Le benevole

 “Tra breve, signori, ci rivedremo. Questo è il destino di tutti; viva la Germania, viva l’Argentina, viva l’Austria, non le dimenticherò”.

Non è facile mai spiegare come guadagno il pane quotidiano. Il mio lavoro non è facile ma offre anche la possibilità di “studiare” il mondo e di migliorarlo attraverso idee o intuizioni. Spiego in breve quello che faccio qualche volta. Parto per un posto sfigato del mondo (qualche volta parto anche per posti non sfigati, sia chiaro). L’obiettivo deve esser chiaro fin dall’inizio e poi raccolgo dati e ricerche, parlo con più gente possibile in fondo è un continuo studiare e osservare. Poi scrivo relazioni su relazioni con la dialettica giusta dove le persone diventano “target” e i passi si chiamano “step”. Tutte belle parole ma di umano non c’è proprio niente. Ogni tanto mi emoziono ma è raro, è lavoro. L’ultima volta che è successo ero in una ex-repubblica sovietica. Inverno. La terra era coperta di neve, su un carretto si trovava un’intera famiglia, stavano fermi al ciglio della strada non so perché cazzo, ma il cavallo bianco è scivolato in avanti e si è spezzato una zampa. Gli occupanti uomini non c’hanno pensato tre secondi, l’hanno sgozzato lì sul ciglio della strada. Ho aperto lo sportello della macchina e ho vomitato. Non ho mai vomitato per schifo ma davanti a quel sangue fumante che si allargava sulla neve, ho sentito una cosa salire dallo stomaco. Dopo mi sono pulita la bocca con il maglione e ho detto “Andiamo via prima che ci tocca anche spostare il cavallo”. Il mio collega americano ha messo in moto e ci siamo allontanati. La macchia di sangue della povera bestia si allargava e le gomme ci sono andate a finire sopra, dallo specchietto abbiamo visto le orme. “Un progetto per la protezione degli animali in questo paese credo che sia precoce, non trovi?” ho detto e ci siamo messi a ridere! Sono cinica? Il cinismo in fondo non è l’estrema difesa alle cose che ci fanno soffrire? E quindi se questa affermazione fosse vera, i cinici sono gli esseri più sensibili su questo mondo o no? Sono una donna super sensibile.

Max Aue è il protagonista del libro di Jonathan Littel “Le benevole”. Egli studia la realtà per migliorarla e per  produrre di più. Max Aue è un ufficiale delle SS dove la produzione cresce quando si riesce a ripulire le terre conquistate dai tedeschi dagli ebrei, anzi sono tutti impegnati in tale operazione che l’Olocausto è rimasto lì intatto come un macigno nella coscienza di tutto il mondo. Lui è bravo perché sa leggere la realtà e sa  come raggiungere l’obiettivo e incontra anche un altro che s’impegna tantissimo in questo lavoro, un certo Eichmann. Non vi ricorda niente questo nome? La sua storia viene raccontata dall’Arendt nel bel libro “La banalità del male”. Eichmann era un bravo dipendente della grande Germania e svolgeva il suo lavoro in una maniera efficiente. La sua efficienza lo porterà alla morte nel processo raccontato dall’Arendt. Eichmann era un mediocre che per emergere svolgeva i suoi compiti in maniera perfetta e Max? Che fine farà il protagonista di Littel? Lui si salverà? O finirà come Eichmann che prima di morire disse la frase che inizia il post? Leggete il libro, io non rendo la vita semplice a nessuno, sia chiaro. Leggete le quasi 1000 pagine e non ve ne pentirete. Dovrete essere coraggiosi però, dovrete avere una grande stomaco perché si parla spesso di merda che copre la terra e i cadaveri, dovrete avere il coraggio di alzare gli occhi al cielo e guardare i forni come producono bene, dovrete avere calma per leggere l’Olocausto da un altro punto di vista, diciamo dai lati del numeri della produzione, dovrete vedere morire bambini insomma siete pronti? O siete di quelli che quando vedono una tragedia dall’altra parte del mondo cambiano canale per non “soffrire”? Siete dei codardi? E non vi giustificate dicendo che viviamo tempi difficili e che abbiamo bisogno di “cose leggere”!

Leggerete tante interessanti discussioni sul popolo tedesco e vedrete il mostro dal di dentro e forse vi farà anche pietà ad un certo punto. Eichman e compagnia vi sembreranno patetici e lì che inizierà il declino della grande Germania.

“Le benevole” vi rapirà. Vivrete in quello che sembra una situazione surreale e invece è la storia di un uomo e voi avete la fortuna (o sfortuna fate un po’ voi) di conoscerla. La fantasia non è niente davanti alla realtà!

http://www.youtube.com/watch?v=jZK1p8Mrh4c

Buona lettura e ascoltate bene questo gruppo inglese anche loro hanno qualcosa di buono!

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10 pensieri su “Le benevole

      1. ci si prova… purtroppo il tempo per leggere non è molto, poi lavorando davanti a un pc per parecchie ore al giorno e leggendo per lavoro… alla sera è dura leggere per svago 🙂

  1. Mi tocchera’ leggere pure questo. Splendida l’introduzione al libro: fai un lavoro affascinante e mi pare che “spiegare il proprio lavoro” sia una costante, di questi tempi. Fortunata che alla fine vivi una serie di esperienze che potrebbero riempire una libreria…

    1. Caro Barney lo dici quasi come se fosse una condanna 😛 ma sarebbe una condanna giusta! Potrei scrivere un libro tanto lo fanno tutti. Potrei lasciare anch’io qualche segno di questo passaggio ma sinceramente non me ne frega un cazzo

      1. La lettura di un libro una condanna? Naaa… Eh, non so dove ho letto che nella nostra vita potremo leggere un tremila libri. Se fai il conto di quanti ce ne sarebbero da leggere… E’ la vita breve la condanna, non la lettura :-).
        Per quel che riguarda le tue esperienze, anche se lasci sbirciare un po’ dai tuoi post e’ abbastanza. Un libro in effetti ti omologherebbe.

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