Il Tempo

Qualche volta cadi, qualche volta sei nel pallone e qualche volta provi a dare del tuo meglio, fai il tuo meglio, ma non è mai abbastanza. E in quei momenti, devi riprenderti, aggiustare il papillon, riallacciarti le scarpe, rispolverarti la giacca, allentare la cravatta, in spalla l’ombrello, lucidare la spilla-gatto, raddrizzare il sedano, avvolgere la sciarpa stretta poco, gettare il cappello d’opera, intascare il registratore, afferrare i lembi della giacca, e andare avanti.

Viaggio di più per le città europee ultimamente. Non è male anzi osservo di più. Ho anche un taccuino, dove annoto improbabili statistiche. Le persone a Madrid leggono di meno che a Berlino nei mezzi di trasporto. L’aeroporto di Madrid è ottimo per fare jogging (15 min. a passo veloce per arrivare da un vetro all’altro) nell’attesa di un eventuale ritardo. Una cosa comune a tutti gli europei è di appisolarsi nella metropolitana o nell’autobus. Mamme con figli, donne o uomini, anziani o studenti iniziano a scattare con la testa in avanti e fanno di tutto per trovare una posizione comoda. Un uomo a Madrid nella metropolitana dormiva con la bocca aperta. Era appoggiato con la testa all’indietro sul vetro. Aveva anche un rivolo di saliva che scendeva dalle labbra. Io avevo anche preparato il fazzoletto. Il metro è sbandato leggermente, lui ha aperto gli occhi e ho allungato il fazzoletto. Chissà quanto tempo un essere umano dedica a dormire nella metropolitana? Una volta ho letto una statistica di quanto tempo in media un uomo utilizza per dormire o per fare l’amore. Tempo speso bene quello per fare l’amore ma in media quante ore trascorrono in bagno o per socializzare con persone inutili? E cosa rimane nel cervello del tempo perduto? Marcel Proust ha scritto un capolavoro di ben 7 volumi. Io sono all’inizio del quarto e una vita senza aver letto “Alla ricerca del tempo perduto” è incompleta, cazzo! Io sono un’emerita ignorante (insomma si vede come scrivo o no?) per parlare di Proust ma vi assicuro che vale la pena. Non è solo per l’episodio della famosa “madeleine” ma è perché quelle pagine traboccano di grazia e gentilezza. Leggendo “All’ombra delle fanciulle in fiore” vi sentirete abbracciati dalle parole, vi sentirete al sicuro ma in verità siete sull’autobus che, secondo le statistiche, è uno dei posti meno sicuri del mondo. Leggendo Proust non correrete rischi di addormentarvi perché la gentilezza è così retrò di questi ultimi tempi.

Un altro libro che vi terrà svegli sull’autobus è “Il tempo è un bastardo” di Jennifer Egan. La scrittura non è gentile come quella di Proust. La costruzione del libro è talmente ben fatta che la vedo come il risultato di una sperimentazione post-moderna. Non lo so se mi spiego bene. David Foster Wallace diceva che ai lettori bisogna voler bene ma anche procurargli un leggero dolore. Ecco, la Egan sembra non voler bene ai lettori e che in fondo il suo obiettivo sia solo procurare un dolore e nemmeno leggero. Ho trovato il libro bello ma freddo. Ho trovato il libro perfetto per vincere un Pulitzer ma non per “abbracciarmi”. Faulkner o McCarthy non hanno niente di gentile però di Faulkner mi fido perché alla fine farà scorgere qualcosa.  Ecco cosa significano per me Faulkner, McCarthy, Capote e la Egan? Brava è brava ma che il tempo è un bastardo già lo so, sfortunatamente.

“Alla ricerca del tempo perduto” e “Il tempo è un bastardo” hanno l’elemento comune ma si muovono da prospettive diverse. Uno va indietro e l’altro va avanti ma il risultato è uguale, non dormirete in autobus e forse nemmeno nel vostro letto. Il primo è gentile e dolce, l’altro rude e amaro ed entrambi fanno nascere una domanda: ma alla fine di tutta questa fatica che rimane? Si dice che bisogna andare sempre avanti e io dico “Eh certo dove vuoi andare? Solo avanti”… alla fine rimarranno solo ossa.

http://www.youtube.com/watch?v=KsuN4xia9Zs&feature=related

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10 pensieri su “Il Tempo

    1. Ci sono scrittori, fotografi, poeti che sono rimasti sempre nel loro territorio e hanno scritto o fotografato cose bellissime. L’occhio allenato all’osservare può anche stare fermo, il mondo passa anche davanti a lui. Io infatti ho scritto che osservo di più ma lo faccio anche nell’autobus che mi porta a Venezia tutti i giorni infatti ho memorizzato tutte le persone e le riconosco anche dentro Venezia …

  1. Proust lo lessi anni fa, in una sorta di apnea. Non so se nel frattempo hai letto anche gli altri 6 volumi, ricordo che per me fu un’esperienza, non una lettura. Da qualche mese a questa parte, tra l’altro, monta in me la voglia di rileggerlo a distanza di anni, sento che ora sarebbe una nuova lettura, non una semplice rilettura.
    P.s.: il tuo blog è stupendo, già ti seguivo ma devo ammettere che era rimasto “nascosto” ai miei occhi, credo che scaverò nei dettagli. 🙂

  2. Letto tutti i 6 volumi e adesso mi sento diversa oddio mi sentivo diversa anche prima ma adesso ancora di più! Sentiti libero di scavare dove vuoi tu ,,, e grazie!

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