Rosso

Quando ero adolescente una domanda che mi rivolgevano spesso “Cosa vorresti fare da grande?”  e spesso tra amiche si condividevano desideri, sogni e aspettative.  Ognuno diceva i propri pensieri, io non ho mai avuto grandi desideri, mi limitavo a dire “Vorrei una Renault 4 e un lavoro che mi piace”. “Figli? Matrimonio?” domandavano e io “Ci penserò dopo”. Una mia amica disse che lei sarebbe divenuta direttrice di banca e che non si sarebbe mai sposata. Ora ha tre figli e fa la casalinga. Chissà se le mie amiche ricordano questi momenti? Io sì e forse li ricordo ancora di più dopo aver letto “Rosso” di Uwe Timm.

Uwe Timm è uno scrittore tedesco forse poco conosciuto in Italia ma molto affermato in Germania e “Rosso”  è uno bellissimo libro, per me è un capolavoro. In quelle pagine si riflette sulla vita, morte, amore, sesso, politica, amicizia, sogni, speranze, sconfitte, utopie. Il protagonista di nome Thomas Linde è un cinquantenne che per vivere fa un lavoro originale: “scrive discorsi ai funerali” ma che da anni lavora anche ad un saggio sul colore rosso. All’improvviso nella sua vita irrompono due persone: la prima è una donna, più giovane di lui di vent’anni che lo trascina in un vortice di desiderio e l’altra è un uomo che invece lo trascina in un viaggio nel suo passato pieno di speranze e di ideali. Ma c’è qualcosa per cui Thomas Linde è ancora ancorato al suo passato, è il saggio sul colore rosso che sta scrivendo è una prova di questo.

Non ho mai avuto paura d’invecchiare, non ho mai avuto paura di farmi male perché ho imparato come andare avanti e leggere la storia di Thomas Linde mi rende ancora più consapevole di come la vita sia una cosa complicata composta da tante cose che a volte ritornano oppure si manifestano in modi inaspettati e come, alcune volte, soccombiamo a quello che siamo diventati senza nemmeno rendercene conto e poi si dice “La vita tira brutti scherzi”. Io non credo che sia così. Credo solo che le porte vanno chiuse, credo solo che le cose nei cassetti devono essere messe in ordine, che nascondere la polvere sotto il tappeto non serva a niente perché poi la respiriamo lo stesso.

Alcune volte mi chiedo se quella mia amica è felice della propria vita. Mi chiedo se avere un’ideale possa rovinarti la vita e quindi come si viva pensando che quando eri giovane volevi fare la direttrice di banca. Come si sente quando i sogni o aspettative non si realizzino? Io non lo so. Ho sempre volato basso e lavorato duro per ottenere qualcosa e cazzo ci sono sempre riuscita. Ho avuto la Renault 4 e ho un lavoro che mi piace moltissimo. Viaggio tanto per lavoro ed era quello che volevo. Ho una vita esistenziale molto complicata e la lettura di questo libro la complicata ancora di più ma cazzo mi piace.

Chi di voi non ha avuto amici nati tondi ed ora sono quadrati? Chi di voi non ha vissuto una passione che  vi abbia fatto perdere “il ben dell’intelletto”? Chi di voi non ha seguito un ideale e poi si è reso conto che è una fatica portalo avanti? Chi di voi ha avuto sogni infranti e quando adesso chiude gli occhi vede la donna/uomo ideale del passato e ha un leggero malessere? Tutti siamo un po’ Thomas Linde, tutti abbiamo una vita complicata e leggere un buon libro serve anche a non sentirsi soli in alcuni momenti.

http://www.youtube.com/watch?v=E8ZcxLisr3Y

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10 pensieri su “Rosso

  1. Io personalmente sono stato quadrato, poi tondo e ora mi sono riquadrato.
    Al liceo volevo fare l’avvocato, all’università volevo fare tutto meno che l’avvocato, ora sto provando a diventare avvocato e sorprendentemente mi piace un sacco, come quando favoleggiavo al liceo 🙂

    Strano percorso 🙂

  2. Post che mi sento molto vicino, visto che salto fra quadrato e tondo senza sosta.
    Mi piace la riflessione che poni su quello che volevamo diventare e quello che siamo diventati. E’ un tema che mi sembra molto ricorrente (specie nei film d’amore in cui dopo una lunga relazione torna la vecchia fiamma….).
    Non so cosa sia meglio, se inseguire senza sosta i propri sogni o cercare di far ordine con quello che siamo diventati. L’importante alla fine è viver beni con sé stessi.
    Di certo non ha senso pensare che la vita sia frutto di “scherzi”: la vita è frutto di scelte e di opportunità, di possibilità… sta a noi sceglierle e farne il meglio possibile.

    1. Io sono sempre stata rotonda, in tutti i sensi, pesante e sempre più pesante e tu sei giovane, saggio, forse un po’ idealista ma pratico. E Thomas Linde ti piacerebbe.

      1. non so se mi inquieta di più il “giovane” (di questi tempi…) o “saggio”.
        “idealista ma pratico” mi tocca tenermelo, credo sia inevitabile (se qualcuno ne volesse la prova, sono del capricorno).
        vorrà dire che seguirò il tuo consiglio, in fondo Timm è tedesco e con me i tedeschi hanno sempre una chance. e lo metterò nella lista da leggere, in coda dopo Hugo von Hoffmanstahl.

        ps: non è che magari si avvicina un pò al “lupo della steppa” di Hesse? così, a fiuto

  3. Inquieta più saggio … giovane è un dato di fatto e non è Lupo nella steppa anzi mpm ha niente ma proprio niente di Hesse e aggiungo FORTUNATAMENTE!

      1. purtroppo il pingback ha tagliato solo due righe del post, ovviamente il discorso ne risulta tronco e senza senso…

        comunque, per quanto riguarda lo stile di Hesse devo darti ragione: neanche a me fa impazzire, anzi!

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