Casa desolata

Avete mai incontrato qualcuno nella vostra vita che in qualche situazione vi ha puntato l’indice contro? Io, per esempio, uso l’indice per dare direttive oppure per dire no senza aprire bocca. E’ liberatorio spostare l’aria da sinistra verso destra e viceversa con il dito e vedere l’interlocutore basito.

Esiste un personaggio in un libro di Dickens che fa dell’uso dell’indice, un modo per esprimere il potere. Lo usa mentre pensa. Lo usa per “sputtanare” i colpevoli. Ricordate il famoso investigatore Ellery Queen con quel cazzo di dito che combinava? Ecco Mr Bucket che anticipa Ellery Queen e anche lui è un investigatore. La performance migliore di Mr Bucket e del suo dito la troviamo nel capitolo cinquantaquattresimo del libro di Charles Dickens “Casa desolata”. Mr Bucket indaga su una serie di morti sospette e trova il filo rosso che lega tutto. Non crediate che questo libro sia un giallo, forse è un primo esempio, ma non è un libro giallo. Al centro del libro troviamo una causa legale che va avanti da anni ma intorno a questa causa abbiamo: case di ricchi, quartieri di poveri, bambini malnutriti, donne e uomini con segreti inconfessabili. Tutto ruota intorno al tribunale di Londra e i suoi avvocati. Siete mai andati al quartiere giuridico di Londra? Ecco, leggete Casa Desolata e capirete bene la zona. Non spendete soldi per aerei o alberghi sono sufficienti euro 19,00, però mi raccomando, pubblicazione Einaudi con un esaustivo saggio di Vladimir Nabokov.

“Casa desolata” è un bellissimo libro di Charles Dickens, dove lo stile incantatore dello scrittore si esprime al meglio specialmente nel capitolo sedicesimo dal titolo “Tom-all-alone” pag. 210 dell’edizione Einaudi. Il capitolo parte dall’inquietudine di una donna ricca per arrivare alla descrizione di un quartiere di disgraziati e dove vive Jo, il più disgraziato di tutti. Non dico di leggervi ottocentoventi pagine, non lo pretenderei mai, chiedere una cosa del genere di questi tempi, dove una Mazzantini e un De Giovanni spopolano, è chiedere un’azione troppo coraggiosa. Andate, allora, in biblioteca oppure in una libreria e trovate tra gli scaffali l’edizione Einaudi con una prefazione di Nabokov. Ci siete? Andate a pagine duecentodieci e iniziate a leggere. Sentite un brivido dietro la schiena? Ecco questa è letteratura perché vi ha smosso. Non sentite niente? Compratevi un libro di De Giovanni e vivrete bene lo stesso. Non cambia nulla in concreto. Non preoccupatevi. Siete già assuefatti. Esempio. Se una cinquantenne vi dicesse che legge la Mazzantini o De Giovanni e che ha letto Dickens in giovinezza? Ecco, io penso che a questo cervello leggere non è servito a un cazzo. Quante donne conosco che hanno letto la Austen solo dal punto di vista “romantico” ma poi dello stile e dell’ironia non hanno mai notato niente. Ditemi ora cosa dovrei dire? Che cosa dovrei aspettarmi da queste persone che vedono solo il lato romantico e perdono la vera grandezza di uno scrittore o di una scrittrice? Io nell’ordine mi aspetto: ottusità, pettegolezzi, facili giudizi e superficialità. Sono esseri umani che non vedono le particolarità ma solo l’insieme e di questi tipi siamo circondati. Queste persone se leggessero pagina 210 di Casa Desolata e il loro cervello mandasse un brivido dietro la schiena come ultimo segnale di vita, loro penserebbero che quella libreria o biblioteca non abbiano un buon riscaldamento. Siamo così abituati a giudicare le persone per i loro gesti plateali e non dalle piccole cose che cerchiamo solo eroi. Giudichiamo una vita nel complesso e non nella vita quotidiana. Lo so che questo potrebbe essere un discorso interessante ma in fondo arriveremo alla solita conclusione, siamo giudicati per quello che abbiamo e non per quello che siamo quindi niente di nuovo. La cosa potrebbe essere interessante per capire come siamo arrivati a questo ma anche qui la letteratura vittoriana e la rivoluzione industriale potrebbero esserci d’aiuto e quindi ritorniamo al libro.

Casa desolata” esprime al meglio i valori che spingevano gli inglesi durante il periodo della Regina Vittoria. Principi e valori che Jane Austen in “Mansfield Park” cercava di chiudere dietro un cancello durante una passeggiata di giovani inglesi. Principi e valori che fanno capolino nello stesso libro, in una commedia frivola che i personaggi vogliono rappresentare, ma poi tutto sarà bloccato con il ritorno improvviso del padre anziano. In fondo arrivavano in Inghilterra i valori della Rivoluzione Francese, valori che troveranno un terreno fertile dovuta alla grande povertà nel paese. Mansfield Park però ha diritto a un post tutto suo. Volevo solo farvi capire come i libri sono una lente di ingrandimento di una società, questo avviene soltanto quando a spiegarvelo ci sono grandi scrittori o scrittrici (non De Giovanni o la Mazzantini, loro non fanno la differenza) quindi, perché Dickens fa la differenza? Facile perché utilizza evidenzia quegli elementi secondari che nella sua scrittura diventano rilevanti come il dito di Mr Bucket.

Ecco, dovremmo fare anche noi così nella vita quotidiana. Notare i personaggi minori. Notare gli elementi secondari delle persone per capirne la vera essenza. Esempio, non ascoltare le belle parole che ci dicono ma osservare come si muovono. In fondo è aggiungere altri elementi a quella fiction americana dove c’è Tim Roth che legge il viso delle persone e Charles Dickens anticipa tutto.

Grande Charles!

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4 pensieri su “Casa desolata

  1. Un dito (l’indice, il medio o l’anulare e perfino il pollice) può servire a tantissime cose, non solo come ci racconta il grande Charles.
    Leggendo il libro si ha un’idea di come era il quartiere giuridico di Londra un sacco di anni fa, non c’era neppure lo Shard

    1. Dal quartiere giuridico di Londra gli avvocati escono sempre con la toga nera e il parrucchino e fanno la loro conferenza stampa davanti al tribunale e ti dirò di più, girano per il quartiere vestiti così. E ti dirò ancora di più, dietro il tribunale c’è anche un negozietto (resiste ancora) legato a Charles Dickens. Certo, con le dita si fanno tante cose (il pollice opponibile è stato un elemento che ha fatto evolvere l’essere umano e il cervello… ed è successo 2 milioni di anni fa con l’australopiteco meglio conosciuta come Lucy) ma costruire un grande personaggio attorno ad un dito cazzo è una fottuta altra cosa.

      1. brava! meriti un 8 in antropologia. Ma io e Charles non si parlava di pollice opponibile ma delle magie dell’uso di un singolo dito alla volta

      2. E io parlavo della grandezza di Charles! E naturalmente dell’importanza delle dita nella nostra vita… Guarda il pollice opponibile!!! Grazie per il voto ….

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