non c’è ne rendiamo nemmeno conto. Esempio, l’ultima pubblicità della Barilla dove c’è una bambina che cucina il sugo al papà camionista ma io domando “Ma perchè cacchio non avete messo un bambino?” Vedete? E la cosa sconvolgente sapete qual’è? La pubblicità è di Salvatores! E’ peccato parlare per stereotipi e giudicare.
  3. Essere non consapevoli. Questo è tasto dolente nella vita quotidiana. E facciamo anche qui un semplice esempio. Quante volte avete sentito una vostra amica o amico dire “Ho una marea di scarpe che non so dove metterle?” e tu rispondi “Non comprarle” e loro “Ma sono troppe belle e poi sono di moda” poi chiedetevi perchè abbiamo problemi con i rifiuti. Essere non consapevoli che le nostre scelte quotidiane possano influenzare il futuro ecco per me è molto grave. Non avere consapevolezza significa seguire gli istinti, gli animali seguono gli istinti, noi dovremmo pensare, istruirci e mettere in campo azioni da chi ha un cervello superiore di un leone (Nulla togliendo al leone, sia chiaro). Non sapere cosa si vuole dalla vita ci costringe a seguire mode, a credere che i mass-media dicono la verità e così atrofizziamo il cervello e questo è peccato grave perchè la vita è una sola.

 

Buone vacanza a tutti e resistete per vivere l’ennesimo autunno caldo italiano (c’è il referendum, ecco volevo solo “appallarvi” un po’)

 

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17 pensieri su “Leggere non è peccato

    1. Una cosa è certa sono in un periodo di transizione e non so come uscirò. Sono più disponibile verso l’essere umano insomma mi metto in gioco, cosa che primo non facevo chissà cosa succederà? Tra le nuvole è un bel film, semplice ma bello

  1. Grazie, Anifares, di aver partecipato, tanto più da asociale. Comunque ti capisco, forse il prossimo slogan che lancerò sarò “Asociale non è peccato”.
    Ps. Ma è un controsenso? si può essere contemporaneamente asociali e virali? Mah! 😉

    1. mi piace definirmi sofisticata ma corro il rischio di essere presa per snob … cosa che non sono! Altamente selettiva? 🙂 insomma non faccio niente per risultare simpatica E secondo me si può essere asociali e virali! Asociali nella vita dei social questo sicuro

  2. Ciao, felice di leggerti e di poter asserire che mai Proust fu più esauriente nelle sue spiegazioni. Ti sei snaturata solo un pochino tranquilla. Nemmeno io sono molto social, ma per amore della lettura ed il suo bene mi sono buttata in questo mare. Devo dire che il panorama è davvero molto interessante. Buone vacanze

  3. Non conoscevo la frase di Proust, mi ha particolarmente colpito.
    Forse leggere è davvero farsi colpire, trovare ben organizzata una tesi o un’idea che pensiamo rappresenti una parte di quello che siamo…

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