Il Cerchio

La sensazione che si prova quando si termina Il Cerchio di Dave Eggers è semplicemente ansia e una domanda si fa strada nel cervello “Dove stiamo andando?”. Io sono pessimista e quindi non dico niente anzi io non sono pessimista, cazzo. Io vedo il presente, io leggo quelle piccole cose che mi fanno comprendere che il futuro non è roseo e quando la bomba esplode (con bomba intendo dire situazioni economiche, politiche e sociali)  tutti a domandarsi “E ora che si fa?” e che cazzo vuoi fare è troppo tardi per sistemare le cose. Devi solo capire come sopravvivere.

Io quando ho terminato Il Cerchio ho pensato a due libri in particolare, una specie di percorso. Il primo è Oralità e scrittura di Walter J. Ong ed è un saggio, un bellissimo saggio che sottolinea l’importanza del passaggio a società ad oralità a società che iniziarono ad utilizzare la scrittura e scusatemi che questo sia un passaggio da poco non avete capito un cazzo del mondo. La scrittura portò un cambiamento nel percepire l’essere umano ma la scrittura senza la lettura non è niente e quindi passiamo ad un altro bellissimo saggio: “Proust e il calamaro” di Maryanne Wolf. Il secondo saggio che vi presento invece parla della lettura come un’attitudine non naturale dell’uomo, ma è una sua invenzione, forse la più geniale, che risale a 6000 anni fa in Mesopotamia, con la scrittura cuneiforme dei Sumeri. Il cervello per imparare a leggere fa uno sforzo inimagginabile credetemi, crea sofisticati collegamenti tra strutture e circuiti neuronali in origine preposti ad altri più basilari processi, come la vista e la lingua parlata in fondo si dice che il cervello è plastico (peccato che noi ci riduciamo quasi sempre al modello base).

E oggi? Con l’avvento della cultura digitale e il suo privilegiare l’immagine rispetto alla scrittura, ci troviamo davanti ad un altro cambiamento e non c’è ne rendiamo conto. Invece chi ha compreso benissimo la cosa è il marketing e i social-network. Loro ci stanno sempre più connettendo tra di noi per incastrarci e il libro di Eggers parla proprio di questo con scenari catastrofici.

La storia è semplice. La protagonista Mae (che io ho odiato per tutto il libro) viene assunta da questa grande società che si chiama Il Cerchio. Il Cerchio è un posto con bellissimi uffici, cibo, attività ricreative gratuite insomma un luogo dove ad ognuno di voi piacerebbe lavorarci (io preferisco altro) e talmente perfetto che Mae dopo pochi giorni odia tutto ciò che è fuori. Mae diventerà schiava di una telecamera che avrà al collo, diventerà schiava dei suoi Mi piace e si comporterà benissimo perchè ci saranno 1.000 persone che la giudicheranno ogni tre secondi. Mae che è connessa con tutto il mondo per 24 ore su 24 e dove la privacy è un furto.

Il libro è un po’ scontato in alcuni punti ma deve essere letto per capire dove stiamo andando e come la connessione con il mondo intero ci rovinerà l’esistenza quotidiana e futura. C’hanno fatto credere che siamo tutti scrittori, fotografi e grandi pensatori! Stronzate! Abbiamo whatapp che ogni tre secondi ci rompe il cazzo con faccine e lampi e tuoni.”Che stai facendo?” “Cazzi miei”!

Nel libro “La scopa del sistema”, David Foster Wallace parla dell’incapacità dell’essere umano di “rompere la membrana”, dell’incapacità di andare verso l’Altro, di essere talmente concentrati su se stessi che l’Altro è visto come un nostro prolungamento e quindi mi domando, nella società in cui viviamo dove le nuove forme di comunicazioni ci allontano sempre di più dalla fisicità come cazzo faremo a “rompere la membrama”? Diventemo tutti satelliti all’interno di un cerchio?

Previsioni del tempo, foto di cani e gatti, bambini obesi, panorami piatti, banche online, selfie di sfigati, grammatica online, domande e risposte in tre secondi, ricette vegane, outfit di tendenza, mamme on line, libri online e non memorizziamo un cazzo!!! Un cervello imbottito di nozioni inutili.

Io non so che cazzo di fine faremo ma di una cosa sono convinta, dovremmo prenderci più tempo per pensare prima di scrivere qualcosa. Il tempo? Grande incognita della nostra esistenza.

Ci controllano il nostro presente per non avere un nostro futuro. Il nostro futuro sarà deciso da questi MI PIACE! Dicono che essere tutti connessi ci rende più uguali, io non lo so ma di una cosa sono certa, essere tutti connessi mi rende ancora più sociopatica e alimenta la mia paranoia! E poi cazzo, non siamo tutti uguali! E basta con questa grande illusione!

Io voglio vivere cercando di rompere la membrana e continuare a guardare le persone negli occhi per poi anche mandarle a quel paese con classe però e non dietro una tastiera!!!

https://www.youtube.com/watch?v=rISYCquFeI8

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