Il paradiso degli animali

Mio figlio è un “fissato” per i documentari sugli animali e di quelle zone del mondo selvagge ricche di animali molto particolari e naturalmente in via d’estinzione. Siamo partiti dai dinosauri, poi abbiamo attraversato Darwin e la sua teoria dell’evoluzione della specie fino ad arrivare agli animali più strani. Tale “fissazione” lo porta a paragonare  gli animali e gli esseri umani per poi far nascere delle domande, tipo: Mamma, tra la teoria evoluzionistica di Darwin e la Bibbia, secondo te chi ha ragione? Alla sua stessa età facevo domande più semplici ai miei genitori, ma meglio così! I figli devono essere migliori dei genitori, sennò l’evoluzione della specie non serve ad un cazzo.

Mio figlio ha dieci anni, con tutti questi documentari, una cosa l’ha capita sicuro: la natura è di una cattiveria fuori misura. L’altra sera abbiamo visto un documentario sul lago di Natron in Tanzania. Secondo il documentario, questo fenomeno è causato dall’elevata temperatura dell’acqua capace di arrivare sino a sessanta gradi centigradi. Il contenuto minerale dell’acqua diventa denso a causa dell’alta temperatura, provocando una sorta di calcificazione negli animali che vi s’immergono, trasformandoli in perenni statue di vetro.Gli animali in statue

Quando io e mio figlio c’imbattiamo in qualcuno che afferma con estrema convinzione che è nella natura che trova la pace, io lo vedo che scuote la testa. Ho paura che inizia il monologo della “cattiveria” della natura elencando una serie di esempi a difesa della sua teoria ma mio figlio è migliore di me, conta fino a dieci! Parlategli della bellezza delle orche e lui vi risponderà che le orche sono dei cacciatori spietati tanto da indurre la tanatosi negli squali. Ma questo non è un blog dove parlo di mio figlio qui si dovrebbe parlare di libri e quindi vi parlerò di un libro che vale la pena di leggere – Il paradiso degli animali – di David James Poissant.

Quando andrete in libreria e leggerete dietro al libro “Questo libro è per chi sogna di viaggiare su un furgoncino Volkswagen in compagnia di un labrador nero, per chi ama i film di Wes Anderson e il deserto di Bagdad Cafè, e per chi a volte teme di essere un pazzo ma in realtà è caduto in un cerchio magico da cui riuscirà prima o poi a uscire” non dategli retta, anzi vorrei sapere chi cazzo ha pensato e – cosa più grave – scrivere questa frase perché il libro non è per niente per queste persone, direi, hippy o radical chic. Il libro mi è stato consigliato dal dott. Kambublus e mi aveva avvertito su questa frase perché lui mi conosce, se fossi andata in libreria e casualmente avrei letto questa frase, con il cazzo che avrei comprato il libro! Perché si viaggia solo con il furgoncino della Volkswagen? Anzi io quando vedo in tv qualcuno che parte con sto’ cazzo di furgoncino, cambio canale e poi perché il labrador nero? Non può essere un meticcio? E vai con gli stereotipi del cazzo che c’hanno incollato al cervello. Ma poi chi cazzo è Wes Anderson? Come siamo finiti in basso, si pubblicano i libri per lettori raggruppati per i loro interessi. Fanno il nome di qualche regista per accalappiarci, ma andate a cagare! Scusatemi, torno in me, il libro, sì sì il libro.

Il libro è una raccolta di 16 racconti, vi avverto tre sono della cagate pazzesche, ma sono brevi e quindi non perderete tempo utile della vostra unica vita ma gli altri 13 signori miei sono la perfezioni delle short-stories e uno “Come aiutare tuo marito a morire” vi farà sussultare il cuore per quanto è scritto bene, cazzo, quando si legge buona letteratura i sensi si attivano tutti all’unisono! Altri vi faranno sorridere e riderete immaginando solo le scene che lo scrittore descrive. Altro che le ricette di Gracco-lo squarcione e i suoi compagni di merenda. Questo Poissant possiede tutte le carte in regole per entrare nell’Olimpo della buona letteratura del secondo millennio con una scrittura pulita e onesta.

I protagonisti di questi racconti sono persone particolari che si trovano ad un bivio e dove la loro scelta li porterà su altri binari della vita, episodi della vita che potrebbero togliere la cataratta sugli occhi oppure continuare e far finta di niente, naturalmente ci sono tanti animali ma non danno fastidio alla narrazione (come gli insetti di Nicola Lagioia in La Ferocia). Gli animali servono ai protagonisti delle storie per aprire i loro occhi oppure per rovinare la loro vita per sempre, insomma non stiamo insieme anche agli animali su questo piccolo pianeta? Non siamo collegati anche a loro?

E come gli animali noi emigriamo, ci spostiamo in cerca di terre migliori dove possiamo sopravvivere ma anche qui, come gli animali, muoriamo per tante ragioni e non arriviamo a destinazione. Solo i più forti e i più veloci riusciranno nell’impresa. E come gli animali ci uccidiamo per sopravvivere, ora mi direte, ma gli animali si uccidono per mangiare, noi per motivi futili, come i soldi! Non è vero! Mio figlio vi risponderebbe che gli animali uccidono anche per dimostrare chi è il più forte oppure per allenarsi oppure per controllare le nascite insomma la natura è un cazzo di mostro e noi facciamo parte dell’ingranaggio e Poissant lo illumina con una scrittura stratosferica!!!

Una via d’uscita?

Spaceman

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4 pensieri su “Il paradiso degli animali

  1. Vorrei che tuo figlio “è un cazzo di mostro ” di curiosità ma mi dispiace. È pur sempre un ragazzo molto giovane che sta rapidamente crescendo. Quindi cancello il “cazzo”

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