La mia guerra all’indifferenza – Parte seconda –

Io e il mio amico entriamo alla Vite Rossa e i proprietari si esaltano. Abbracci e baci e il cameriere domanda “Hai ancora le tue posate con il sacchetto rosso?” “Certo” risponde il mio amico. Ci sediamo tranquilli sempre al nostro tavolo, angolo sinistro nella seconda sala. “Sono stato a casa per quindici giorni per decidere cosa fare nei prossimi mesi” inizia lui. Io ascolto e mi massaggio il collo “Sei nervosa? “. Potrei dire che ho dormito male, potrei sparare le più grandi bugie di questo mondo perchè sono brava in questo e invece dico “Sono nervosa perchè non so cosa dirti e chiederti” “Ora non farmi ridere. Tu che rimani senza parole mi sembra un evento eccezionale” “Allora ti dico, stai tranquillo che sei tornato a casa. Lascia alle spalle tutto e torna a lavorare con me” “Cazzate, stai dicendo cazzate e lo sai” “Ascoltami bene non possiamo mangiare in silenzio e ritornare a mandarci a quel paese come prima che partissi?” “No e comunque io questo libro di Jean-Sèlim Kanaan lo conoscevo già” dice e io ho la possibilità di parlare del libro  quindi cambiare la prospettiva.

“Dov’eri quando è morto? Lo ricordi sicuro, è vero?” domanda

“Certo, ero in Albania, in un posto sperduto nelle montagne in mezzo alle capre e avevo il bagno fuori dalla casa. Un periodo felice e arrivò la notizia dell’attentato a Baghdad dove morirono dei cooperanti”

“Cooperanti come te e me e con chi commentasti la notizia?”

“Con le capre! Con chi cazzo doveva commentarla? Ero sola in Albania a seguire un progetto sanitario” rispondo

“Io nel 2003 stavo in Bosnia e mi divertivo tanto”

“Anch’io mi divertivo tanto con le capre ma anche con le pecore, devo essere sincera. Oddio le capre sono più, diciamo, selvagge invece le pecore più pacifiste”

“Divertente ma perchè rimaniamo colpiti solo dalle notizie che sentiamo più vicine a noi? Perchè sentiamo nostri dei problemi e invece di altri non c’è ne frega un cazzo e rimaniamo indifferenti? Funziona così anche con le guerre, lo sai?”

“Priorità? Selezione? Empatia? Sopravvivenza dei neuroni o non voler semplicemente scegliere?” rispondo

“Perchè sei partita per il Kossovo e non per la Tanzania?” continua

“La verità? Volevo vedere che se le stronzate che scrivevano i giornali fossero vere. Non volevo essere una passiva ma avere una parte attiva, volevo sporcarmi le mani e forse anche l’anima e invece sono tornata con una forte incazzatura verso gli esseri umani e il mondo intero. Ho semplicemente scelto la mia posizione ma tu hai letto sto’ cazzo di libro si o no?” domando

“No, ho avuto sempre paura. Paura di leggere la mia vita e considerarla sfigata e poi lui è morto”

“Sfigati lo siamo tutti quindi non hai niente da temere e poi tu sei vivo” dico mentre sorrido

“Tu sei cambiata e credo in meglio”

“Vedi, tu vai in guerra e io miglioro qui a Mestre forse il mondo ha speranza. Ma leggilo il libro perchè alla fine potresti trovare le parole per spiegare quello che senti. La maggior parte delle persone cerca nei libri: belle parole, citazioni da poter condividere, emozioni, amore, mistero, avventura e sesso naturalmente ma poi c’è una parte che cerca nei libri le parole per sentirsi meno soli. I più sfigati leggono per dare un senso a quel malessere che in un determinato giorno li ha colpiti al centro dei polmoni e non sanno come cazzo chiamarlo ma cosa più grave non sanno come curarlo e poi ritieniti sempre fortunato perchè tu sei ritornato vivo e Jean-Selim no ma il suo libro potrebbe aiutarti a sentirti meno solo in un momento che tutti ti direbbero – Allora com’era la Siria –  e a te si alzerebbe la pressione credo in un secondo con il rischio di un bel ictus o no?”

Lui sorride e domanda “Come lo chiameresti il mio dolore al centro dei polmoni?”

“E’ semplicemente paura, ma ora mangiamo”

Quando siamo usciti mi sono accessa una sigaretta e ho guardato il cielo nuvoloso e ho detto “Vedi che bel sole che c’è” “Ma ci sono le nuvole!” “Illuso, il mondo non è mai come lo guardi in fondo come dico ultimamente, Il sole te lo porti dentro” e abbiamo iniziato a ridere insieme!

https://www.youtube.com/watch?v=TsB-EBtEwPk

Annunci

9 pensieri su “La mia guerra all’indifferenza – Parte seconda –

    1. No veramente fuori alla Vite Rossa esistono i posacenere!! Come la maggior parte dei locali in questa città e poi ci sono anche per le vie principali contento???

  1. I Turin Brakes sono un mio vecchio amore, ultimamente si sono persi un po’… prima erano più cupi e forse più adolescenti ma perdono tutto e poi mi piacciono perchè sono rimasti fedele agli esordi sembrano quasi rifiutare il grande successo e rimanere nella nicchia!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...