Questo sesso non mi eccita

Mi hanno regalato un libro italiano e voglio scrivere un pezzo. Lunedì mattina alle 10.30 due amiche tredicenni sono chiuse in un bagno, finestra aperta per far vedere sempre lo stesso gioco e c’è gente nel cortile che si sveglia apposta per vederle. Le due ragazzine si spogliano e “Si muovono come due tentacoli, hanno smesso di guardarsi. Dall’altra parte ci sono donne sposate che sbattono i tappeti dai balconi. Le stesse pulsazioni del bacino, le stesse carezze dall’ombelico al seno, e in basso infilano un dito, poi un altro. Si abbracciano, aderiscono perfettamente come serpi. Pelle su pelle. A occhi chiusi. Francesca appoggia il viso sulla spalla di Anna, fra le sue braccia. Le passa lenta, mentre le labbra sul collo, dietro l’orecchio. E Anna rovescia la testa. Ha un sorriso che inquieta. La prima cosa che ti veniva da dire era: ma chi cazzo si credono di essere? La seconda: sono perverse?” Invece io mi sono chiesta: la prima, perché questa scena a pag. 29? La seconda: la perversione a 13 anni? Il libro non è stato finito.

Parlando con un mio amico di questo libro mi ha accusato che leggendo solo David Foster Wallace sia diventata una puritana della letteratura. Io? Puritana? Sarà anche vero che nei libri di DFW ci sia poco sesso ma cazzo ho letto scene di sesso io e potrei farvi anche un elenco dettagliato ma non è questo lo scopo del post.

Questo sesso non mi eccita” è anche il titolo di un articolo apparso tempo fa sull’Espresso dove l’autore affermava che ancora oggi il miglior modo per parlare di sesso in un libro è evitare di chiamare le cose per nome e quindi preferiva la scena di sesso tra Emma Bovary con il rupestre Rodolphe alla prima volta di Lady Chatterley con il suo amante e che il personaggio più “arrapante” della letteratura italiana sia la monaca di Monza. Sinceramente anch’io preferisco Flaubert a Lawrence quando descrive le scene di sesso e trovo la monaca di Monza un personaggio molto interessante da quel punto di vista.

Insomma, una scena di sesso, per eccitarti come una donna che ti sta sbottonando i calzoni, deve essere spudoratamente esplicita, o allusiva in modo funambolico? Si domanda l’autore del pezzo sull’Espresso ed è la domanda che rivolgo a voi, anche visto il numero elevato di blog che s’interessano all’argomento sesso.

Da parte mia dico che basta un niente, una parola sbagliata per sprofondare nel ridicolo, è il rischio che si corre è quello di non ottenere l’effetto desiderato, in fondo è come nella realtà, due persone che si preparano ad un rapporto sessuale passeggiano su un filo sottile ed è proprio quello che deve essere scritto o no? Sono consapevole di essere una perfezionista. E per esempio mi viene in mente “Rosso” di Uwe Timm dove non c’è mai una scena di sesso ma quando il protagonista parla della sua storia ebbene lo trovo altamente eccitante e non c’è bisogno di parlare di parti anatomiche, di liquidi seminali o di dita infilate per far capire cosa succede ed è questo il mio libro preferito sull’argomento e forse sulla vita in generale perché in fondo quando si scrive di sesso si parla anche di vita o no? E c’è gente che riesce a parlarne e a scriverne ed altri invece che si limitano soltanto a fare i burattini o semplici comparse ed essere solo ridicoli.

http://www.youtube.com/watch?v=SaNt9-QkiHI&feature=relmfu

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10 pensieri su “Questo sesso non mi eccita

  1. E’ che ormai non c’è più tempo da perdere: voglio leggere una scena di sesso, mica posso sprecare i miei minuti e le mie energie mentali a scaldare il motore alla mia immaginazione (già di per sé abbastanza pigra). Il che potrebbe far capire il neo-successo del cosiddetto porn-mummy (o era mummy-porn?)
    La nuova editoria si abbassa al generale livello culturale dei cervelli atrofizzati.

  2. Ho capito di che libro stai parlando … visto naturalmente sulla spiaggia e sugli autobus letti da donne naturalmente, aspetta ho visto anche un uomo leggere questo libro. No no grazie non fa per me. All’inizio leggevo e compravo di tutto ma ora che sono in cura dal dott. Kambublus niente può distogliermi dal mio ruolo di lettrice “impegnata”. Non posso perdere tempo, io devo finire Proust, Steinbeck, Tolstoj e devo iniziare Henry James e devo leggere ancora Arthur Conan Doyle insomma ho da fare!

  3. Sul successo a colori del momento c’e’ anche il bel pezzo di Gramellini di oggi:
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1240

    Mi pare che colga l’inutilita’ delle “Sfumature”.

    Sul libro che hai citato -e che non ho letto- google mi ha aiutato a scoprire di che si tratta. Beh, il livello dei premi letterari nazionali e’ da terzo mondo, ma l’avevo capito gia’ con “La solitudine ecc. ecc. ecc.”.

    Barney

    1. Il mio professore di sociologia.all’universitá 15 anni fa diceva che l’Italia era al primo posto dei paesi in via di sviluppo e come dargli torto. Noi non.siamo terzo mondo solo nel campo dell’editoria. Noi siamo terzo mondo in tante altre.cose

  4. Non ti preoccupare caro Antonio avrai tempo per recuperare visto che non scriverà più e forse hai conosciuto DFW al momento giusto … ci sono anche i periodi per determinati scrittori o no? DFW non è per tutti i cervelli credo

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