Science

“Solo i paranoici possono sopravvivere”

Quando si legge un libro alcune cose succedono nel cervello. Facciamo un esempio. Leggendo “Il senso di una fine” di Julian Barnes ad un certo punto l’ex moglie del protagonista afferma che ci sono due tipi di donne sulla terra (non sto a dirvi i due tipi perchè non rendo la vita facile a nessuno) e zac! Inizi a chiederti che tipo di donna sei oppure se fossi uomo mi chiederei da che tipo di donna sarei attratto insomma inizi a fare una ricerca e alla fine come scriveva Marcel Proust ”Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore e’ soltanto una specie di strumento ottico che e’ offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.” Ecco, ho reso bene l’idea? Potrei andare avanti con molti libri che diventano una specie di strumento ottico ma manca qualcosa. E’ riduttivo pensare che i libri siano solo questo. Certo, i libri servono per conoscere altri paesi, posti dimenticati da Dio o no. Vediamo “Musica rock da Vittula”. Vittula dove cazzo è? Oppure ricette e tradizioni di altri continenti. Per esempio, il menù della festa del Ringraziamento negli Stati Uniti d’America dove volete che io l’abbia saputo? Dai libri, naturalmente. Insomma numerosi sono i libri che fanno scoprire una miriade di cose del passato, presente e qualche volta anche del futuro (i libri di Don DeLillo si dice in giro che sono profetici). Pensate solo alla letteratura vittoriana. Non vi dico che piacere provo quando leggo un Trollope o un Dickens oppure “Anna Karenina” potrebbe insegnare molte più cose sui matrimoni che tutti i corsi pre-matrimoniali messi insieme.

Eppure secondo me c’è molto di più. Ho sempre sostenuto che i libri servono per conoscere anche le persone oppure riesci a capire meglio le situazioni ma era una mia tesi non sostenuta da nessuna ricerca scientifica. Non vi succede mai di avere una vostra teoria ma, giustamente, non supportata da ricerca scientifica risulta agli occhi degli altri “un’emerita stronzata”? Io, tante volte.

E quindi, rullo di tamburi, la mia emerita stronzata è supportata da una ricerca scientifica: la letteratura potrebbe aiutare a sviluppare alcune abilità sociali, come capire lo stato d’animo altrui. Limitarne lo studio a scuola potrebbe quindi avere conseguenze negative, scrive Science, per lo sviluppo dell’individuo e il suo inserimento nella società. La ricerca ha preso in considerazione gli effetti a breve termine della lettura di testi di saggistica o di letteratura. Tra i testi di finction non sono stati inseriti best seller o lettura “facili”, ma libri come The Runner di Don DeLillo o, classici, come Il camaleonte di Cechov. Un gruppo di volontari non leggeva nulla e passava direttamente alla fase successiva del test, in cui veniva chiesto di guardare una serie di foto di occhi e di ipotizzare le emozioni che esprimevano. Chi aveva letto i brani letterari otteneva un punteggio superiore rispetto ai volontari degli altri due gruppi. Per ora l’ipotesi è che mostrando la complessa vita di altre persone, seppur immaginarie, e considerando più punti di vista, la letteratura potrebbe aiutare a sviluppare la teoria della mente e la corretta attribuzione di stati mentali degli altri insomma i libri potrebbero aiutarvi a capire il mondo che vi circonda. Avete capire bene? Vi sembra poco? A me sembra un grande inizio per comprendere anche il cervello e i nostri comportamenti. Cazzo, tutto questo esercizio che faccio nel mio blog è all’avanguardia? Tutto questo esercizio, nella mia mente e fuori dalla mia mente, non è inutile. E’ solo un modo di decifrare il codice “mondo”. Attribuire alle situazioni che vivo un libro che ho letto non è da paranoica o antisociale ma solo un modo per “ringraziare” il libro.  Io decifro e capisco ma sinceramente come al solito mi faccio i cazzi miei e non salvo nessuno.

In attesa di altre ricerche che supportano le mie stronzate paranoiche mi consolo leggendo “Lady Anna” di Trollope per poi continuare  con Dickens e poi mi viene in mente WhiteChapel quartiere di Londra e anche serie televisiva inglese e capisco che sia arrivato il momento di fermarmi e che ho già parlato troppo e quindi vado a leggere

I can talk – Posso parlare

You won’t believe what I tell you – Non crederai a cosa ti dirò

http://www.youtube.com/watch?v=GAzZfzMk7dE

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3 pensieri su “Science

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