Orley Farm – La fiera delle Vanità

“When you say you won’t forget me
I can tell you that’s not true
‘cause every day since you left me
I’ve thought less and less of you
And I’ve worn out all the reasons
To keep on knocking at your door
Could be the changing of the seasons
But I don’t love you
Anymore”

Un mio amico dice che l’amore è una malattia degenerativa e come dargli torto? Osserviamo bene le persone innamorate e ci rendiamo conto in un attimo di com’è ridicolo l’essere umano, insomma sarà successo anche a voi di avere un caro amico/a ed uscivate tutte le sere, si faceva tardi insieme e forse vi ubriacavate o drogavate insieme e poi all’improvviso l’amico incontra l’amore e diventa un’altra persona, prima si chiacchierava per ore di lotta politica, viaggi, cinema e musica e poi di voi non gliene frega un cazzo, vi è successo? Se fosse l’amore a far girare il mondo avremmo gravi problemi. Quello che fa girare il mondo si chiama rotazione terreste e fortunatamente non ha niente a che fare con l’essere umano. E poi l’amico che fine fa? La conoscete la fine che fanno tutti, la conoscete bene ed è inutile che la scriva. Potremmo definirlo “Mutamento delle stagioni”?

Orley Farm di Anthony Trollope e La fiera delle vanità di William Thackeray sono entrambi romanzi del periodo vittoriano ed entrambi hanno come protagoniste delle donne. In Orley Farm troviamo una madre, Lady Mason, che falsifica un testamento per far si che suo figlio diventi proprietario di una fattoria, invece nella La fiera delle vanità troviamo due amiche, Becky Sharp e Amelia Sedley alla ricerca di una posizione nella società inglese. Tre donne che cavalcano il mutamento delle stagioni.

Società inglese in piena rivoluzione industriale e in piena espansione coloniale, società inglese che passava dal romanticismo all’utilitarismo. Società inglese nel pieno mutamento delle stagioni e che si fa nel mutamento? Orley Farm è il nome della fattoria che Lady Mason farà ereditare al proprio figlio ma che poi vedrete, semmai vorreste leggerlo questo libro, che ne farà della fattoria. La fiera della Vanità è arrivata invece fino ai nostri tempi con il giornale Vanity Fair. Entrambi i libri vivono ancora. Trollope scrive di un mondo giudiziario dove ci sono avvocati che difendono clienti chiaramente colpevoli. Thackeray scrive di una società dove la furbizia la fa da padrona. Che mutamento il periodo vittoriano! Tra avvocati, giudici, furbetti e donne arriviste! Divertimento puro, direi.

Oddio sto correndo il rischio di farvi una piccola lezione di letteratura inglese, scusate. Volevo solo condividere questi due bei libri che letti inoltre uno dietro l’altro sono veramente interessanti, perché il pensiero di questi scrittori messo in relazione con la Storia, rende vera la frase che la letteratura, come diceva Wallace, serve a capire come l’uomo si relaziona con i tempi che cambiano e come si adatta al cambiamento e quando questo avviene è arte.

I tempi mutano e qui pensiamo che sia l’Amore a far girare il mondo! Poveri illusi

http://www.youtube.com/watch?v=ovnCXhogusc

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6 pensieri su “Orley Farm – La fiera delle Vanità

      1. concordo con te sui concetti espressi.
        sono uno studioso di storia e mi piace approfondirla sui testi adatti.
        in fatto di letteratura ho la mia fissazione.

  1. Ah ecco! Mi piace “ho la mia fissazione” fammi pensare un po’ … ho qualche fissazione in fatto di letteratura? Mah non sembrerebbe. Non leggo italiano e non leggo Thomas Mann sono fisse queste? Credo di sì

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