La chimera

 

We are fools in love

Ho indossato un vestito giallo e ho in testa un cerchietto per capelli con un fiocco blu. Non volevo mettermi il cerchietto ma ad un matrimonio inglese le donne devono indossare un cappello oppure negli ultimi tempi si possono indossare cerchietti un po’ vistosi.

Quando l’ho messo nei capelli, una piuma mi è ricaduta davanti agli occhi e ho iniziato a soffiare per allontanarla dalla mia visuale. Mi è stato detto che non è da signora soffiare le piume davanti agli occhi, naturalmente ho bofonchiato.

Dopo la cerimonia in chiesa mi ritrovo sotto un enorme gazebo pieno di lucine e seduta ad un tavolo con i parenti del mio ex collega americano. Il menù prevede solo tre portate. Un italiano direbbe che un matrimonio inglese è una miseria abituato alle nostrane mangiate matrimoniali.

“Come sono innamorati” dice una cugina “Eh già il giorno del matrimonio tutti sembrano innamorati” risponde l’altra cugina. Io soffio sulla piuma e tutti si voltano per guardarmi. Il mio amico dice in perfetto italiano “Smettila” “Parlate in italiano per non farvi capire?” domanda la cugina “Certo” rispondiamo insieme io e lui. Chissà cosa penseranno di noi i suoi parenti? Sono consapevoli di avere un cugino fuori di testa che tra poco partirà per la Siria e che forse non metterà radici in nessun posto del mondo. Io lo so perchè non mette radici, lui ha paura, lui ha semplicemente paura e più facile non combattere per niente, è più facile farsi scorrere la vita degli altri che la propria.

Dopo la cena con i parenti inizia il ricevimento per gli amici e quindi si balla e ci si ubriaca. Gli sposi aprono le danze. Tutti sono sorridenti. Io e il mio amico decidiamo di darci alle danze anche perchè la cugina ha spinto tanto nel vederci ballare. Io e lui volevamo stare solo seduti  sul divanetto sotto le lucine con la nostra personale bottiglia di vino bianco in perfetto silenzio.

“Non hai niente da dire a questi bifolchi inglesi?” domanda mentre balliamo “No” rispondo “Tra una settimana parto per la Siria e non hai detto ancora niente” “La vita è tua e la guidi solo tu. Non ho niente da aggiungere” “Non hai ancora associato nessun libro ai sentimenti che provi in questo momento. Non hai pensato a nessun personaggio di nessun libro di cui vuoi parlarmi?” domanda e io sorrido. “Sì una persona c’è. Si chiama Antonia ed è nel libro di Sebastiano Vassali “La Chimera” “E da quando leggi italiano?” “Ogni tanto mi capita. E’ la storia di una giovane donna che viene accusata di stregoneria in un paese sperduto del Nord Italia e viene bruciata viva” rispondo “Insomma la solita storia” “Non è la solita storia. Antonia si era innamorata di un giovane uomo che l’aveva illusa. Antonia è bella. Antonia è intelligente e viene bruciata perchè il paese la vede solo diversa” “E cosa c’entra Antonia con me?” domanda e si ferma “Leggi il libro e poi mi dirai cosa c’entra con te. Leggilo mentre andrai in Siria” e mi sono allontanata “Eh no cara la mia Serafina. Invece di scriverlo perchè, cazzo, ti viene meglio, ora lo dici” e mi ha voltato tirandomi la mano “Lo vuoi sapere? Tu sei pieno d’amore. Tu trabocchi d’amore per il mondo ma gli altri nelle loro menti creano chimere che portano distruzione. Guarda Antonia, l’hanno bruciata viva. Eliminata solo perchè amava, solo perchè le piaceva la sua stupida vita e non va bene per il mondo e non venirmi a raccontare che era un modo per eliminare i diversi perchè non ci credo. L’uomo non elimina i diversi. L’uomo elimina chi scopre il modo di sopravvivere allo schifo quotidiano”. Mi ha guardato in silenzio e poi domanda “Hai un brutto presentimento del mio lavoro in Siria?”. Abbasso lo sguardo “Io ho un brutto presentimento su tutto. L’ottimismo non è il mio forte” rispondo “Va bene, forse è meglio continuare a ballare. Potevi semplicemente dirmi che ti mancherò. Potevi semplicemente abbracciarmi e darmi un bel bacio. No, tu no devi parlarmi di una storia italiana. Che dirti? Ti aspetterò in paradiso leggendo il tuo Vassalli” e sorride “Potrei parlare con David Foster Wallace pensa che bello. Potrei pensare a te che cerchi di sopravvivere. Potrei amarti da lontano”

Il matrimonio inglese è terminato come quello italiano. Tutti gli invitati sono tornati a casa. Solo due invitati sono rimasti sul divanetto sotto le luci a bere una bottiglia di vino bianco. Lei appoggiata alla spalla di lui. Lei senza cerchietto e lui senza cravatta. Sono leggermente ubriachi mentre vedono tutti i camerieri del catering smontare tutto e portare tutto in un enorme camion.

Lui “La vita è tutta qui. Prepari tutto alla perfezione, scegli le cose migliori, ti adatti a tutto anche alle cugine odiose e poi finisce tutto in un camion”

Lei “Mi abbracci?”

https://www.youtube.com/watch?v=ltZYXEsvfqU

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13 pensieri su “La chimera

  1. Sono affetta da bellezza compulsiva. Bello lo sfondo e forse alla fine Lui, Lei …sembravano aver trovato un equilibrio stabile e duraturo in quella città, dove tutto è già accaduto, e mica una sola volta! Mille volte… è così la Chimera. Grazie

  2. concordo sul “tenere nascosto”, ma non posso concordare sul blog di quart’ordine… perché “ora che lo conosco” mi piace leggerlo!

  3. Non dirlo subito … leggi e pensa … poco autoreferenziale, parla di libri non di moda, poco cool non sarà di quart’ordine ma diciamo è sofisticato come sono i suoi pochi lettori

  4. Visto che “le parole sono una rete per catturare la bellezza” credo di avere voglia di continuare a leggere e di essere nel posto dove ho voglia di essere. Spero di essere accettata tra i pochi (quanti essere, non passerò l’esame?). Sono ahimè monoglottica e certe bellezze le gusto filtrate, come un buon tè. Ups, il cerchietto mi ha tratto in inganno, non sono su vogue? (risata, la mia)

    1. No no stai tranquilla qui di Vogue non esiste proprio niente … il cerchietto fortunatamente è rimasto a Londra dimenticato sul divanetto insieme alla cravatta.
      Questo è un posto bel nascosto. Non ho molto lettori ma come dico “non si può piacere a tutti” anzi io faccio di tutto per essere odiosa.

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