Sulla cresta dell’onda

 

Turn the light out say goodnight
no thinking for a little while
lets not try to figure out everything at once
It’s hard to keep track of you falling through the sky
we’re half-awake in a fake empire
we’re half-awake in a fake empire

In un telefilm americano uno dei protagonisti dice ad un certo punto “Solo i paranoici possono sopravvivere”” e io dal divano sorrido tutta contenta, insomma se la paranoia diventasse un modo per sopravvivere ai tempi contemporanei non avrò bisogno di imparare, so già tutto e unita alle mie manie ossessive-compulsive potrei diventare un nuova icona, il dottor Kambublus sarebbe fiero di me, la sua paziente migliore che riesce finalmente a Vivere.

E qual è lo scrittore di ogni paranoico? Semplice Thomas Pynchon solo lui, perchè il paranoico vero è l’antisociale per eccellenza e lui si nasconde da una vita. Ora vi svelo un segreto, io vorrei essere come Pynchon, scrivere dei libri stratosferici dove i lettori non toccherebbero mai terra, persi nelle mie pagine. Non farmi mai vedere, mettermi un sacchetto sulla testa anche perchè non sono un bel vedere e sfuggire a interviste monotone e stupide ma in Italia il mondo dell’editoria è basato su altri principi e io non sono Pynchon sono solo una sfigata che scrive stronzate su libri poco di moda.

Una paranoica quando legge a pag. 6 “La scuola prende il nome da un pionere della psicanalisi espulso dalla cerchia più intima di Freud per avere elaborato una sua teoria della ricapitalozione. A lui sembrava chiaro che il corso della vita umana attraversa le varietà di disturbi mentali come ai suoi tempi intese – il solpsisimo dell’infanza, le isterie sessuali dell’adolescenza e della prima età adulta,la paranoia degli anni maturi, la demenza senile – tutti diretti verso la morte, che alla si rivela come una cosa – sana” esulta e pensa “Thomas sono tua, andiamo mi fido di te. Sono pronta”

“Sulla cresta dell’onda” è il suo ultimo libro. Lo dico subito, 567 pagine che vi faranno girare la testa e non toccherete terra in nessun punto e poi leggete bene, la storia è ambientata nei primi 10 giorni del 2001 e poi improvvisamente arriva l’11 settembre e New York cambia come cambierà il mondo del resto. Paranoia e noir alla stato puro perchè la protagonista è un investigatrice anti-frode. De Lillo scrisse un libro partendo dall’uomo che si buttò quel giorno ed è la scena di quel libro. David Foster Wallace scrisse su quello che gli veniva meglio, il dentro che si confronta con il fuori e invece Pynchon? Lui ferma la nuvola nera che si alzò quando cadde la prima torre. La nuvola nera nascondeva il crollo del capitalismo e tutti fummo ricoperti della suo polvere grigia, ricordate le persone che scappavano? Quella polvere entrò dentro i polmoni del mondo ricordandoci che i Bush di turno erano il frutto dei nostri ambiziosi e fasulli sogni capitalistici. Quella polvere era quello che avevamo nascosto sotto il tappeto per non vederlo. Quella polvere c’ha ridotto a degli zombies in 10 secondi, ecco questo è il libro di Pynchon la distruzione di un mondo falso anzi di un impero falso dove noi abbiamo vissuto semi incoscienti perchè ci faceva comodo (pensavamo di diventare ricchi … stronzate) e invece i paranoici sapevano già tutto, i paranoici erano già pronti.

Ora se non avete mai letto Pynchon state attenti potreste odiarlo anche perchè oltre ad essere paranoici dovreste essere aperti a tutto. Uno scrittore che scrive di Law & Order e poi mette Proust insomma lo potreste trovare troppo post-moderno ma lui è il padre del post-moderno quindi state tranquilli, siete in ottime mani e alla vostra mente imbottita di notizie fasulle potrà fare solo bene.

Un attimo, mi è stato regalato in un aeroporto e io ho regalato “Yellow birds” di Kevin Powers. Insomma è una coincidenza, un libro sull’11 settembre e un altro in regalo che parla della guerra in Iraq, tutto in aeroporto nell’attesa di un volo per Beirut e con un dialogo essenziale:

Lui “Questo è per te” libro

Lei “E questo è per te” libro

Lui “Non mi dici niente. Della serie, stai attento, non fidarti di nessuno, non superare il confine, non ti fidare dell’interprete, torna integro insomma cose così”

Lei “Tu non sarai mai integro, ti mancherà sempre un pezzo”

Lui “I baci e gli abbracci di addio sono per gli amici romantici o per gli amanti. Noi non siamo nè amici romantici e nemmeno amanti quindi il solito sguardo intenso con i pugni chiusi nelle tasche degli impermiabili?”

Lei “Sì e torna”

Lui “Eh eh eh verrai tu a Beiurt, vedrai”

Si volta e va verso il check in. Stringo il libro a me. Pynchon prendimi tra le tue pagine e non farmi più uscire e la settimana prossima inizio yoga.

 https://www.youtube.com/watch?v=rzpC1AzO84Q

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12 pensieri su “Sulla cresta dell’onda

  1. Bello come lo presenti. Pynchon è uno scrittore paranoico che manda in paranoia anche il lettore più tenace e testardo. Questo ancora mi manca, ma non dovrebbe essere male metterlo accanto all’Uomo che cade di DeLillo, come suggerisci.

    1. Domanda propedeutica: letto altro di Pynchon? Io sono sicura di sì (visto il tuo blog) ma voglio essere sicura. Non voglio avere menti deviate da Thomas.
      Potresti metterlo anche vicino a Jonathan Safran Foer “Molto forte, incredibilmente vicino” ma diciamo lui è un po’ più “normale” cioè parte da una storia di un bambino per raccontare il vuoto lasciato dell’11 settembre. DeLillo e Pynchon no. Loro partono dall’immagine. L’immagine del mondo esterno che cosa scatena al nostro interno? Pynchon solo paranoia ma che poi sembrerebbe per lui un modus vivendi

      1. Tutto è iniziato con L’Incanto del lotto 49. Poi ci sono stati V., L’arcobaleno, Vineland e Un lento apprendistato e Vizio di forma (forse l’unico che non sono riuscito ad apprezzare veramente). Alla fine ho deciso di prendermi una pausa dal buon Pynchon. Da adesso in poi (per quelli che non ho ancora letto) un libro l’anno, non di più. Faccio tesoro del tuo consiglio, vedrò di procurarmi Foer. A dire il vero non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo romanzo!

      2. Dal libro di Foer hanno fatto anche un film con Tom Hanks e Foer ha scritto anche “Ogni cosa è illuminata” da cui, anche qui, hanno fatto un film che mi è piaciuto ma il libro no (strano caso della vita). Comunque io Pynchon lo leggo solo quando la mia paranoia è alle stelle sennò non ci riesco infatti L’arcobaleno della gravità iniziato e terminato in una settimana e V. iniziato e non finito.

  2. Ah, tu lo sai quanto lo amo. In vacanza mi sono portato alcuni suoi libri da rileggere per l’ennesima volta. Quest’ultimo secondo me è superiore a Vizio di forma. Al di là della paranoia a me hanno colpito alcune questioni laterali che dimostrano che T.P. non si adagia mai e che rimane sempre curioso. Molto curioso. Anche se degli ultimi tre il mio preferito rimane Against the day. Anche solo per il titolo.

    Tra l’altro l’hai visto questo trailer?

    un abbraccio a una fantastica paranoica

    (ah, dimenticavo da linkedin mi arrivano inviti a uscire con te ma sono su linkedin solo per un disguido di tanto tempo fa con un amico che vive a berlino)

    1. Sì avevo visto il trailer… i paranoici sono sempre curiosi sennò come creano le loro fissazioni e il mondo contemporaneo regala sempre perle di complotti e stronzate varie da poter utilizzare.

      Ecco vedi anche linkedin ha capito che siamo due antisociali e vorrebbe farci incontrare per socializzare ma vaff… cazzate!!!

      Grazie dell’abbraccio e ricambio con una stretta di mano … non mi piace farmi abbracciare da chi non ho mai visto potresti avere malattie infettive … e poi io ho la forfora e non vorrei lasciare macchie sulla tua spalla capito?

      Metto una faccina sorridente perchè potresti non capire il lato ironico della cosa 🙂

      Ciao ciao

      1. beh, dovresti anche metterti i guanti, arrivo dal pianeta ebola e ho le mani tutte piene di tagli.
        ah, dimenticavo, magari mi hai anche visto in qualche aeroporto…
        sai quando ti senti osservata….

        🙂

        ciao

  3. aspettavo… e, no, non ho letto Pynchon. Ma questa pagina mi spinge a farlo, lode alle tue parole. Pensavo che Schizzopolis (film) fosse un ottimo manuale di sopravvivenza (battuta stupida). Se fa bene alla mente, devo. Aspetto anche i prossimi… per vedere come continua tra Lui e Lei (come sopra)

    1. Mai letto Pynchon? Con moolta calma io inizierei con L’incanto del lotto 49 e poi si vedrà ,,, non tutti gli scrittori devono per forza piacerci. Io per esempio non sopporto Hemingway e Thomas Mann ma Pynchon è altra cosa.

  4. Tra qualche settimana cercherò d’incontrare Pynchon. Credo nell’amore a prima vista, ma anche in quelli costruiti con sapienza. Mann non mi esalta. Hemingway (o il suo traduttore) mi piace per le immagini fluide, lo scrivere naturale. Ma amo altri autori Twain, Kafka, Dostoevskij sono troppi, Ovidio e i grandi poemi. Aspetto la prossima pagina. Grazie per il suggerimento e a presto.

    1. Il grande Fedor! L’unico scrittore su cui nn riesco a scrivere post decenti, per lui nn riesco a trovare le parole giuste insomma mi zittisce. Lo ammiro in silenzio come un bellissimo quadro insomma mi spegne il cervello

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