Mountain At My Gates

Io vado in vacanza da cinque anni sempre nello stesso posto e alcuni rimangono sconvolti da questa mia decisione chiedendo “Ma non ti annoi ad andare sempre allo stesso posto?”. Premetto che sono cazzi miei dove voglio annoiarmi (anche la noia serve) e poi vorrei sottolineare che per una come me trovare un posto dove mi sento “bene” è una grande difficoltà e quindi stranamente quando lo trovo mi fermo ed è proprio nella noia che mi riposo, non corro il rischio di essere alla ricerca di nuovi ristoranti o cazzate del genere (a casa non voglio tornare con storie da raccontare).

Nel posto dove dovrei annoiarmi il mio telefono non squilla mai perchè è fuori dall’Italia, sono solo io che telefono dalla cabina telefonica e scelgo con chi comunicare. Comunicazione selettiva, la definisco e voi non comprenderete mai la mia felicità quando posso attivarla.

Nel posto dove dovrei annoiarmi, ho letto Tolstoj, Proust, Balzac, Faulkner e Dostoesvkij, cosa cazzo devo annoiarmi? Nel posto dove dovrei annoiarmi i miei pensieri sono puliti e arrivano al mio cervello non disturbati.

E nella noia tutto si guarda con un certo distacco anche l’Italia. Questa sensazione è già stata provata quando lavoravo in Kosovo, a Genova ci fu il G8. Non c’è bisogno di dire cosa successe in quei giorni ma vi posso dire che io guardandovi da una guerra vi vedevo come in una gabbia di pazzi (il Kosovo mi sembrava coerente) e  quest’anno ho rivissuto la stessa sensazione.

Quando stavo in Kosovo una volta a settimana andavo in un manicomio e precisamente il manicomio di Stimlje (provo una certa tenerezza per i pazzi, li attiro). In questo bellissimo posto ho visto pazienti mangiare nelle ciotole dei cani ma lasciamo stare, non voglio deprimervi. Nei manicomi ci sono i pazienti che stanno vicino ai cancelli tutto il giorno e salutano felici, guardano fuori e forse sognano un’altra vita, poi ci sono i pazienti che fuggono, poi ci sono quelli che urlano, quelli che si prendono a pugni e poi quelli che rimangono immobili fuori anche sotto la pioggia e se non fosse per qualche infermiere che non va a prenderli rimarrebbero lì fermi, ecco l’Italia è un manicomio con ognuno la sua posizione!

Il manicomio di Stimlje dopo la guerra era un inferno (ah vi dico che c’erano anche bambini autistici) e quando io sono tornata in Italia era diventato un manicomio decente. Avevamo creato un’area della struttura solo per bambini e nessuno mangiava più nelle ciotole. Mi chiedevano sempre delle sigarette ma nei manicomi succede sempre e mi piaceva quando i pazzi mi sorridevano e mi mostravano i loro denti rovinati. Io sorridevo con loro, era una forma di amore anche quel sorriso. I pazzi che amavano stare fuori tutto il giorno furono utilizzati per pulire il giardino ed erano proprio carini quando passavi vicino al cancello e ti salutavano con il rastrello! Quelli che si davano i pugni furono messi con i catatonici e quelli che urlavano furono utilizzati per dare gli annunci insomma ognuno aveva il suo schifoso ruolo e quelli più pericolosi furono rinchiusi.

Anche “Vizio di forma” di Thomas Pynchon è un manicomio. Tutti drogati, tutti pazzi ma c’è Doc Sportello che porta avanti disperatamente un’indagine e non si arrende anche sotto l’effetto di droghe anzi lo aiutano. Ora non vi ho detto che dovete drogarvi per uscire fuori dal tunnel Italia (però a qualcuno potrebbe servire, pensandoci bene).

Ah quanto mi piace Pynchon (non tutti lo apprezzano, solo i pazzi amano Thomas) e i manicomi! E quanto mi piacciono i Foals specialmente in concerto! Non sapete cosa vi perdete. Il cantante Yanis, oltre ad avere in comune con me l’altezza e lo stesso taglio di capelli, è greco ecco anche la Grecia è un altro manicomio! Non si dice “Stessa faccia, stessa razza”?

Vedete, siamo tutti collegati: paesi, persone, guerre, libri, musica, pazzi fuori e dentro dai manicomi e qual è la soluzione?

Staccarsi dal computer, annoiarsi, smorzare la rabbia e buttarsi nella mischia. Guardare i pazzi negli occhi. Ascoltare i Foals e leggere Pynchon in Croazia perchè cazzo la perfezione esiste, serve solo prendere i pezzi giusti e affrontare la montagna alle porte.

Guardate fuori dal cancello! Non voltatevi verso il manicomio! Non ascoltate italiano! Non leggete italiano! E’ sempre la solita minestra … fuori … fuori … fuori dal cancello.

Alzate il volume e lasciatevi andare. Buon ascolto!

Mountain at my gate

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