Sister Carrie e dintorni

Quando sono rientrata dalle vacanze ho ricevuto una telefonata dal mio dott. Kambublus. Era euforico perchè aveva letto un libro di un certo Dreiser e mi ordinava la lettura. Sono uscita dal mio centro d’accoglienza e sono andata in libreria a comprare “Sister Carrie” di Theodore Dreiser senza pensarci un attimo, io mi fido del dottore. “Non leggere la prefazione, è piena di spoiler” sono state le ultime parole della telefonata “Va bene” ho risposto come un soldatino.

Libro pubblicato nel 1900 in America racconta la vita di una giovane donna che dalla campagna  decide di andare a cercare lavoro a Chicago e non ho nessuna intenzione di andare oltre. La storia è avvincente ed è piena di personaggi indelebili ma non contenta, ho continuato la mia conoscenza di questo scrittore leggendo “Una tragedia americana”. E allego a questo libro un mio ricordo. Mio padre è un fans accanito di Montgomery Clift e quindi da piccola ho visto tutti i suoi film compreso “Un posto al sole” che è tratto proprio dal libro di Dreiser. Ricordo ancora la scena dell’annegamento e del conseguente processo e posso solo dire che Montgomery Clift era un grande attore perchè riuscì a interpretare in maniera perfetta il turbamento descritto da Dreiser del protagonista nel libro.

La scrittura di Dreiser è pulita, asciutta ed è adatta per raccontare le storie che vuole presentare. Storie del primo Novecento americano. Storie di cambiamento nella società americana e storie che fa grande l’America un grande posto. Una scena nel libro fa capire tutto, la protagonista con il calesse fa una passeggiata per Chicago e arriva in una strada ma ci sono solo i marciapiedi, l’illuminazione e niente di più. Immaginatevi la scena, una strada che va nel nulla ma una strada asfaltata con i marciapiedi e i pali della luce, vi starete chiedendo perchè, anche la protagonista lo chiede al suo accompagnatore e lui cosa risponde? “Hanno calcolato l’arrivo ogni anno di 50.000 persone a Chicago e hanno deciso dove far sviluppare la città”. Avete capito? Nel 1900 Chicago programmava, noi in Italia l’unica cosa che programmiamo negli uffici sono le richieste delle ferie!

Sister Carrie è un libro che attraverso la sua protagonista racconta l’industrializzazione di un paese e il cambiamento che ne consegue. Leggerlo fa capire che indietro non si torna e che bisogna solo andare avanti. Sister Carrie che da la soluzione al capitalismo nelle ultime pagine del libro attraverso i libri di Balzac e Thomas Hardy e non scrivo altro.

Dreiser è un grande scrittore e forse poco conosciuto in Italia ma il suo Una tragedia americana è un libro apri pista per un altro libro “A sangue freddo” di Truman Capote. Ricordate il libro? Tutti si fermano alla superficie, il libro possiede una forte connotazione sociale e pone una grande domanda: Quando un essere umano è pericoloso per la società che dobbiamo farcene? E poi c’è quello di prevenire devianze o maltrattamenti perchè, mi dispiace dirlo, questi si ripercuotono nella società del futuro. Una tragedia americana pone le basi a quello che potremmo definire “omicidi sociali” cioè omicidi che nascono da dinamiche deviate della società. Prendiamo il protagonista del libro, lui uccide una donna povera perchè lei incinta di lui, è un ostacolo per sposare un’altra donna ricca. La vittima è la povertà e il passato e l’altra è la ricchezza e il futuro. Ricordate Pietro Maso? Nel 1991 uccise i genitori per avere l’eredità. Il ragazzo voleva fare la bella vita, coerente con gli anni ’90, quindi uccise. Questi dovrebbero essere i segnali ma noi siamo impegnati a gestire sempre le continue emergenze che non abbiamo tempo e nemmeno le capacità per notarli.

Theodore Dreiser, Charles Dickens, Truman Capote, John Steinbeck e Richard Yates (aggiungete se volete) hanno la capacità di vedere i segnali e di creare capolavori immortali. Questi scrittori stimolano la capacità di osservare con una lente d’ingrandimento storie piccole che sono elemento caratterizzante di una società. Prendiamo per esempio la banda dell’Uno bianca, poliziotti deviati e ora che succede? Poliziotti che uccidono in determinate situazioni, la cronaca è piena di esempi ma nessuno si è posto una semplice domanda: Perchè? Perchè il sistema non gira, perchè un poliziotto arresta uno spacciatore e dopo due giorni quello è fuori e quindi cosa esce? Frustazione e cosa produce la frustazione? Danni per tutti. La logica è semplice. Non fa una piega però noi costruiamo ore e ore di dibattiti senza produrre niente. Parole su parole. Emergenze su emergenze ma perchè poi viviamo in questo paese sempre in emergenza? Semplice, in emergenza i soldi non vengono controllati, arrivano a pioggia e ritorniamo al punto di partenza, vogliamo vivere tutti in prima classe e vogliamo vivere sulle spalle dei più deboli.

Mentre Dreiser pubblicava Sister Carrie, un altro scrittore Sinclair Upton con un altro grande libro “La Giungla” descriveva il lavoro nei macelli di Chicago insomma la mia prossima lettura e chiediamoci perchè i sindacati in America non sono come i nostri!

I can change (Bronski Beat)

The Right Profile (Montgomery Clift)

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10 pensieri su “Sister Carrie e dintorni

  1. Tragedia Americana e Dreiser hanno una loro notorietà anche qui in Italia. A Sangue Freddo poi è un capolavoro, io che non finisco molto spesso i libri, non importa se famosi, Truman C. l’ho letto fino all’ultima parola.
    Upton Sinclair e soprattutto Steinbeck (Furore!!!!) sono tra i miei ricordi di lettura palpitanti. Periodo d’oro, a mio avviso, della letteratura americana e non.
    La tua analisi sociale, a partire dai titoli citati, e se vogliamo anche senza quei libri, è molto interessante. Anche le osservazioni a margine, dovrebbero indurre a riflettere sul presente in prospettiva futura.

    1. Domanda a un quarantenne lettore “Conosci Dreiser?” e poi ne riparliamo. É conosciuto in certi ambienti, nn é Dickens e nemmeno Steinbeck. La mia analisi del futuro nn é confortante. Hai letto “La ferocia” di Lagioia?

      1. Ti concedo che un lettore quarantenne non conosca Dreiser, e poco male se conosce dell’altro che valga la pena di essere conosciuto. Non è solo la tua analisi del futuro ad essere sconfortante, ahimè.

    1. Match Point é quel film con l’ex tennista ambientato a Londra dove c’è anche il bellissimo Rupert Penry-Jones?? Ma sei sicura che é tratto da Una tragedia americana? Ho letto Dos Passos con il suo 42 parallelo ma tanti anni fa peró ricordo di avere un buon ricordo. Seguiró il tuo consiglio. Grazie

  2. il film di Woody Allen (si, è quello del tennista etc) non è dichiaratamente tratto dal romanzo di Dos Passos. nei titoli di testa e nemmeno in quelli di coda c’è alcun riferimento. Ma chiunque veda il film ed abbia letto il romanzo non può che fare Due +Due.

    Se poi vogliamo aggiungere lo splendido sceneggiato RAI (di quando la Rai era la Rai) tratto dal romanzo di Dos Passos… Ecco che il cortocircuito è bello che pronto.

  3. Coincidenze. (Ti leggo solo oggi: circostanze). Letto/riletto, quando rileggi per me è un po’ la prima volta, non sono come ieri. Dicevo letto Steinbeck “Furore” e “A sangue freddo” , per chiudere il cerchio mi sono regalata anche la visione dei film, meritano ( Henry Fonda e Philip Seymour Hoffman). Perchè alla fine della fiera continuiamo a chiederci e basta, in giro domande, sconcerto e tutto immoto.

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