Fedeli alla tribù. Cacciatori di teste. Fuori casa

All’Università ho studiato Storia e amavo il Regno Unito. Francesi, spagnoli, tedeschi e russi non erano niente a confronto degli inglesi. Gli inglesi vivono su un’isola e già questo porta differenze. Gli inglesi hanno iniziato a tagliare teste prima dei francesi e questo è sempre positivo e poi cazzo gli inglesi hanno Shakespeare e Doctor Who. Poi quando ho conosciuto gli inglesi in vacanza o per lavoro mi sono sempre chiesta “Ma come cazzo fanno a portare avanti una nazione?” Insomma se non si è capito io amo gli inglesi e potete anche dirmi che sono sporchi, bifolchi, ubriaconi, rozzi e io vi rispondo “A me piacciono lo stesso” e poi loro hanno i Beatles vi rendete conto? E anche  i Rolling Stones ma signore e signori loro hanno avuto il punk, The Clash, Sex Pistols e poi da loro nacquero i Joy Division e poi The Cure insomma inchinatevi alla patria della musica! Una volta chiesi ad un inglese perché loro nella musica dettano legge e lui mi rispose “Perché da noi c’è un clima di merda” cazzo aveva ragione, a noi c’è il bel tempo e quindi si esce e si passeggia ma loro no, stanno chiusi negli scantinati a fare musica, ad ubriacarsi e a scopare (se vedi quante ragazzine escono incinte forse un po’ di ragione ho), devono far passare il tempo o no?

John King il tempo lo passa scrivendo ed ha scritto questa bellissima trilogia che scende come una birra lager e vi scuote dentro come un bel pezzo dei Clash. Ora per una che pensa che la vita senza conoscere il punk non può essere stata vissuta, leggere King è stata una delle cose migliori che abbia fatto nella mia vita oltre ad andare ai concerti  in Inghilterra. Quindi sono arrivata alla conclusione che è meglio avere un clima di merda per leggere e ascoltare delle belle cose che aver del bel clima per leggere e ascoltare delle cose di merda.

La trilogia di King è ambientata in Inghilterra e precisamente nel mondo della tifoseria calcistica, insomma i nostri cari hooligans. S’inizia con Fedeli alla tribù, per poi continuare con Cacciatori di teste e poi terminare con Fuori casa. Il primo è un capolavoro, ma il secondo e il terzo sono molto di più.

Ma dire che i libri di King parlano solo di calcio e come dire che il punk sia stata solo musica. Finalmente uno scrittore come piace a me, uno scrittore che non s’inventa trovatine post-moderne per raccontare che la vita è una grande pigliata per il culo, ma siccome siamo nati cerchiamo di far passare questo tempo nel modo più produttivo possibile, cercando di fare meno danni possibili quindi cari miei leggete John King che vi presenterà il mondo per quello che è un posto senza logica e senza amore.

Volevo terminare con una canzone dei Clash ma poi ho pensato che dal punk nacquero i Joy Division che cantano questa bellissima canzone, poi si capisce perché gli inglesi sono così.

Un bambino inglese ascolta “Love will tear us apart” (nei concerti inglesi ci sono anche i bambini, ho le foto), un bambino italiano ascolta Ferro e Pausini, credo che non sia il caso di spiegare le conseguenze nel secondo bambino, i frutti si vedono sotto i nostri occhi (e non parliamo di quelli che legge l’italiano).

Buon ascolto e leggete King …

http://www.youtube.com/watch?v=3Ii8m1jgn_M&feature=related

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4 pensieri su “Fedeli alla tribù. Cacciatori di teste. Fuori casa

  1. Non conosco King (John), ma messa cosi’ e’ un Nick Hornby mischiato a Jonathan Coe e scritto da un Joe Strummer incazzatissimo (semplifico, come sempre. Ma sono un uomo, e ho bisogno di semplificare). Insomma, pare assolutamente interessante.
    Lo metto di sicuro in lista di lettura.

    Se tu chiudi con i Joy Division, mi sia permesso farli citare da un italiano che non e’ Ligabue ne’ Vasco Rossi. Ecco Giorgio Canali che canta “Tutti gli uomini”, e chiude proprio con la citazione dei Joy Division:

    Non c’e’ solo la Pausini: anche da noi -pur avendo il sole e il bel mare- si puo’ fare ottima musica 🙂

    Barney

    1. No di Hornby ha solo il passaporto in comune … King possiede qualcosa in più anche se Hornby non è proprio da buttare e ti consiglio di leggerlo e sul fatto che in Italia c’è buona musica sono d’accordo ma è qualcosa di nicchia e devi andarteli a cercare. Io sono pigra e globalizzata e quindi amo i fenomeni di massa e poi non mi piacciono i concerti dove c’è gente che pensa di essere degli eletti perchè loro “s’intendono” di musica e gli altri invece vanno ai concerti di Tiziano Ferro o la Pausini… in Inghilterra c’è la musica punto e basta e tutto meno chic… vanno ai concerti di Rod Stewart e poi il giorno dopo vanno a sentirsi i Kaiser Chief.

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