43 2014 400 2666

“Bene, disse il giovane Guerra, se vuol sapere cosa ne penso, non credo che sia vero. La gente vede quello che vuol vedere e quello che vuol vedere la gente non corrisponde mai alla realtà. La gente è vigliacca fino all’ultimo respiro. Glielo dico in confidenza: l’essere umano, in linea di massima, è quanto di più simile ci sia a un topo di fogna”

Ogni tanto compro l’Internazionale, questo settimanale offre sempre degli articoli su cui riflettere. Questa settimana c’è un articolo sui 43 studenti messicani scomparsi nel settembre 2014. Ho iniziato a leggere e il mio cervello ha iniziato il solito giochino: evidenziare le parole più ripetute nell’articolo. Succede anche a voi? Voi leggete tranquillamente e dopo un po’ le parole più ripetute nell’articolo diventano più grandi e vengono verso di voi?

Leggendo l’articolo, le parole evidenziate dal cervello sono state: polizia, scomparsi, narcotraffico, studenti, fosse comuni, ossa, ceneri, discarica, manifestazioni ed ecco il gioco è fatto, sono le stesse parole evidenziate nel libro 2666 di Roberto Bolaño con una solo differenza, nel libro la parola “studenti” è sostituita con la parola “donna”, il libro è ambientato in Messico e precisamente nella città inesistente di Santa Teresa (ricordate Macondo di Gabriel García Márquez? Santa Teresa è diversa)

2666 fu pubblicato nel 2004 ed è diviso in cinque parti, tutto ruota intorno ad uno scrittore tedesco dal nome Benno von Arcimboldi che si comporta come Thomas Pynchon e cosa c’entra lo scrittore tedesco? C’entra, c’entra.

2666 è un libro di quasi 1000 pagine, molto scomodo, molto pesante (come Infinite Jest di DFW), è meglio avvertirvi subito sulle cose negative così non perderete tempo e passate a leggere blog più contemporanei dei miei (Sanremo, politica, San Valentino e Isis) e poi non ditemi che non mi preoccupo per voi!

Ritorniamo a 2666, è diviso in 5 parti. Prima parte: la parte dei critici. Ci sono 4 critici letterali che condividono lo studio su questo scrittore Arciboldi e lo cercano (come i protagonisti di un altro libro di Bolaño dove cercavano una poetessa) e finiscono a Santa Teresa. Seconda parte: la parte di Amalfitano. Amalfitano è un professore dell’Università di Santa Teresa. Terza parte: La parte di Fate. Giornalista americano che deve fare la cronaca di un incontro di boxe nella città di Santa Teresa. Quarta parte: La parte dei delitti. In questa parte vengono descritte tutti gli omicidi verso le donne che avvengono a Santa Teresa. Quinta parte: La parte di Arciboldi. E’ il racconto della vita dello scrittore e dove finisce?

Non è un libro di fantascienza insomma non è ambientato nel 2666 ma potrebbe essere il nostro futuro e Santa Teresa potrebbe essere il presente e il presente non è il frutto del passato? Bolaño con il suo libro vi sballotterà nel tempo e nello spazio (Italia, Spagna, Inghilterra, Germania, Messico, Russia, Austria …) e non esiste un attimo di riposo. Entrate in 2666 e troverete l’orrore del nostro mondo. Se Cormac McCarthy utilizza la frontiera per farci entrare nell’orrore, Bolaño utilizza tutto il mondo e tutta la Storia possibile, quasi per farci comprendere che nessuno si salva e che la letteratura non serve ad un cazzo e niente e nessuno ci salverà. Avete letto Infinite Jest di David Foster Wallace? L’effetto è lo stesso.

I personaggi sono tanti, si rincorrono e vengono presentati da diversi punti di vista e tutti allegramente vivono, a modo loro, l’orrore che incontrano durante la loro esistenza e che vive, forse, dentro di loro (professori universitari che pestano senza un motivo un tassista a Londra, donne che scompaiono a Santa Teresa, la II guerra Mondiale, l’Olocausto).

Santa Teresa è come Macondo di Gabriel García Márquez ma la scrittura di Bolaño non possiede niente di magico e romantico, possiede energia che vi sballotterà.

Nell’articolo dell’Internazionale non si riescono a contare quanti sono gli studenti scomparsi negli ultimi anni in Messico ed è la stessa cosa che succede leggendo 2666, non si riescono a contare le donne che vengono uccise a Santa Teresa e forse, anche qui, è un gioco che fa il cervello per nasconderci l’orrore che ci circonda. Persone che scompaiono e non si trovano più. Un orrore continuo nel tempo e nello spazio al quale, quasi per difenderci, non c’interessa e invece Bolaño crea un capolavoro!

L’assuefazione non è l’arma giusta per difenderci dall’orrore o dalla bellezza che ci circonda. L’assuefazione ci rende emotivamente inutili e la manipolazione diventa più facili. E il mio cervello produce un immagine chiara. Un mondo di assuefati che si sposta al comando di un urlo “Tutti per Charles Hebdo” e voilà i cartelloni per il francese di turno! Forse senza manco conoscerlo chi cazzo fosse sto’ Hebdo. L’immagine finale è tutti con il giornale sotto il braccio anche la vecchia che non parla francese e l’orrore continua!

Bolaño ha un’arma più potente: la scrittura e le parole!

Questo è un indirizzo utile nel caso vogliate saperne di più su questo scrittore:  http://www.archiviobolano.it/

https://www.youtube.com/watch?v=s5-TglwOhR4

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2 pensieri su “43 2014 400 2666

  1. Preziosa segnalazione l’archivio, grazie. Per me è terribile la costatazione nel reale del “sono tutti implicati” e la potenza delle parole di Bolaño la esprime tutta (forse è quella che a me pesa di più). Sull’assuefazione concordo pienamente, forse ci sono dentro anch’io chissà, disturbante il complesso del pappagallo (chissà se può starci questa definizione). Uno dice e l’altro ripete senza indagine, senza verifica… senza storia :/

  2. La sindrome del pappagallo? Mi piace questa definizione e forse avviene quando non ci sono due azioni fondamentali: ascoltare e pensare infatti costa troppa fatica ascoltare e poi per non parlare e di “pensare”!
    Dopo l’assuefazione viene la sottomissione ma tu non ci sei ancora perchè la bellezza ti fa ancora effetto, secondo il mio umile parere. E inoltre su quel “sono tutti implicati” io lo trasformerei in “siamo tutti implicati” perchè rende l’idea di più l’idea di comunità (non so se ti ricordi il libro di Singer ONE WORLD”)
    Sempre interessanti i tuoi commenti, grazie!

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