Passaggio in India

Dividere il Mondo in categorie rende più facile l’esistenza. Da quando sono nata nasce sempre una nuova categoria di persone. Secondo voi perché si divide il mondo? Qualcuno direbbe “divide et impera” e forse è vero ma dimentichiamo che con l’avvento del capitalimo non siamo visti più come persone ma come “polli da spellare” quindi si divide per vendere prodotti. Sei nerd? E ti vendo questo. Sei vegano? E ti vendo altro. Che bello credere di essere liberi e comprare cose che siano coerenti con le tue scelte.

La più grande divisione che è stata fatta è quella tra Oriente e Occidente e c’hanno rotto le palle con lo scontro di culture diverse. Gli orientali sono peggiori o migliori? Questo non lo so ma poi sono peggiori da cosa? Da noi occidentali? Dalla mia piccola esperienza nel girare il mondo e leggere libri non ho trovato il paese o la cultura migliore del mondo. Ho solo trovato delle parti di culture che mi affascinavano in qualcosa e ho “rubato”. La contaminazione non è una cosa pericolosa serve per aprire la mente e soppravvivere ai cambiamenti di stagione.

Non sono mai stata in Oriente ma ho studiato l’India e il Giappone e ho letto molti libri come “Ore giapponesi” di Fosco Maraini. Tra poco andrò in Turchia per lavoro e l’unico Oriente che ho conosciuto è stato in Kosovo, quando il Muezzin alle 6 di mattina nella città di Prizren iniziava a richiamare i fedeli dal minareto e vi assicuro che mi dava un fastidio enorme. Cercavo di ripararmi con il cuscino ma niente, poi una mattina decisi di uscire fuori e dalla terrazza ho goduto di uno spettacolo unico. Il minareto principale s’illuminava e poi tutti gli altri nell’alba estiva e questa voce che in un certo mi rilassava insomma avevo trovato il lato positivo per soppravvivere. Quando sono ritornata a casa, il muezzin mi è anche mancato. Gli esseri umani si adeguano a tutto!

La mia partenza per la Turchia è vicina e il libro di E.M. Foster “Passaggio in India” non è stato scelto a caso. Edward Morgan Foster mi ha sempre colpito per il suo stile elegante e poi nonostante sia contemporaneo a Joyce, lui non si diletta nel rivoluzionare la struttura narrativa. Lui sembra rifarsi un po’ agli ambienti di James. Sembra essere un cultore della Bellezza e della Verità. I suoi personaggi in tutti i suoi libri hanno uno spessore psicologico (e per questo mi ricorda H. James) e questo suo lavoro non vuole perderlo in nuovi esperimenti. Casa Howard è “un museo di mostri psicologici” dove la ricerca di cogliere ogni sfumatura produce quasi uno specchio deformante, della serie, se fossimo tutti guardati con una lente d’ingrandimento scopriremmo di essere dei mostri ma Passaggio in India è il suo capolavoro e m’incazzo da morire quando lo definiscono un libro dove Oriente e Occidente si scontrano, una riduzione superficiale e frettolosa di un grande libro. Non è un romanzo coloniale.

L’opposizione “Oriente-Occidente” viene sfruttata solo per poter scrivere della vera opposizione che si crea ogni giorno nella nostra vita e cioè “Io e l’Altro”. Romanzo complesso “Passaggio in India” dove la parola “passaggio” ha un suo significato preciso e cioè cambiamento. Cambiamento che viveva E.M. Foster nel Novecento dove la struttura del romanzo si modificava. Cambiamento che si ha quando abbiamo relazioni con l’Altro.

Nel mio lavoro ho visto tanti esseri umani con la “Sindrome del Salvatore” vogliono salvare tutti gli sfigati del mondo ma perdono di vista una grande cosa, non tutti vogliono essere salvati. Il Salvatore è in alto e decreta per esempio, il bagno fuori dalla casa non va bene e costruisce una nuova casa con il bagno incorporato e poi quello che va nella sua nuova casa il bagno lo usa per uccidere la pecora (le piastrelle sono così facile da pulire) e continua ad andare a pisciare fuori e cosa dice il Salvatore per giustificare la sua scelta del cazzo “Sono incivili” eh no! Non sono incivili, tu non hai ascoltato, tu non sei cambiato e il bagno diventerà la macelleria più figa della zona. Amen. In fondo non cambi il Mondo e il Mondo che cambia te attraverso la relazione “Io e l’Altro” ed è proprio di questo che parla E.M. Foster nel suo libro ed è proprio questo “passaggio” che l’essere umano migliora ed evolve (evolvere, verbo molto caro a mio figlio quando si parla di dinosauri e carte pockemon).

Abbiamo così paura di contaminarci ed evolvere che c’hanno fatto credere che essere dei limitati va bene lo stesso, no non va bene e rovini anche l’esistenza degli altri!

https://www.youtube.com/watch?v=52NNbxkniLk

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4 pensieri su “Passaggio in India

  1. Concordo appieno con B. Panofsky, bel post. Mi dai l’opportunità di conoscere meglio Forster, rileggerlo magari in un chiave diversa dalla “disillusione” che mi lasciò. Ho scoperto anche i Foals, grazie. Buon viaggio e buon “cambiamento” 🙂

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