Meridiano di sangue

Ogni mattina con l’autobus, prima di arrivare sul Ponte della Libertà, passo davanti alla Fincantieri di Marghera. Gli operai entrano in fabbrica ed io penso di essere fortunata, credo che non si faccia una vita facile là dentro, con treni e binari dovunque e gru enormi che ti stanno sulla testa. Bersani dice che gli insegnanti sono eroi, quante cazzate si affermano per propaganda oppure quando dicono che io sono una donna coraggiosa perché vado in certi posti, cazzate su cazzate. State attenti, non voglio dire che gli operai sono degli eroi, però secondo me questa società dà peso a cose che non hanno peso, dà spessore a cose che non hanno mai avuto spessore in fondo la questione è molto semplice, ci sono persone fortunate e chi no, chi ha un bel lavoro e chi no, chi nasce a Roma e chi a Mogadiscio, chi nasce sano e chi no e se vi volessero far credere tutto il contrario ebbene vi stanno prendendo per il culo e un’ultima cosa, quando “esagerano” in alcune mode (cani, gatti, figli e ambiente per esempio) e solo perché vogliono vendervi l’ennesimo “fenomeno sociale” del cazzo.

Non siamo tutti uguali sulla faccia della Terra e non lo saremo mai, questa è una delle poche certezze che ho. Questa convinzione esce anche nei libri di Cormac McCarthy, dove la crudeltà del mondo è vomitata in ogni rigo di un suo libro e dove il semplicemente “nascere” è un’azione sfortunata, come tutto si basasse principalmente sulla combinazione fortunata di due elementi: tempo e spazio e dove la probabilità errore è molto alta, vista anche la mole di lavoro che ho negli ultimi tempi.

E’ sfortuna conoscere un tipo come il giudice Holden, è sfortuna incontrare sulla sua strada certa gente come Glanton ma non si può fare niente e questo lo sa il protagonista del libro “Meridiano di sangue” chiamato da McCarthy solo “il ragazzo” che crescerà all’interno di questa banda ingaggiata per uccidere gli indiani. E’ un libro inquietante con una scrittura quasi morbosa ma McCarthy riesce a mostrare il Male per noi umani che non vogliamo mai sapere di cosa siamo capaci. E’ un libro dove riuscirete a vedere il Diavolo ballare nel deserto, riconoscerete Dio e vedrete una vecchia pregare inutilmente per il perdono dei peccati del Mondo. Un libro che è un vero e proprio viaggio nel Male che ognuno di noi si porta dentro, un libro che vi farà sentire soli senza via di scampo con le spalle al muro e capirete che da certe strade prese non si può tornare indietro, come nella Vita del resto.

Quando si è giovani, si sogna un mondo pieno d’ideali, di avere un lavoro gratificante, poi qualcuno si ritrova a Marghera, dove dovrà anche lottare per tenerselo quel posto di merda perché a casa ha due bambini da crescere, cazzo gli operai non dovranno farli … quando si è giovani il mondo sembra un posto bellissimo e poi qualcosa si rompe …  ed ecco McCarthy che è capace di scrivere anche di questo in tutti i suoi libri, non è disperazione o angoscia ma è consapevolezza di quel dolore che ci accompagnerà fino alla fine dei nostri giorni. La consapevolezza che alcune volte ci fa pensare che certe cose sono meglio non scoprirle.

Il mondo non è un posto né per vecchi ma nemmeno per i giovani e dove le illusioni e i sogni è meglio perderli subito, forse il posto migliore è in mezzo ad una guerra, perché così si campa più leggeri, dove non hai niente da perdere e si aspetta allegramente la fine.

 

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4 pensieri su “Meridiano di sangue

  1. Romanzo straordinario che lessi appena uscì grazie a un consiglio della mia professoressa in collegio. Io invece, magari sono disturbato, sognai subito di vivere qualcosa del genere e di incontrare Holden e Glanton. Questa sensazione mi ritorna ogni volta che lo rileggo.

  2. Voglia d’avventura direi … io no a ‘sti due non vorrei mai incontrarli ma poi penso che nella vita quotidiana incontri tanta gente che è “cattiva” è in un altro modo e comunque impari a convivere anche con loro… è sempre una questione d’abitudine o no?

  3. “Eccolo, il ragazzino. È pallido e magro, indossa una camicia di lino lisa e sbrindellata…”

    Dopo “Chiamatemi Ismaele”, uno degli incipit piu’ potenti della letteratura moderna.

    Adoro McCarthy e la sua prosa asciutta ed essenziale.

    Barney

  4. La mia responsabile dice sempre che noi dobbiamo aiutare le persone a trovare IL lavoro e non UN lavoro e io penso a McCarthy perchè? Perchè McCarthy è LO scrittore e non UNO scrittore …

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