Mansfield Park e Persuasione

Mansfield Park” di Jane Austen sembra la favola di Cenerentola senza topini e zucca insomma senza magia e forse anche senza il principe azzurro. C’è questa povera Fanny Price che viene adottata dai suoi cugini ricchi e vive in questo ambiente frivolo, fatto di gite e tentate rappresentazioni teatrali. Alla fine, come Cenerentola, la timida Fanny vincerà, conquisterà tutti e anche il suo principe azzurro.

Oddio scrivere che il suo amore è un principe azzurro mi sembra un po’ esagerato. Il suo amore è un cugino di nome Edmund che diventerà pastore di anime della Chiesa Anglicana e rinuncerà ad una donna intelligente e bella per la timida e posata Fanny. Perché farà questa scelta? La scelta in favore di Fanny non di Miss Crawford? Semplice! Edmud riesce a scorgere tra le parole di Miss Crawford e dei suoi ragionamenti che la signorina in questione non capisce una certa situazione e non perché sia scema oppure fa la furba, non capisce punto e basta. E qui arriva il mio dott. Kambublus che mi ha fatto notare un cosa. Alcune volte nella nostra vita consideriamo gli atteggiamenti e le parole delle persone derivanti da qualche ragionamento oppure da uno scopo ben preciso e anche noi cerchiamo di capire quella persona cercando a nostra volta di attuare procedure oppure persuadere le persone a cambiare prospettiva e poi che succede? Parlando, parlando alla fine si comprende che quella persona invece non vede le cose come noi anzi non capisce la situazione che forse è anche peggio! E che si fa quando una persona non capisce una determinata cosa? Edmund si sposa Fanny e secondo me, prende la decisione migliore. Miss Mary Crawford donna divertente che dà sfogo al suo parlare contro il clero o a favore di un titolo baronale ma, qua e là, inserisce una sua personale osservazione e all’improvviso tutte le sue chiacchiere suonano vuote. Mansfield Park è pur sempre una commedia ma alla base troviamo il dibattito pubblico dell’epoca e i personaggi che lo rappresentano. Miss Carwford e fratello rappresentano l’assenza morale dei giovani e la superficialità dei padri.

Che genio Jane Austen! E lo noterete ancora di più se dopo Mansfield Park leggereste “Persuasione”. Anche qui troviamo la superficialità dei padri, rappresentata dal padre della protagonista Sir Walter Elliot che non prendeva in mano che un unico libro: l’Albo dei Baronetti. Sir Elliot che aveva tre figlie tra cui Anne e che aveva rifiutato di farla sposare con il Capitano Wentworth perché non dava lustro e potere alla famiglia Elliot. Fanny Price in Mansfield Park sembra anticipare Anne Elliot in Persuasione. Esiste un filo tra i due libri, anche se Persuasione è migliore secondo il mio umile parere. E’ migliore per la costruzione dei dialoghi. Dialoghi chiari e semplici ma che sostengono come la grande scrittrice Austen aveva ormai capito la complessità della natura umana. Jane Austen era cambiata e quindi anche il modo di vedere il mondo risultava diverso. Persuasione è veramente un capolavoro che sembra quasi anticipare Henry James. Anne Elliot e Fanny Price sono capaci di soffrire in silenzio sino al trionfo finale.

Ecco, il silenzio! Potrebbe essere una via d’uscita al chiacchiericcio che ci circonda? Non scrivere niente sui social network perché in fondo non si ha un cazzo da dire al mondo? Potrebbe essere una via d’uscita allo tsunami di informazioni che quotidianamente si abbatte su di noi? Silenzio come indifferenza? No, non credo che sia una soluzione. Silenzio come “non partecipazione” a certe discussioni. Rinchiudersi nel silenzio e parlare come Fanny o Annie solo quando si è interrogati oppure quando nella situazione sei coinvolta direttamente. In fondo la formula ADR (a domanda rispondo) potrebbe essere un’ottima soluzione a quelle domande vaghe tipo “Tu in che posizione sei nei confronti dei gay?” e quindi rispondere “Non conosco gay quindi non so” oppure discussioni sui vaccini che fanno venire l’autismo.

Il silenzio come un modo per non farsi assorbire da stronzate e rimanere fedeli all’obiettivo da raggiungere perché molte sorprese ci aspettano. Il silenzio come un modo per non farsi distrarre e non sprecare neuroni per ragionamenti e opinioni inutili. Il silenzio, in fondo visto così, potrebbe essere la palestra della consapevolezza.

Anne Elliot e Fanny Price sono donne consapevoli e si sa la consapevolezza premia sempre quindi, sarebbe cosa buona e giusta leggere questi due libri.

And she spoke words that would melt in your hands
And she spoke words of wisdom
To the basement people, to the basement, many surprises await you!

http://www.youtube.com/watch?v=LLK4oaXUuLg

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6 pensieri su “Mansfield Park e Persuasione

  1. devo ammettere di aver iniziato a leggere “Orgorglio e pregiudizio” ma ho smesso dopo qualche decina di pagine. E’ un tipo di scrittura non compatibile con i miei gusti, per non parlare dell’epoca in cui è ambientato.

  2. Ho letto in questi giorni una frase che più o meno diceva che è meglio parlare finché possiamo, il silenzio eterno ci aspetta. A parte il lato macabro posso trovarmi d’accordo e un proposito dell’anno può anche essere quello di parlare di più dicendo cose sensate. Qui sta il difficile, ma credo renda le persone più interessanti. A volte il silenzio è una maschera.

    1. … può anche essere quello di parlare di più dicendo cose sensate… sono d’accordo! Ma nel silenzio pensi alle cose sensate da dire o no? Non è detto che tu debba sempre parlare e anche su quello che tu hai scritto che il silenzio a volte è una maschera ecco secondo me avere una maschera alcune volte in determinate situazioni è bene. Credo che le strategie per difendersi, come il silenzio oppure l’esprimersi consapevolmente, non devono essere “assolutiste” cioè quel “a volte” ci salva l’esistenza. In fondo anche alcuni esseri umani devono esseri presi a piccole dosi sennò ci rovinano l’equilibrio insomma bisogna variare la dieta e essere flessibili. La rigidità non crea mai niente di buono o no? Comunque è sempre un piacere incontrarti qui sul mio blog naturalmente “qualche volta” 🙂

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