Vacanze matte

Che vita! Ah, puoi dirlo, sento sempre il peso di un controllo appeso al collo. Che vita! Si direbbe fuori dal contesto su nell’universo nello spazio”

Quanti film o libri conoscete dove si parla di persone che fuggono dalla società per trovare una vita meno caotica? Si preferisce una vita nella natura come se fosse l’unico ambiente giusto per accogliere la nostra eterna insoddisfazione. In un film di Sean Penn il protagonista lascia tutto per andare in Alaska (mi sembra) ma muore perché mangia delle bacche velenose. Cazzo vuoi fare l’eremita e studia un po’ ma forse voleva semplicemente “farla finita”? E come sono queste persone in questi libri o film? Persone profonde, coraggiose o  con una forte spiritualità insomma affascinanti, intelligenti e colte o mi sbaglio? Avete presente queste persone, cancellate tutto e vi presento la famiglia Kwimper protagonista del libro di Richard Powell “Vacanze matte”. Strano destino questo libro. Negli anni ’60 in America grande successo e poi dimenticato per poi rispuntare nei nostri giorni per prendersi un meritato successo.

Leggere questo libro è stato molto divertente per una serie di motivi. La famiglia vive sulle spalle dello Stato con assegni familiari e disoccupazioni varie. Una famiglia da odiare perché vive sulle nostre spalle e con i nostri soldi. La famiglia però si sente lo Stato e non le piace essere definita “il pubblico” quando in mezzo al niente trova un cartello che vieta l’ingresso e loro che fanno? Se ne fottono, spostano la sbarra e imboccano la strada con la macchina senza quasi benzina. E poi? Finisce la benzina e loro s’accampano ai bordi di questa nuova strada panoramica in mezzo ad una natura incontaminata. Il giorno dopo arriva l’ingegnere che ordina alla famiglia di andarsene e lo fa con tanta arroganza che loro s’impuntano “Noi da qui non c’è ne andiamo. Capito!”. Un discorso lineare, a noi piace la natura e vogliamo rimanere. Non fa una piega. “ Ma la legge dello Stato dice che non potete starci” e loro ” Impossibile noi siamo lo Stato!”

Così inizia la storia di questa famiglia anarchica, non so voi ma io ho un’idea di anarchici sempre incazzati con il sistema e sempre a tirare bombe o rompere qualcosa. La famiglia Kwimper non è incazzata anzi vanno avanti per la loro giusta strada con una tranquillità e logica disarmante che potrebbe essere intesa come una forma d’imbecillità. Questo libro potrebbe essere visto come un libriccino carino e divertente ma vi assicuro che non è così. Questo libro mostra che l’imbecille potrebbe vivere più felice e soddisfatto di uno che va a suicidarsi in Alaska. Questo libro potrebbe farvi capire che non c’è bisogno di partecipare a migliaia di cortei per urlare contro il Governo di turno se poi nella  quotidianità non vi sentite cittadini e non combattete le vostre piccole battaglie? Ma che volete farci se hanno deviato anche questo semplice concetto. Ci fanno credere che dobbiamo condividere o partecipare a quello o a quell’altro perché è l’evento o la battaglia dell’anno, poi torniamo a casa e cii sentiamo stranamente insoddisfatti chissà perché? Allora cari miei leggete “Vacanze matte” e capirete che hanno introdotto nel vostro cervello molti schemi ma coraggio siete ancora in tempo per “resettare” tutto e vivere con tanta “imbecillità” fino alla fine dei vostri anni!

Credetemi, non scherzo quando scrivo che anche l’insoddisfazione fa parte del gioco per vendere prodotti o idee.

Buona lettura!

http://www.youtube.com/watch?v=YyEeRuWmN2Q

Annunci

6 pensieri su “Vacanze matte

  1. Nell’essere d’accordo con la sostanza di questo post faccio notare, a proposito di concetti deviati e di schemi introdotti nel nostro cervello, che la potenza del sistema di manipolazione arriva al punto che anche in questa sede, dopo che per cinquant’anni più o meno tutte le efferatezze attribuite agli anarchici sono risultate opera di altri, si parla degli anarchici come di gente “sempre a tirare bombe o rompere qualcosa”.

  2. E che li disegnano da efferati … i moderati sono violenti? Ma non li disegnano così! Gli anarchici “out” i moderati “in” … essere moderato è cool

  3. però sono violenti, per davvero, come una maggioranza di identici che avanza compatta e ti ingloba, e se la schivi ti distruggerà con l’assenza, l’esclusione, l’emarginazione… questa è violenza… poi per carità, a volte sono violento anch’io, ma quando lo sono è con amore e passione… quando sono violenti loro… beh, il massimo della passione che conoscono è dire il padre nostro…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...