Ulisse parte seconda

Scambio di messaggi via Whatapp

“Non aspettarmi in aeroporto”

“Viaggi con ritardo? Prenderai un taxi? Ti scrivo l’indirizzo?”

“Forse non hai capito bene. Non aspettarmi in aeroporto perchè non sono sull’aereo … anzi si sta alzando proprio in questo momento ma io non sono sopra”

“Ma non hai preso i granuli?”

“Primo. Non vengo a Beirut. Secondo. Morirò senza leggere l’Ulisse di Joyce. Non capisco un cazzo. Amen. Terzo. Lo ricorderò sul letto di morte: Cazzo, non ho letto l’Ulisse e aggiungerò a lettere luminose nel mio cervello E CHI SE NE FOTTE”

“Ti senti tradita perché non sono rimasto a Venezia e vuoi farmela pagare? Scrivilo una buona volte su tutte”

“E anche qui non hai capito. Io mi sento tradita dalla vita. Mi sento tradita da tutti e tutto e quindi anche la tua cara amata Beirut si fotta”

“Stai gonfiando le guance per rilassarti?”

“Veramente sto ascoltando Beirut per rilassarmi e alla faccia di Joyce sto leggendo Foster con Passaggio in India”

“Leggere non deve essere sempre un divertimento”

“Leggere non è un divertimento ma nemmeno un rompimento di neuroni”

“A Natale vado a casa. Non verrò a Venezia”

“Sopravvivrò anche a questo. Don’t worry. Ho affinato armi di sopravvivenza inimmaginabili”

“Stai diventando cinica e fredda”

“Non farmi ridere! Sono sempre stata cinica. Si chiama autodifesa. Non fare l’amico offeso adesso”

“Stai lavorando al progetto per il tessile in Turchia?”

“Sì, Istanbul mi sta aspettando senza di te”

“Non siamo stati mai a Istanbul insieme”

“Ora vado con L. grande divertimento mi aspetta!”

“Mi manchi qui a Beirut”

“Tu manchi al bus 4L. Manchi al computer senza il tasto N sulla tastiera in ufficio. Manchi al caffè delle 11.00 al Rizzardini e mancherai a tutte le frittelle che mangerò dopo Natale. Manchi allo spritz del Venerdì e manchi alla mia libreria. Manchi alla pista ciclabile di via Dante. Manchi alla commessa del Pam. Manchi al cameriere della Vite Rossa ormai aveva accettato anche il tuo sacchetto rosso delle posate portate da casa. Manchi al pozzo di Campo San Polo”

“Non so cosa risponderti”

“Niente e aggiungo che cancellerò questa applicazione dal mio cellulare. Anche questa è autodifesa”

“Mi stai cacciando dalla tua vita in maniera troppo calcolata”

“Non devi preoccuparti, sto trovando solo nuove metodologie per non farmi male. Ti resetto e poi piano piano ti rimetto in circolo”

“Stai parlando di me o di un psicofarmaco?”

“Ma l’affetto non è un psicofarmaco?”

“Stupida! Ti proibisco di scrivere cazzate. Cmq il libro italiano mi è piaciuto. Antonia merita e forse hai ragione un po’ mi assomiglia”

“Dai ora vado fammi uscire da questo cazzo di aeroporto. Salutami Beirut”

“Salutami il cameriere della Vite Rossa”

https://www.youtube.com/watch?v=X61BVv6pLtw

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8 pensieri su “Ulisse parte seconda

  1. Non so… aspettavo! Come nell’infanzia, aspettavo quello grande e alto che arrivasse al punto più alto… ma come dici tu, fai tu, a volte bisogna resettare e scaricare gli aggiornamenti per vivere il giorno. Mi sento meno sola stasera.

    1. Bisogna resettare perchè si corre il rischio di essere dipendenti. Bisogna resettare per vedere le cose dal famoso “altro punto di vista”. Gli aggiornamenti servono per vivere un “nuovo” giorno. I consigli esterni (le app chiamamole così) non servono a niente. I neuroni sono i miei e lavorano come dico io … e comunque non si divertono i miei neuroni quello è sicuro! Io le aspettative le ho distrutte verso i 30 anni. Non aspetto più niente specialmente dagli esseri umani forse per questo mi meraviglio quando vedo gentilezze e affetto verso di me. E perchè ti senti meno sola?

  2. Perché succede a volte di leggere una storia, e ti ritrovi, i luoghi saranno diversi, le persone, ma lo sviluppo e certe parole sembrano ripetersi, un déjà vu. Leggendoti mi è accaduto. Io “aspetto”, questo non significa che resto immobile, nonostante venga massacrata e quest’anno “di brutto”, continuo ad “aspettare”. Vedi ad esempio è accaduto: ti ho letta e mi sono sentita meno sola. Non è consolazione e condivisione, ovviamente non voluta, ma è arrivata. Un app esterna e le mie sinapsi hanno lavorato. Chissà se sono stata chiara… mi perdonerai. Un caro saluto.

    1. Io mi sentivo meno sola quando sulla faccia della Terra scriveva David Foster Wallace… ora che non c’è più sono sola e abbandonata e sei stata chiarissima sono io che sono un po’ tonta 😉

      1. Ahahahah, ci credo poco, ma davvero poco 🙂 Non solo sul “po’ tonta”, ma anche sul resto. Se scrivi significa che sai di non esserlo, “qualcuno ti osserva” (battuta). Sempre un caro saluto

  3. No no credimi sono tonta!!! Oddio su certe cose sono veloce in altre sono moolto ritardata insomma tonta… ma hai visto come scrivo? E poi mi osservano in pochi 🙂 sono fortunata

  4. Si ho “visto” come scrivi! Lungi da piaggeria, non ne avrebbe il senso, a me piace. Alcune sono come la torta (sono golosa) che scivola nella pancia. Vignetta: Slurp!!! Anch’io, se dovessi rinascere (?!), vorrei rinascere intelligente. Buon fine settimana, rilassante

  5. A proposito del piacere di leggerti… oggi ho scoperto il tuo post su Ada Lovelace (ti leggo con calma) ne ho parlato il 10 🙂 Volevo manifestarti che mi è piaciuto molto. Scusa se ho approfittato di Ulisse per fartelo sapere. Buon fine settimana.

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