Un forma di amore

A me i Pooh mi hanno salvato la vita, spiego meglio. Avevo un uomo bellissimo e quasi perfetto ma ascoltava i Pooh e li metteva anche in casa a tutto volume costringendomi a cucinare con loro di sottofondo. L’ho abbandonato pensando che non avevo nessuna voglia di “educarlo” ad altri tipi di musica, semplicemente non volevo impegnarmi e non mi pento per niente di quella mia decisione. A lui non dissi che lo lasciavo per i Pooh ma con la scusa dell’incompatibilità di visioni della vita, in fondo a sparare cazzate sono sempre stata brava.

L’Amore, chi capisce qualcosa è bravo, si dice così o no? In mezzo a battiti di cuore, sensazioni di vuoto sembra che perdiamo la ragione o la retta via ma poi capita di essere lasciati e inizia la sofferenza. L’essere abbandonati può tirare fuori sensazioni ed emozioni che non credevi che esistessero nel tuo universo, un po’ come quando vai in palestra, ti alleni e dopo un paio di giorni scopri di avere muscoli in parti del tuo corpo che hanno un nome.

Il libro di Alfred Hayes “Una forma di amore” parla proprio di un abbandono da parte di una donna e l’uomo inizia a convivere con questo nuovo stato di cose e racconta la sua storia ad una ragazza incontrata ad un bar. L’uomo racconta che poco dopo il suo abbandono la donna ritorna da lui perché l’altro non voleva sposarla ma lei dice perché ama solo lui e l’altro non significa niente ma poi lui scopre la verità e quindi ognuno va per la propria strada. Hayes con queste 174 pagine riesce a dare un nome ai muscoli che pensavate che non esistessero nel vostro corpo. Hayes riesce a vivisezionare l’abbandono e trovo molto utile dare sempre il giusto nome alle cose e alle persone (rientra nella catalogalizzazione).

Ora non credete che sia da leggere perché potrebbe essere di conforto in qualcosa dove nessuno può aiutarvi, come la palestra, ma leggetelo solo perché questo Hayes riusciva a scrivere in maniera eccellente e questo libro è veramente un piccolo capolavoro sconosciuto con una bellissima postfazione di Irene Bignardi. Poi se volessimo parlare dell’Amore liberi di farlo ma sappiate che in questo “settore” non ho parole o pensieri perché ho sempre sofferto per altre cose e poi perché come cantava Chris Isaak in una canzone, l’Amore è un gioco malvagio e io gioco solo quando capisco bene come funziona tutto l’ambaradan … quindi mai.

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