Sherlock Holmes e dintorni

“Lo sai che i rossi sono in via d’estinzione?”
“Allora li fotograferò tutti sul vaporetto Linea 2”
“Vuoi anche una mia foto?”
“Grazie, preferisco i rossi belli”

ARE WE READY?

Il mio ex-collega dai capelli rossi ha una paura fottuta del vaporetto. Io per rassicurarlo gli racconto che gli unici morti furono nel 1970 per un tornado di grado F4 quindi statisticamente i vaporetti sono ancora più sicuri degli aerei ma lui niente, al minimo ondeggiamento mi stringe la mano e mi dice che mi ha voluto bene. Io lo guardo incazzata anche perché sono impegnata sempre in letture e quindi ultimamente viaggiamo separati e così lui impreca liberamente e io cosa leggo ultimamente?

Quando gli esseri umani mi annoiano trovo rifugio nella letteratura alla ricerca di quei soggetti fuori degli schemi e quindi sto rileggendo Il mastino di Baskerville con protagonista uno dei miei personaggi preferiti della letteratura, signori e signore, Sherlock Holmes. Tanto è stato scritto su di lui ma Sir Arthur Conan Doyle deve essere solo ringraziato per questa creazione e cosa dice Sherlock embè lui dice che il mondo è pieno di particolari ovvi, che però la gente trascura sempre. E non sembra la frase adatta per l’uscita dell’Inghilterra dalla Comunità Economica Europea?

L’anno scorso l’informazione era tutta sulla Grecia e quest’anno sul paese di Dickens, vi assicuro che scasseranno le palle all’infinito e sentiremo cazzate megagalattiche. Tutti dicono la loro e quando scrivo tutti includo anche gli scrittori italiani che per sbarcare il lunario diventano opinionisti per ogni cacchio che succede nel mondo. Esempio: la scrittrice Murgia che appoggia la Clinton nell’elezioni insomma solo perché è donna, mi piacerebbe conservare in un faldone tutti gli articoli dei Murgia e Gramellini di turno quando scrivono come il vostro fruttivendolo, con tutto il rispetto per quest’ultimo. E anche qui viene in aiuto il personaggio Sherlock Holmes, quando il caro Watson lo descrive, afferma che il grande investigatore non è preparato su vari argomenti tipo: astronomia, letteratura, filosofia e politica, ecco ora invece siamo preparati su tutto e basta scrivere sulla tastiera per dire almeno due parole su qualsiasi argomento. Peccato che poi si scrivano cazzate senza tenere conto del passato e senza notare i particolari ovvi ma ormai l’occhio guarda solo avanti come i cavalli perché dobbiamo essere innovativi invece è sempre la solita minestra.

Torniamo alla Brexit. Siamo tutti addolorati del risultato del referendum perché loro sono Europa, perché a perdere sono stati i giovani fregati dai vecchi ubriaconi del venerdì, perché abbiamo paura che anche qui ci fottano in qualche maniera e l’informazione inizia la solita procedura: non farti capire un cazzo per aumentare la nostra paura e i particolari ovvi?

Ma quando siete andati a Londra vi siete mai sentiti in Europa? Io non mi sento a casa nemmeno a casa mia quindi sono fuori contesto. Partiamo dal modello semplice, il fatto che devi impegnarti ad attraversare la strada è un particolare non da poco per non parlare della cucina. E la regina? Dove vogliamo mettere la monarchia? E i telefilm inglesi? Insomma fortunatamente non sono mai stati Europa, culturalmente parlando, ma loro si sono mai sentiti Europa? Non credo, loro si sentono inglesi e fortunatamente lo sono.

Una cosa buona c’è in tutta questa storia, ora il TTPP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) è un po’ più lontano e io posso avere un po’ di tempo per studiarlo perché ho i miei dubbi ma non ci preoccupiamo troveranno come fregarci e far rientrare anche i nostri “europei” inglesi. Gioite consumatori, avrete sugli scaffali ancora più prodotti e così spenderete i vostri soldi e il vostro tempo in maniera più globalizzata. Il frigorifero vi parlerà e potrete scegliere anche il colore dell’interno, è sufficiente appoggiare la lingua sul frigo e avrete il vostro colore della giornata a secondo di come vi sentiate. Siete pronti?

Eravate pronti al concetto di Europa unita (o meglio c’hanno riempito con il concetto di Europa unita), i giovani giravano il mondo (perché prima i giovani erano chiusi in casa, non lo sapevate?) e questi inglesi se ne vanno? Forse si sono svegliati prima, non so però una cosa la so, l’Europa era nata per scongiurare altre guerre ma poi aggiungendo gli interessi economici e l’avanzare della Cina la cosa è un po’ sfuggita di mano ma non abbiate paura possiamo ancora aggiustare il tiro.

Prepariamoci ad un estate calda perché poi ci sarà sempre il solito autunno e abbiamo anche il referendum, per piacere, studiamo tutti e state calmi perché non saranno soli i rossi a estinguersi, loro saranno solo i primi, poi fortunatamente toccherà anche agli altri.

P.S: Ho usato il metodo deduttivo di Sherlock per scrivere questo post di quart’ordine. Mi perdonino gli scrittori-opinionisti, gli inglesi, il mio ex collega dai capelli rossi.

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4 pensieri su “Sherlock Holmes e dintorni

  1. Basterebbe fermarsi a contemplare invece che correre a comprare. una res cogitans però non è un buon consumatore meglio l’homo normalzzatus e standardizzatus (e pure rincoglionitus possibilmente).

    1. Basterebbe fermarsi per tre secondi e fermare la testa per non essere rincoglionitus (termine che mi piace tantissimo) ora lo ripeto nel cervello per tre minuti 🙂

  2. Forse e’ vero che gli inglesi non si sono mai sentiti completamente europei ma, avendo vissuto in Inghilterra per 6 anni, e tornando di frequente, posso dire che, dall’entrata dell’Unione, le grandi citta’ hanno perso quella patina di “englishness” e sono diventate piu’ contemporanee.

    1. Secondo me forse era solo estetica poi di concreto non c’era niente insomma un po’ come l’idea di Europa ma è anche vero che ci vuole tempo per creare e sperimentare un’idea nuova

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